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Lettera ad un Ultras PDF Stampa E-mail
Sport - Sport
Scritto da Luca DM   
Martedì 06 Febbraio 2007 15:48
 Caro Ultras,
chi scrive questa lettera è un ragazzo come tanti. Non un Ultras come te, ma un semplice tifoso che ha frequentato lo stadio regolarmente, da “cane sciolto” per una decina d’anni andando anche in trasferta, soffrendo e gioendo per la propria squadra del cuore, spendendo soldi, tempo e sottraendo gli stessi alla famiglia e ad altre attività. Nessuno mi ha obbligato e quindi non rinnego niente, sto solamente definendo la mia posizione. Sono quindi uno che ad un certo punto ha deciso di non frequentare più lo stadio, molto prima che mettessero tornelli e biglietti nominali, a cui molti dei tuoi colleghi, e forse anche tu, danno la colpa di questo momentaccio. Il motivo che mi ha spinto a scrivere questa lettera è molto semplice: personalmente, ritengo che la colpa di questa e di altre tragedie nel calcio sia da imputare al movimento di cui fai parte.
Non cavalco l’onda del momento: lo dico da tempo e sono felice che tutti se ne stiano accorgendo. Certo, avrei preferito che l’avessero fatto senza “il morto” di mezzo. La prima obiezione che mi opporrai sarà che io non sono mai stato un Ultras e quindi non so com’è quel mondo. Ti rispondo che io non sono mai stato un Ultras ma ho frequentato per anni la curva, il luogo dove tale movimento abita naturalmente. Ho visto con i miei occhi decine e decine di persone azzuffarsi per nulla; ho visto droga e denaro girare impunemente; ho visto ragazzini con coltelli; ho visto questo ed altro all’interno di quel luogo, ed ho visto assalire pullman avversari, darsi appuntamenti per pestare gli altri tifosi, ho visto esporre svastiche e croci celtiche, ho visto gli occhi dei ragazzi Ultras iniettarsi di ferocia mentre cantavano a squarciagola un coro razzista, ho letto striscioni contro gli ebrei.
E’ questo il mondo Ultras? Tu dirai di no, mentre io sono convinto del contrario. Dirai che il movimento Ultras fa tante cose buone, bene, se vorrai mi trovi qui, pronto a leggere i tuoi commenti in proposito. Dimmi, snocciolami le cose buone che fa il movimento Ultras: la beneficenza? Se si, allora è una cosa lodevole, che va rispettata e incentivata. Ma quella potete farla anche senza striscioni, svastiche, coltelli e sovvenzioni dalle società, non credi? Perché anche questa è una cosa che va detta: esistono molti tifosi, anzi diciamo capi di gruppi organizzati, che ricattano la propria società, proponendo uno stadio tranquillo in cambio di biglietti, tessere, trasferte pagate, agevolazioni, incontri con la squadra.
Anche le società sono colpevoli di questo momento, colpevoli di non essersi ribellate a questo atteggiamento mafioso, di non aver pagato il pizzo. Ma se un commerciante vede bruciare il proprio negozio perché s’è rifiutato di dare la mazzetta, non me la prendo con lui, ma con chi ha compiuto quel reato. Che altro fate di buono, le coreografie? Risparmiatevele. Non servono, e non vale la pena. Si gioca anche senza, anzi si gioca meglio. Se poi tu sei estraneo a tutto questo mi compiaccio di aver trovato uno dei pochi Ultras onesti, che vive il calcio con passione. Il movimento Ultras nasce da un’idea precisa: se queste sono, come potresti dire, delle “deviazioni”, la colpa è comunque vostra, perché non avete saputo organizzarvi o arginarle; anche se propendo di più verso la tesi secondo cui queste sono devianze si, ma incentivate e favorite dalla vostra mentalità.
