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Grecia. Brutti, sporchi e... nazisti PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Debora Billi   
Venerdì 07 Maggio 2010 00:00

Ieri ho passato buona parte del pomeriggio a seguire le notizie dalla Grecia. Grazie ad una webcam svedese ho visto lo sventato attacco al Parlamento, e mi ha molto impressionato il panorama dall'alto di Atene, piena di fumo e gas da sembrare Gaza.

Tre morti molto pesanti, perché innocenti impiegati di banca e non, come spesso accade, manifestanti o poliziotti. La storia dietro questi morti è davvero terribile.

C'è una dichiarazione di un dipendente della banca che sta facendo il giro del mondo... Qui la versione in inglese, qui una traduzione in italiano. La Marfin Bank è di proprietá di un businessman greco, tale Vgenoupoulos, e leggendo la sua biografia ci pare di conoscerlo talmente bene da sentirci quasi parenti: è il proprietario della banca, della squadra di calcio del Panathinaikos, e si è comprato appena sei mesi fa la compagnia aerea greca Olympic che ha fuso con la Aegean Airlines, sua anche quella. Insomma, il solito riccone che ha le mani in pasta ovunque e sta approfittando della bancarotta greca per arricchirsi ancora di più.

Mr. Vgenoupoulos è così raccontato dal suo dipendente, in occasione della strage di ieri:

Oggi i miei colleghi hanno perso la vita per malizia: la malizia di Marfin Bank e di Mr.Vgenopoulos in persona, che ha esplicitamente dichiarato che chi non si fosse presentato a lavoro [nel giorno dello sciopero generale del 5 maggio] avrebbe potuto restare a casa anche quelli successivi perché licenziato. I dirigenti della banca hanno proibito ai dipendenti di abbandonare il lavoro, sebbene questi lo avessero chiesto dalle prime ore della mattina. I dirigenti intimavano di chiudere gli accessi e confermavano, via telefono, che l'edificio doveva restare chiuso [con i dipendenti dentro], arrivando anche a bloccare gli accessi internet per evitare che i dipendenti potessero comunicare con l'esterno.

Una strage annunciata, verrebbe da dire quasi cercata. Nell'edificio non esistevano sistemi antincendio e, come riporta sempre il dipendente, le uniche esercitazioni hanno riguardato i dirigenti mentre gli altri impiegati della banca devono improvvisarsi addetti alla sicurezza o pompieri in base agli umori di Mr. Vgenopoulos.

Insomma, che siano morti quei tre poveri bancari fa comodo a tutti. Sicuramente fa comodo al governo, che oggi attendeva in piazza una rivolta ancora più sostanziosa: i cittadini, colti di sorpresa dalla strage di ieri, tacciati da blac bloc, dipinti in tutto il mondo come sadici che godono nel vedere innocenti bruciare, probabilmente preferiranno restarsene a casa.

Eppure, qualche perplessitá c'è. Ricordando le celebri frasi di Cossiga

"infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le cittá. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrá sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri”.

ci permettiamo di citare un report, ignorato dai più, ad opera di un giornalista de La Stampa, Roberto Giovannini (non uno scalmanato complottista quindi) che si trovava ieri ad Atene:

Tutto è accaduto piuttosto rapidamente, una trentina di persone si sono staccate dal fianco sinistro del corteo fino a quel momento pacifico e hanno bruciato macchine e frantumato le vetrine della banca lanciando all’interno le bombe molotov che hanno provocato le tre vittime. (...) Su chi siano i protagonisti dell’attacco, adesso si fanno ipotesi diverse, oltre a quella ufficiale che vuole che siano esponenti del movimento anarchico che capeggia in queste ore l’ala violenta della protesta. C’è chi parla infatti dell’intervento di un gruppo di provocatori, appartenenti al gruppo neonazista di “Chrisi Avgi” (Alba radiosa) e c’è qualche elemento che porterebbe a confermare l’ipotesi.

A voi le conclusioni. Eventi così, d'altronde, li abbiamo giá visti un sacco di volte.

 

Crisis

 

Nel video seguente, pescato da italianimbecilli, potete ammirare poliziotti in tenuta antisommossa che spaccano vetrine: