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Il Popolo della Libertà Provvisoria PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Marco Travaglio - mazzetta   
Giovedì 28 Febbraio 2008 00:00
 Onorevole Betulla - di Marco Travaglio
Nirenstein, Contini, Speciale: 3 assi per Berlusconi - di mazzetta
 
Giornate campali per i leader politici impegnati a stipare nelle teste di lista tutti gli aspiranti candidati cui è stato promesso un posto sicuro. Ma soprattutto per il re delle promesse non mantenute: il Cainano. C'è per esempio Mastella che gli manda messaggi strazianti: «Restiamo uniti, non facciamoci del male». Gli avevan promesso 20 deputati e 10 senato­ri se faceva cadere il governo. Lui ha eseguito, ma ora è ridotto a tenere riunioni al bar con i pochi parenti e amici rimasti a piede libero (gliene arrestano un paio al giorno), in attesa di una chiamata che non arriva. Intanto fa le ordinazioni: «Ragazzo, un Campari e tre collegi sicuri. E la chiudiamo lì». Lo trattano come un rifiuto tossico-nocivo. Ma in suo favore, oltre al Vaticano, si stanno spendendo Lino Jannuzzi e Mario Borghezio, che da pregiu­dicati (diffamazione e incendio doloso) godono di un certo credito. Magari, dopo opportuno trattamento in termovalorizzatore, un posto a Clemente glielo trovano.
 
Semprechè Lega e An non facciano storie. Perché Fini ha dichiarato che...
«se uno è indagato o, a maggior ragione, condannato per reati particolarmente odiosi, come la corruzione, o che abbiano a che fare con l'associazione mafiosa, opportunità vorrebbe che nelle liste ci fosse più rigore e più scrupolo: in attesa di sentenza definitiva, si può anche saltare un giro». La corruzione e la mafia «particolarmente odiose»? E chi lo dice al Cavaliere?
 
Lui le liste le prepara sfogliando le cronache giudiziarie: chi non vi compare almeno una volta, è scartato a priori. Non bastando i pregiudicati e gl'impu­tati già nella delegazione parlamentare Fi, pare che troverà un posto sicuro Renato Farina, l'agente Betulla che spiava colleghi e pm, e ha patteggiato 6 mesi per favoreggiamento in un reato particolarmente odioso come il sequestro di persona: è pronto per il balzo in Parlamento.
In arrivo dall'Udc c'è Vito Bonsignore, condannato a 2 anni per un reato particolarmente odioso come la corruzione.
In rappresentanza dello scandalo Rai-Mediaset, dovrebbero essere candidati Agostino Saccà e Deborah Bergamini.
 
A questo punto sarebbe davvero ingiusto se non trovassero adeguata collocazione i direttori dei cosiddetti telegiornali Mediaset, i tre tenori Mimun, Mulè e Fede, che l'altroieri gorgheggiavano a una sola voce contro Di Pietro in difesa del padrone.
 
Per la legge dei contrasti, si vocifera pure di una candidatura di Rosario Priore, il giudice di Ustica e di Moro: ma, a ben ricordare, Priore troneggiava nell'87 alla festa in onore di Craxi indetta a Washington dal Niaf in collaborazione con Previti, presenti i giudici Squillante e Verde: il suo sarebbe un ritorno a casa. Per il reparto gnocca, sempre ben fornito, sembra certa Katia Noventa, ex fidanzata di Paolo Berlusconi dunque destinata a diventare almeno onorevole. E Libero rivela un'altra arma segreta del Cainano: Angela Sozzio, nota ai meno come «la rossa del Gran­de Fratello», fotografata con 4 colleghe sulle ginocchia di Silvio nel parco di Arcore e subito promossa «opinionista» di Buona domenica. La domanda è: perché lei sì e le altre 4 no? Che cos'ha la Angela che le altre non hanno? Libero svela l'arcano: la Sozzio è una «attivista di Forza Italia», avendo «presenziato a numerosi congressi» (resta da capire quali, visto che Forza Italia non tiene congressi da una decina d'anni). Dunque il Cainano ha in mente per lei una «posizione blindata in Puglia», e non vogliamo sapere quale. Ma la notizia ha scatenato «malumori sul Tavoliere»: lì sono già al completo e c'è ancora da sistemare An. Mica posson lasciare a casa quel genio della Carlucci o il povero Fitto, scampato all'arresto per le mazzette di Angelucci grazie all'immunità parlamentare.
 
In Puglia sarebbe disponibile pure il pm Matteo Di Giorgio, ma il forzista Luigi Vitali (firmatario della legge ex Cirielli quando Cirielli la sconfessò) non ne vuol sapere: «Abbiamo già riconfermato Franzoso e Nessa». Il primo è indagato per voto di scambio, il secondo per concussione, dunque il magistrato dovrà cedere il passo: ubi maior. Fini vorrebbe salvare Strano e Gramazio, che festeggiarono la caduta di Prodi con champagne e mortadella. Ma «molti storcono il naso». Mai come Miccichè, furibondo perché in Sicilia gli preferiscono Lombardo. E come storce il naso Miccichè, non lo storce nessuno.
 
l'Unità 
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Fiamma Nirenstein, Barbara Contini e il generale Speciale, questi gli acquisti annunciati oggi dal cavaliere e subito rilanciati da alcuni media come se si trattasse di Ronaldinho al Milan.

Si tratta del deprecabile trend per il quale i "nuovi partiti",sedicenti interpreti di un bipartitismo sperato quanto al momento inesistente, arruolano esponenti della "società civile" per candidarli a dimostrazione che la politica è cambiata.

Peccato che al posto di sconosciuti funzionari scelti per fedeltà al vertice, oggi si promuovano spesso notissimi e pubblici cretini, scelti comunque per la fedeltà al leader carismatico che tutto dispone senza fallo e senza consultarsi con nessuno.

Così da un lato ci sono le ridicole scelte di Veltroni, tanto smaccatamente strumentali da far cadere le braccia e dall'altro ci sono le scelte di Berlusconi. Berlusconi ha dimostrato di avere una particolare capacità di importare nell'agone politico personaggi con i quali condivide una qualità in particolare: quella di non aver alcun ritegno a strumentalizzare la realtà per le proprie convenienze.

I tre assi sono effettivamente animali da palcoscenico, non hanno paura ad esporsi se questo serve a procurarsi vantaggi. Fiamma Nirenstein da anni mente spudoratamente su tutto quanto si muove in Medioriente, il suo interesse si identifica con quello di Israele e ha dato prova di non possedere alcun ritegno. Una propagandista come tanti tra quelli che hanno promosso le guerre di Bush, fomentato l'emergere del razzismo antislamico e mentito spudoratamente raccontando per anni ai suoi sventurati lettori un mondo che semplicemente non esiste. Fiamma Nirenstein è tuttavia la migliore dei tre.

Molto peggio, anche se certi suoi comportamenti non sono certo una novità per l'Italia, è il generale Speciale. Uno che da capo della Guardia di Finanza usava gli elicotteri del corpo per le gite di famiglia e farsi recapitare squisitezze, dovrebbe sparire dall'orizzonte pubblico in una nube di vergogna e d'oblio, se fossimo in un paese normale. Promuovere a decisore della cosa pubblica un bel tomo del genere è tipicamente berlusconiano.

Ributtante e sconveniente è invece la candidatura di Barbara Contini. Contini è stata l'amministratrice italiana della provincia di Nassirya che durante il telegiornale del 12 maggio 2004 ha candidamente ammesso che nella prigione della città controllata dagli italiani si praticava la tortura, di più: ha detto che il carcere era un inferno. Solo una diffusissima pietà di patria (aka ipocrisia) ha impedito che si aprisse un dibattito a che alla Contini fosse chiesto conto della gravissima responsabilità che si era assunta tollerando quelle torrture. Erano i tempi dello scandalo delle foto dei torturati ad Abu Grahib e la Contini era impegnat a smentire la vedova di un carabinieri che diceva che il merito le raccontava delle torture ai prigionieri. I nostri carabinieri furono mostrati nello stesso servizio mentre raccontavano di come si facessero dare dagli iracheni la "ricevuta" sulla quale c'era scritto che i prigionieri erano in buona salute, perchè sapevano dopo la loro salute sarebbe peggiorata drasticamente e non volevano responsabilità.
Responsabilità che rimane tutta, loro, di barbara Contini e del governo italiano, perchè non c'è nessuna differenza tra commettere un crimine e lasciare che sia commesso potendo impedirlo; ancora di più quando parliamo di pubblici ufficili incaricati di portare "pace".

