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Homer Simpson lavora nella centrale nucleare di Suffolk PDF Stampa E-mail
Ambiente e salute - Ambiente e salute
Scritto da Gianni Elvezia   
Martedì 16 Giugno 2009 00:00
 Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da parte dell'amico Gianni Elvezia, che da anni vive in terra albionica, il seguente articolo che narra di un curioso caso avvenuto in Inghilterra, una storia che ha a che fare con una centrale nucleare e con un disastro per poco sventato. 
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L’altra mattina (10 giugno) c'e' stata una riunione tra un comitato di abitanti di alcuni villaggi del Suffolk, sulla costa orientale inglese che dà sul Mare del Nord, con un rappresentante di British Nuclear Group che gestisce i tre reattori presenti nella zona, rispettivamente Sizewell A, B e C, riguardante la chiusura improvvisa, circa 3 anni fa, del loro reattore A, il più vecchio dei tre, un reattore Magnox che cominciò la sua carriera nel 1966 dopo quasi 5 anni di lavori (non disturbatevi a cercare il loro website sul reattore Sizewell A, e' misteriosamente non più raggiungibile).

Sarebbe stato il solito monologo di quello “studiato” che arriva dalla Capitale e che spiega con spocchia e sufficienza ai pescatori e bottegai locali cose che loro non sarebbero in grado di capire, se non fosse stato per l’incomodissima presenza... della squadra di John Snow, l’unico direttore di telegiornale a diffusione nazionale in Europa che si possa ancora definire un giornalista – chiaramente un dinosauro sopravvissuto agli anni ‘60, un fossile vivente in un ambiente di molluschi - con le telecamere di Channel 4 News.

Le cose questa volta erano diverse perché era stata fatta una domanda formale secondo la prassi prescritta dal Freedom of Information Act ed ora giornalisti e pubblico avevano avuto accesso ai documenti sul caso.
Correva l'anno 2006 e Tony Blair, il politico più corrotto della storia della Gran Bretagna, si apprestava a lasciare l’incarico in quanto non più presentabile al pubblico di casa. 

Era infatti evidente a tutti che aveva mentito sapendo di mentire quando con le lacrime agli occhi a “Question Time” - programma televisivo di grande ascolto in prima serata in cui il pubblico può fare domande agli ospiti in studio (per l’occasione Tony era l’unico ospite, quella sera) - aveva giurato solennemente di avere prove sicure ed incontrovertibili che Saddam Hussein non solo aveva armi di distruzione di massa, ma era in grado di colpire nientedimeno che la Gran Bretagna e che l’intelligence militare avrebbe avuto solo un quarto d’ora per poter organizzare una reazione ad un probabile attacco alla Madrepatria, prove che non poteva mostrare pubblicamente, ovviamente.

Negli anni successivi molte cose vennero a galla (Blair si infuriò così tanto per il lavoro della BBC a riguardo che decapitò le Televisioni di Stato licenziando tutti quelli che si erano distinti per qualche tipo di acume giornalistico, cominciando col Direttore) e Blair non poteva piu’ apparire in pubblico senza che ci fossero elementi perturbatori che la polizia dovesse zittire.

Prima di lasciare l’incarico e di andare dal Papa - dopo essersi convertito al cattolicesimo: notare che fino a poco prima aveva nominato le massime gerarchie della Chiesa Anglicana - a ricevere la benedizione per l’investitura come  primo Presidente del Superstato Fascista Europeo prossimo venturo, siccome altri avevano probabilmente omaggiato lui durante i suoi viaggi in America decise a sua volta di fare un regalo alla popolazione  e di mettere le basi per un nuovissimo programma di costruzione di centrali nucleari per ridurre la dipendenza dal petrolio – o almeno questa era la scusa.

Proprio nello stesso periodo qualcuno che stava facendo le pulizie nella Centrale Nucleare Sizewell A si accorse che diversi allarmi stavano suonando insistentemente  da molto tempo senza che il personale tecnico della centrale reagisse in alcun modo, così – immaginate di essere al suo posto, e’ una decisione non facile da prendere – decise di premere l’allarme generale.

 Il personale preposto a quel punto intervenne per accorgersi che l’acqua di raffreddamento non ricopriva più gli elementi del reattore che così si era stati ad un soffio da un incendio catastrofico  – il combustibile nucleare infatti si può incendiare già alla temperatura ambiente  – e, dulcis in fundo, in 45 minuti c’era stata una perdita di scorie radioattive nel Mare del Nord paragonabile alle inevitabili perdite – di cui non ci parlano mai – che avvengono nel giro di un anno.

La centrale venne immediatamente chiusa e sottoposta ad ispezione.
Gli ispettori conclusero che la centrale era stata gestita con incuria criminale e non solo pubblicarono un rapporto – che non fu divulgato – ma spinsero per portare i responsabili in tribunale.
Cominciarono perciò a raccogliere prove che potessero essere utilizzate dall’accusa, ma, dopo mesi di lavoro e ingenti somme a spese a danno dei contribuenti, si sentirono dire che non avevano giurisdizione per portare il caso in tribunale.
Per caso - chiaramente e’ un caso -  la Nuclear Decommissioning Authority decise proprio in quel periodo di smobilitare tutti i siti forniti di reattori Magnox, il che includeva naturalmente anche Sizewell A.

Di tutta questa vicenda sappiamo solo ora unicamente perché gli abitanti, preoccupati da insistenti voci di perdite, ma prontamente assicurati dalle autorità che tutto era normale e sotto controllo e che la chiusura dell’impianto era dovuta al decommissionamento dei Magnox, si rivolse a tutti quelli che potevano essere raggiunti e, tra questi c’era anche John Snow.
Perciò, quando vi dicono che non c’e’ pericolo, cominciate ad ammassare provviste nel vostro rifugio anti-atomico…


si veda anche: Revealed: the unreported nuclear accident
 
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