| Doping Juve: "c'era disegno criminoso" |
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| Sport - Sport |
| Scritto da Marco Travaglio |
| Venerdì 01 Giugno 2007 18:01 |
Mentre la Juventus pensa (o pensava) di riaffidarsi a Lippi o altre «bandiere» degli anni ´90, come Vialli o Conte, arriva dalla Cassazione un giudizio tanto pesante quanto definitivo sulla stagione della triade Moggi-Giraudo-Bettega. Una stagione, secondo la Suprema Corte, pesantemente viziata da un «disegno criminoso» iniziato nel luglio ´94 e durato fino al settembre ´98 (quando partì l´inchiesta): le prestazioni dei giocatori erano alterate sia con sostanze proibite, sia somministrando farmaci leciti su atleti sani. Le 49 pagine di motivazioni depositate ieri dalla II sezione penale (presidente Morelli, estensore Monastero) accolgono le richieste del pg Monetti e annullano l'assoluzione d´appello, dichiarando i reati commessi, ma prescritti dal 1° aprile 2007. Ampiamente confermate le tesi dei pm Guariniello, Colace e Panelli.Scavalcata addirittura la sentenza del tribunale che condannò il solo medico Riccardo Agricola e assolse con formula dubitativa l´ad Antonio Giraudo: colpevole anche lui. Anzitutto i giudici sostengono l´applicabilità al doping della legge 401/1989 sulla frode sportiva: il legislatore «ha previsto un´autonoma ipotesi di reato per l´ "autodoping" e quindi più in generale per la somministrazione di sostanze stupefacenti da parte di terzi». Non solo per proteggere la salute dei giocatori, ma anche per tutelare «la regolarità e la correttezza delle competizioni, poste in pericolo dalla sleale alterazione chimica delle prestazioni». La Corte d'appello, negando il reato di doping, aveva torto: se avesse sposato l´interpretazione corretta, i due imputati sarebbero stati condannati ben prima della prescrizione: «Questo collegio ha ritenuto che la condotta degli imputati integri il delitto di cui all´articolo 1 della legge 401/89, apparendo condivisibili quanto al resto le affermazioni della Corte territoriale con riferimento all´equiparazione della posizione degli imputati». Cioè al ruolo paritario di Giraudo e Agricola. La loro assoluzione dunque «va annullata» per la somministrazione di farmaci leciti, ma anche di quelli illeciti contenuti nelle liste «proibite» dal Coni: «Con riferimento alle sostanze vietate diverse dall´Eritropoietina è condivisibile il rilievo del pg, che ha censurato l´affermazione della Corte territoriale» secondo cui «le sostanze diverse dall´Epo sarebbero state praticamente ignorate nella vicenda processuale». Al contrario, la perizia del farmacologo Eugenio Muller «si era occupata specificamente dei corticosteroidi, categoria cui appartengono le sostanze vietate» trovate nello spogliatoio bianconero, e cioè: «Depomedrol fiale, Deflan compresse, Flantadin compresse, Flebocortid fiale, Solumedrol fiale, Bentelan fiale e compresse» e così via. Anche su questo punto, l´assoluzione d´appello soffre di «motivazione carente e generica». Perciò si dispone l´annullamento della sentenza impugnata in ordine alle sostanze non vietate e vietate diverse dall´Epo: «senza rinvio perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione». Se il processo fosse durato un po´ meno, sarebbe stato ordinato un nuovo appello. Cassata l´assoluzione anche per il reato di «somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute», anch´essa per «motivazione carente». Infine il capitolo Epo, aperto dal perito del tribunale Giuseppe d´Onofrio: la sua perizia fu ritenuta dalla Corte d´appello insufficiente per dimostrare anche di quella sostanza vietata. Qui la Cassazione, non potendo entrare nel merito, conferma l'assoluzione. La qual cosa soddisfa i legali della Juve, Chiappero, Krog, Zaccone, Trofino e Chiusano: «Sull'Epo l'assoluzione è stata confermata». Non così, osservano, «sull'uso di farmaci leciti». E, aggiungerebbe la Cassazione, pure di quelli illeciti. |





Mentre la Juventus pensa (o pensava) di riaffidarsi a Lippi o altre «bandiere» degli anni ´90, come Vialli o Conte, arriva dalla Cassazione un giudizio tanto pesante quanto definitivo sulla stagione della triade Moggi-Giraudo-Bettega. Una stagione, secondo la Suprema Corte, pesantemente viziata da un «disegno criminoso» iniziato nel luglio ´94 e durato fino al settembre ´98 (quando partì l´inchiesta): le prestazioni dei giocatori erano alterate sia con sostanze proibite, sia somministrando farmaci leciti su atleti sani. Le 49 pagine di motivazioni depositate ieri dalla II sezione penale (presidente Morelli, estensore Monastero) accolgono le richieste del pg Monetti e annullano l'assoluzione d´appello, dichiarando i reati commessi, ma prescritti dal 1° aprile 2007. Ampiamente confermate le tesi dei pm Guariniello, Colace e Panelli.