| Buonismo prevedibile, ma si sta esagerando |
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| Sport - Sport | |||||
| Scritto da Enrico Varriale | |||||
| Domenica 16 Luglio 2006 18:02 | |||||
Non era difficile prevederlo. La popolarità delle squadre coinvolte, la pressione dei tifosi scesi in piazza, e gli interessi editoriali dei patron delle squadre sanzionate dalla sentenza della CAF potevano far presagire un atteggiamento "buonista" da parte di commentatori e opinion maker. Tuttavia al netto delle opinioni politiche di sindaci scesi "doverosamente" in campo a sostegno dell'onore cittadino e della scontata presa di posizione contro i giudici, anche se sportivi, di Forza Italia che prepara richieste parlamentari di indulto, si può dire che si sta davvero esagerando.A 48 ore dalla lettura del dispositivo illustrato dal giudice Ruperto, quasi tutti si sono scatenati contro la sentenza e la sua pseudo durezza, dimenticando con un non insolito caso di rimozione collettiva il quadro che la Caf si è trovata davanti, unanimamente definito appena una settimana fa il più grosso scandalo della storia calcistica mondiale. Un sistema corruttivo che coinvolgendo vertici federali, dirigenti calcistici di grandi società, designatori, arbitri e giornalisti ha minato la credibilità dello sport più amato dagli italiani. Ebbene quando dalle scontate frasi fatte del tipo "chi ha sbagliato deve pagare" si è passati alla concreta erogazione delle pene, ecco partire la canea con accuse assortite di giustizialismo, persecuzione politica, vendetta ad personam contro Berlusconi. Un coro, è bene dirlo, che lascia abbastanza indignati. Mettendo infatti per un attimo da parte la regola aurea per cui le sentenze non si giudicano, analizziamo in dettaglio la decisione della Caf partendo proprio dal Milan. Viste le premesse e i precedenti della giustizia sportiva, per cui val la pena di ricordarlo, per essere ritenuti colpevoli basta anche il tentativo di illecito, alla società rossonera è andata di lusso con la permanenza in serie A e la possibilità di rientrare in Europa. Sia pur dalla porta di servizio della coppa Uefa. Un'analisi obbiettiva di fatti e situazioni non può che rilevare infatti il dato per cui i giudici della Caf nella erogazione delle pene hanno stabilito una connessione tra le società giudicate graduando le sanzioni a partire da quella più pesante a carico della Juventus e poi via a scalare. Ciò vuol dire che se il Milan fosse stato giudicato da solo per l'operato di Galliani e Meani emerso dalle intercettazioni, avrebbe pressochè certamente subito una condanna più pesante. In questa ottica, qualche motivo di doglianza in più in rapporto a come sono state trattate le altre, potrebbe averlo la Fiorentina, prima vittima e poi coinvolta in Moggiopoli, mentre la Juventus, per cui è bene ricordare che il procuratore Palazzi aveva chiesto la retrocessione dalla C1 in giù, può rammaricarsi del fatto che l'allontamento immediato di Moggi, Giraudo e gli altri dirigenti della vecchia gestione non abbia rappresentato per i giudici una particolare attenuante. Può darsi che la corte federale valuti in appello con più attenzione questi aspetti e allegerisca la durezza delle pene. Quello che invece sarebbe inaccettabile è l'ingiustificata demolizione chiesta da più parti dell'impianto che Francesco Saverio Borrelli e Cesare Ruperto hanno portato alla luce per ridare un minimo di credibilità al calcio e alla giustizia sportiva. In questo senso i minacciati ricorsi al Tar o al Consiglio di Stato non dovrebbero spaventare nessuno,e sicuramente non faranno paura al Commissario Guido Rossi. Solo una settimana fa gli azzurri di Lippi conquistavano a Berlino il titolo di campioni del mondo. Un successo storico che in molti avrebbero voluto utilizzare come provvidenziale colpo di spugna. Fortunatamente sta reggendo la logica delle due partite distinte e separate propugnata sin dall'inizio dell'avventura mondiale dallo stesso Rossi e dal ministro Melandri. Resta questa la via maestra per far nascere un nuovo calcio e soprattutto per tutelare gli interessi di quella che resta la principale parte lesa di Calciopoli: i milioni di appassionati e tifosi di tutte le squadre che hanno il diritto di riappropriarsi di un gioco senza trucchi e senza inganni. http://www.articolo21.info/notizia.php?id=3850
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Non era difficile prevederlo. La popolarità delle squadre coinvolte, la pressione dei tifosi scesi in piazza, e gli interessi editoriali dei patron delle squadre sanzionate dalla sentenza della CAF potevano far presagire un atteggiamento "buonista" da parte di commentatori e opinion maker. Tuttavia al netto delle opinioni politiche di sindaci scesi "doverosamente" in campo a sostegno dell'onore cittadino e della scontata presa di posizione contro i giudici, anche se sportivi, di Forza Italia che prepara richieste parlamentari di indulto, si può dire che si sta davvero esagerando.
e questa sarebbe la padania senza mac...
Vi prego di leggere l'articolo sul ri...
E nessuno ci arriva!!!! Che tristezza...
speriamo che ci siano ancora persone ...