Naufragata a Nassirya, Barbara Contini è stata mandata in Darfur, dove ha combinato un altro disastro. Giunta in aiuto dei profughi li ha in realtà strumentalizzati apparendo in televisione al Festival di Sanremo a fare la parte della fatina buona. Circostanza resa ancora più amara dall'esiguità della raccolta di fondi per la costruzione di "Avamposto 55", un piccolo ambulatorio nel nulla. Fu Paolo Bonolis a sollecitare una colletta tra cantanti e case discografiche presenti al Festival, è finita che solo lui e il povero Povia hanno contribuito.

Barbara Contini, nella realtà, è dovuta fuggire da Darfur inseguita dalle ire degli operatori umanitari e da quelle dei sudanesi. Contini si presentò sul teatro della tragedia con una scorta pesantemente armata, che a fine febbraio del 2005 uccise alcuni sudanesi reagendo a un attacco. Incidente poco conosciuto, solo il Manifesto gli dedicò qualche riga. il punto dolente sta nel fatto che i nostri militari fossero a bordo di mezzi della cooperazione e non di automezzi militari, rischiando in tal modo di identificare i cooperanti come belligeranti. Contini era l'unico "operatore umanitario" che girasse con una scorta armata, fin troppo esibita. Una rapina finita in strage che fece molto rumore in Sudan

L'OCHA, l'Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari dell'Onu,  ha stilato all'epoca un rapporto, ma l'incidente è stato mantenuto segreto dal governo e dalla Unione Europea. Venne rimandata la visita in Italia del ministro degli esteri sudanese Mustafa Osman Ismail, fu ritardata la concessione dei visti a un Franceso Rutelli che fremeva dalla voglia di farsi fotografare con sfondo di poveri profughi macilenti.
Era il tempo nel quale la propaganda americana spingeva sul massacro in Darfur e tutti accorrevano per partecipare al grande happening propagandistico. I profughi sono ancora là e sono raddoppiati per le guerre civili in Ciad e Repubblica Centrafricana, dove comanda la Francia e a far le foto non ci va nessuno.

Sarebbe fare un torto al fiuto di Berlusconi, il mantenere il minimo  dubbio residuo sulla buona fede di uno dei tre assi, Silvio ha dimostrato di essere infallibile nel circondarsi di pallonari e personaggi moralemente derelitti; se c'è una caratteristica che i suoi dipendenti-parlamentari devono possedere sopra tutte è quella di essere capaci di giurare che a mezzogiorno tramonta il sole senza fare una piega. Svergognati falsari, questo il pedigree richiesto per essere candidati nel partito di padron Berlusconi, patetici servi del padrone tutti tesi a cercare di emulare Emilio Fido. Tutta gente che, quando a scuola hanno spiegato la vergogna, era sicuramente malata. I tre assi sono perfetti, la politica italiana se ne gioverà sicuramente ora che anche il principale competitor ha scelto di battere la strada della politica-spettacolo arruolando personaggi in luogo di persone.
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nota a margine

Francesco Rutelli, allora leader del centrosinistra (sic) , alla fine in Sudan ci andò. Rientrò commosso e compreso dalla gita in comitiva e dichiarò: "Domani - conclude Rutelli - tireremo le somme del nostro viaggio per proporre, assieme agli amici del Parlamento Europeo e ai membri del Partito Democratico Europeo, una serie di iniziative da avanzare sia a livello di Unione Europea sia a livello di governi nazionali".
Non se ne è più saputo niente, fatta la foto gabbato lo profugo.