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Vicenza - Incidente all'oleodotto militare: disastro ambientale PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Global Project Vicenza   
Martedì 11 Marzo 2008 18:43
Oggi qualche tg, parlando del tour elettorale di Veltroni che per coincidenza oggi era proprio a Vicenza, ha accennato ad una contestazione di qualche "rompiscatole" dei No Dal Molin in modo da dipingerli come facinorosi. Nessuno ha dato la gravissima notizia che segue. Marco M
 
«Un vero e proprio disastro ambientale»: se lo dice l’assessore provinciale alle risorse idriche Paolo Pellizzari, c’è da crederci. L’incidente all’oleodotto Nato che da Pisa porta il cherosene ad Aviano ha compromesso i fiumi Astichello e Bacchiglione; e nessuno aggiunge che il luogo dell’incidente, avvenuto a Monticello C.Otto, è un territorio di ricarica della falda acquifera vicentina, quella che dà da bere alle province di Vicenza e Padova: uno tra i bacini idrici sotterranei più grandi d’Europa.

Decine di ettolitri di cherosene riversati nella acque dell’Astichello: sono queste le dichiarazioni delle fonti ufficiali. L’incidente, avvenuto ieri mattina alle 7, è stato segnalato dalle agenzie di stampa solo in serata, alle 20. Nel frattempo migliaia di cittadini hanno avuto il tempo di allarmarsi, pur non sapendo cosa era successo, sentendo l’intenso odore di cherosene in prossimità dei due corsi d’acqua vicentini; in poche ore la chiazza inquinante ha raggiunto la città attraversando...

Ponte degli Angeli e si è spinta almeno fino alla Riviera Berica.
Ma non dicevano che gli impianti militari sono sicuri? L’oleodotto di cui si parla, infatti, serve a portare il cherosene da Pisa ad Aviano, dove viene imbarcato sugli aerei militari in partenza per i loro voli di guerra e di addestramento. Una struttura che, a detta dei militari, non dovrebbe procurare alcun danno al territorio, ma che oggi si è resa responsabile di «un vero e proprio disastro ambientale».

Nei prossimi giorni conosceremo esattamente le dimensioni di questo disastro; per ora registriamo le prime voci che parlano di un miliardo di euro soltanto per le valutazioni del danno. Nel frattempo il cherosene è filtrato nel terreno, si è mescolato con l’acqua dei nostri fiumi, ha iniziato la sua opera di distruzione della fauna e della vegetazione fluviale.
Nessuno provi più a darci false rassicurazioni: le installazioni militari sono pericolose per gli abitanti dei territori nei quali sono situate. Se verrà realizzata, lo sarà anche la base statunitense al Dal Molin, situata proprio sopra la nostra falda acquifera e nei pressi di una zona naturale protetta; cosa potrebbe avvenire se, in un giorno disgraziato, dovesse verificarsi un incidente ad una delle cisterne di carburante? O agli edifici in cui saranno accatastati gli armamenti della 173° Brigata Aereotrasportata e magari - chi può escluderlo? - proiettili all’uranio impoverito?
 
Potremmo fare una lista infinita dei rischi legati alle basi militari: ci fermiamo qui perchè ognuno può identificarli da se; e perchè tutti sanno che una base militare, per la sua semplice presenza, è già dannosa.
-  Vai al comunicato del Presidio Permanente

Interviste
Questa mattina Vicenza si è svegliata ancora con l’odore di carotene nell’aria mentre ancora non ci sono notizie certe sui danni reali provocati dall’incidente.
Abbiamo raccolto la voce dei cittadini di Vicenza.
-  [ audio ]

Un disastro ambientale che avrà ripercussioni a lungo termine, ce ne parla l’ingegner Eugenio Vivian.
-  [ audio ]

Vedi anche:
Vicenza - La democrazia a suon di botte del PD