La vostra mentalità è quella che vi porta a dire “Non esistono morti di serie A e di serie B”. Lodevolissimo, giustissimo. Concorderai con me sul fatto che Vincenzo Spagnolo, Marco Fonghessi, Nazzareno Filippini, Antonio De Falchi e Vincenzo Paparelli hanno la stessa dignità e meritano lo stesso rispetto del poliziotto morto venerdì. Ma fermiamoci un attimo: Spagnolo è stato accoltellato da tifosi milanisti; Fonghessi è stato massacrato dai tifosi milanisti; Filippini è stato lapidato dai tifosi interisti, De Falchi è morto per causa dei tifosi milanisti, Paparelli è stato ucciso dai tifosi romanisti. Tanti altri tifosi, la cui morte merita rispetto, sono stati uccisi da altri tifosi. Allora no, non ci sto. Non vale. Prima provocate le morti e poi le invocate per onorarle, rispettarle, portarle ad esempio? Questa mentalità è vergognosa. Gli Ultras che uccidono altri tifosi e poi se ne lamentano, no, fa ridere, anzi fa incazzare di brutto. Senza il movimento Ultras, senza la vostra mentalità dello scontro fisico, senza la cultura del nemico, senza la cultura del “molti nemici molto onore”, senza di voi, questi morti non ci sarebbero stati, e allora si sarebbero evitati biglietti nominali e tornelli, la gente sarebbe potuta andare allo stadio rischiando al massimo di non trovare parcheggio. Un idillio impensabile e irrealizzabile? E allora com’è che nel rugby ci riescono? Io sono sempre lo stesso, quello che va a vedere il calcio come quello che è andato a vedere Italia – Irlanda e Italia – Scozia di rugby. In un caso rischio di non tornare a casa; nell’altro pure…ma qui perché sono ubriaco dopo la 3a pinta in compagnia dei tifosi d’oltre manica. Non lamentarti che le morti sono trattate in modo diverso…forse è vero, perché in certi casi non si è fermato il campionato, ma una cosa ce l’hanno che le unisce: la mano dell’assassino. A parte che il campionato fu fermato in occasione della morte di Spagnolo: non li ricordo bene, ma quali erano i vostri commenti? Di chi fu la colpa? Sempre dello stato, delle misure repressive, o dei poliziotti? Si perché anche questa moda bisogna che finisca: su un sito romanista, recentemente sta prendendo piede l’ipotesi che ad uccidere Raciti sia stato un suo collega. Viene fatta una sorta di autopsia virtuale e i vari pseudo tifo-medici sono sempre più concordi sul fatto che la ferita ha un diametro ed una conformazione tale che corrisponde ad una ferita inferta da un lacrimogeno, sparato per l’occasione ad altezza d’uomo. Basta, cazzo, basta, non vi fermate davanti a niente, la colpa è sempre di qualcun altro, non vi fermate neanche di fronte alle immagini di guerra che tutto il mondo ha visto. Io rabbrividisco a leggere certe cose: addirittura un tifoso chiede interrogazioni parlamentari per accertare la vicenda, che a tutti noi sembra chiarissima, tranne ovviamente all’Ultras che come al solito ha capito tutto ed è stato intrappolato in un complotto ordito dallo Stato.
No. Dovete sparire. La gente sana ne ha abbastanza di voi. La gente che paga il biglietto, che manda i propri figli allo stadio a vedere una partita, la gente che guarda la partita su Sky sul divano insieme ad uno juventino, un napoletano, un bolognese ed un cagliaritano, che non ha problemi come li avete voi che vedete il male dappertutto tranne che dentro voi stessi. Per cui basta con la vostra “cultura”, quella degli striscioni “Onore ai diffidati” che di onorevole non hanno nulla, basta con la vostra cultura del “tu non puoi capire”. Basta con la cultura del nemico. Basta dire "Fuori gli Ultras dalle galere", basta con questi calciatori idioti con le maglie "Ultras liberi". Basta con questi slogan “No al calcio moderno”: se il calcio moderno significa la vostra scomparsa allora io vorrei estendere a tutti gli stadi d’Italia un megastriscione con scritto “SI AL CALCIO MODERNO”, quello di Sky e della tranquilla domenica pomeriggio, in attesa che gli Ultras vengano cancellati dallo Sport, che gli stadi ritornino ad essere comodi, vivibili, a basso prezzo, con agevolazioni per le famiglie, con parcheggi e zone d’intrattenimento, dove non si rischia la pelle. Allora si, tornerei allo stadio.
La realtà pura e semplice è che le curve italiane sono da tempo diventate ricettacoli di delinquenti e mentecatti dall'adrenalina facile. Chiunque sia stato in una curva, almeno una volta, con occhi obiettivi, non potrà far altro che confermare. Il calcio, il tifo, la passione per la propria squadra sono ormai soltanto un optional. Regnano cameratismo, omertà, violenza, affarismo, razzismo; in poche parole gli aspetti peggiori della società concentrati; se il calcio vuole continuare a sopravvivere non si può far altro che sciogliere i gruppi organizzati (vere e proprie associazioni a delinquere), com'è avvenuto in Inghilterra, dove tutti, tutti, ne hanno beneficiato. La vostra tanto sbandierata "mentalità ultras" non è nient'altro che bullismo da gruppo. Nulla di più codardo. Non c'è né coraggio, né necessità né lotta sociale nelle vostre azioni, ma solo bieca ignoranza e stupidità.