RSS e Facebook

Feed RSS di Pressante

 

Ultimi commenti

Utenti Online

 33 visitatori online

Statistiche

Utenti : 1060
Contenuti : 1574
Link web : 33
Tot. visite contenuti : 3616411
1059 registrati
0 oggi
7 questa settimana
87 questo mese
Ultimo: Pire

Adsense

"Scusandoci per il disagio" PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Piergiorgio Paterlini / Mariavittoria Orsolato   
Martedì 22 Dicembre 2009 15:00

Scusandoci per il disagio

Nevica, e 700 treni vengono cancellati. 700 in un giorno, non in un anno. Si potrebbe anche sopportare.

Nevica, e Moretti dice, riuscendo a rimanere serio: “Chi sale su un Intercity dovrebbe portarsi almeno un paio di panini, dell’acqua e un maglione in più”. Già, che problema c’è? È logico. Se prevedi – e la probabilità è altissima – di passare 12 ore in aperta campagna di notte con -10°  su un treno bloccato senza riscaldamento e senza minibar, il minimo che una persona previdente possa fare è effettivamente portarsi da casa un po’ di generi di prima necessità: magari anche una stufetta (a legna, perché la corrente non c’è), delle coperte, una scatola di aspirine, cose del genere.

Ma anche questo – forse – si potrebbe sopportare.

Ciò che non si può assolutamente sopportare è...

l’annuncio che Trenitalia ha ideato, immaginando di fare cosa gentile, per casi di questo genere e che noi passeggeri ci sentiamo ripetere invariabilmente a ogni viaggio, qualunque cosa stia accadendo: “Il treno Intercity Notte 799 da Torino Porta Nuova a Roma Termini viaggia con 740 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio”.

Il disagio? DISAGIO??? Hai detto “d-i-s-a-g-i-o”???

12 ore e 10 minuti di ritardo sarebbero un “disagio”? Meno di un foruncolo sul naso, più o meno come una scarpa slacciata, quasi meno di dieci centesimi che ti cadono in un tombino?

“Disagio” si può dire per un ritardo di 8 minuti. Disagio è il bar che ha finito i tovagliolini. Disagio è quando una vibrazione eccessiva fa scivolare il libro che stai leggendo addosso al tuo vicino senza provocare danni seri se non appunto un po’ di disagio.

Una notte al gelo – in campagna o alla Stazione Termini – ma anche semplicemente 60 minuti di ritardo su una percorrenza di 120, un Eurostar con un solo bagno funzionante per tutte le carrozze di prima e di seconda classe (la regola), tutto questo non è un “disagio”. Si tratta di piccole catastrofi quotidiane, di microtragedie, di disservizi intollerabili e danni molto seri: alla vita, al lavoro, all’equilibrio psico-fisico delle persone.

Ingegner Moretti, dia retta. Visto che ai problemi seri pare non riesca a porre rimedio, a questo – che non è meno serio ma certo del tutto alla sua portata – provveda. Subito. Faccia cambiare quell’annuncio. E infligga una bella multa al sadico o allo spiritosone che l’ha concepito. Subito. Non costa nulla. Non migliorerà nulla. Ma, lasciandoci il danno, ci toglierà almeno la beffa. In parole più chiare: ci levi questa colossale presa per il culo.

E, naturalmente, ci scusi per il disagio.

 

---

FrecciaRossa. Di vergogna.

Si ostinano a chiamarlo “allarme maltempo” ma da che mondo è mondo, tra dicembre e febbraio, si consuma con freddo, ghiaccio e neve quella stagione dai più conosciuta come inverno. Certo, il riscaldamento globale aveva provato a farci credere che di tetti e strade imbiancate ne avremmo visti sempre di meno ma, puntuale come non mai, anche quest’anno è arrivata la neve: delizia dei bambini, terrore dei trasporti. Per tutto il week-end il Paese è stato messo in ginocchio dalle copiose nevicate e dal gelo. Per aerei, autostrade e treni la situazione é stata critica, ma se per i primi due sono state trovate soluzioni d’emergenza, per Trenitalia l’effetto domino causato dai numerosi ritardi è stato letteralmente devastante.

Centinaia i treni soppressi, migliaia i minuti di ritardo accumulati da quella Tav che avrebbe dovuto, secondo gli spot a raffica che ci sorbiamo in tv, collegare Milano a Roma in sole 3 ore ma che lo scorso sabato ha costretto chi voleva viaggiare da Bologna a Firenze (117 kilometri di distanza) ad impiegare ben 24 ore per arrivare a destinazione. Com’é stato possibile che una nevicata, per quanto copiosa, paralizzasse un’intera rete ferroviaria? Secondo l’amministratore delegato di Rfi, Michele Elia, i ritardi sono stati causati dallo zelo sulla sicurezza: “Far circolare un treno a 300 all’ora sotto una bufera di neve può presentare dei rischi se si forma del ghiaccio sui binari e diminuisce l’attrito per i freni”.  Ma va?

Pare quindi che i dirigenti Fs, nonostante le numerose avvisaglie fornite dai meteorologi, fossero del tutto impreparati a dover affrontare la stagione invernale: i binari dell’alta velocità non sono uniformemente dotati di sistemi di riscaldamento e perciò l’unico modo di evitare pericolosi deragliamenti era, secondo i piani alti di piazza della Croce Rossa, quello di far rallentare l’andatura dei Freccia Rossa. Secondo molti osservatori, la mossa è stata un terribile scivolone per Trenitalia, ma per l’amministratore delegato Mauro Moretti “siamo l’unico paese in Europa a non aver bloccato pezzi interi di rete”.

Per quanto le condizioni atmosferiche siano state e continuino ad essere poco clementi, la commissione Trasporti della Camera ha ritenuto doveroso sentire i vertici di Fs su quello che verrà ricordato come il venerdì nero delle ferrovie e da Torino il terribile pm Raffaele Guariniello - lo stesso che ha istruito i processi contro ThyssenKrupp e Juventus - fa sapere che è già stato aperto un fascicolo conoscitivo proprio sulle manchevolezze del nuovo servizio ad alta velocità. Nel mirino del magistrato, oltre ai ritardi, ci sono anche le condizioni precarie dei viaggiatori costretti in vagoni sovraffollati a causa dell’overbooking, affamati perché le carrozze ristorante non sono rifornite o infreddoliti perché il sistema di condizionamento dell’aria è in sostanza una ciofeca. E se nella lista mancano i disservizi delle toilettes è solo perché, probabilmente, anche l’inflessibile Guariniello ha rinunciato a sperare che siano pulite o semplicemente fruibili.

Insomma, le ferrovie fanno acqua da tutte le parti e in molti si domandano perplessi com’é possibile che per 15 centimetri di neve le reti ferroviarie del Paese vadano in tilt. Marco Ponti, docente di economia applicata al Politecnico di Milano, ha spiegato a La Repubblica che il problema non sono tanto le infrastrutture (di per loro già più che pessime) ma piuttosto la gestione di queste ultime e così dicendo ha invocato la presenza di un’authority indipendente che sanzioni i comportamenti non virtuosi. Peccato che non esista autorità che tenga di fronte ad un gestore unico, monopolista per quanto riguarda le rotaie ed in più suffragato dalla mano generosa degli aiuti pubblici. Perché se in Italia esistesse concorrenza a livello ferroviario, siamo più che certi che nessuno sano di mente sceglierebbe consapevolmente un servizio che definire inqualificabile è poco.

Alla stazione centrale di Milano una torma di passeggeri inferociti per i ritardi, il freddo (a Milano la massima della giornata è stata -4) e soprattutto per la mancanza di spiegazioni ha letteralmente preso d’assalto la sala d’aspetto vip del “Club Freccia Rossa”. In un revival dell’assalto dei forni di manzoniana memoria, i passeggeri colpiti dai ritardi e semi assiderati sono stati costretti a forzare l’ingresso della confortevole sala d’attesa in quanto, nella rinnovata stazione del capoluogo lombardo, non sono presenti altre stanze dedicate all’accoglienza dei passeggeri: il restyling, concentrato soprattutto sui numerosi negozi, non ha infatti contemplato le sale d’attesa.

Ma per Mauro Moretti la soluzione ai disagi è semplice: munirsi di maglioni, coperte e panini. E pazienza se il biglietti per usufruire di un servizio praticamente inesistente sono stati pagati a peso d’oro; i dirigenti Fs - si sa - viaggiano solo in aereo.

 

Commenti
Cerca
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."