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| "Se po' ffa" - Al ballo mascherato della celebrità |
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| Italia - Italia | |||||
| Scritto da Kelebek | |||||
| Mercoledì 27 Febbraio 2008 00:00 | |||||
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I copioni veltroniani hanno tradotto lo slogan. Che da noi suona "se po' ffa'", la frase cara a innumerevoli oscuri mediatori per conto di onorevoli e di cardinali. Le prossime elezioni saranno un duello tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni per decidere quale dei due potrà trasformare l'Italia in qualche forma di regime presidenzialista. Solo che i due... devono contendersi il paese a colpi di immagine, lavorando su due elementi. Il primo è la Novità. Che Silvio Berlusconi, ormai settantenne, stia sempre lì per fare la rivoluzione, lo sappiamo da quattordici anni. Mentre Walter Veltroni, che divenne vicepresidente del Consiglio la bellezza di dodici anni fa ed è parte organica dell'attuale governo, lancia "dodici proposte innovative per cambiare l'Italia". L'altro elemento che sfruttano sia Berlusconi che Veltroni che tutti, è la Jeune Fille (leggere con attenzione l'articolo che linkiamo qui). Infatti, i due maschi si manifestano al mondo attraverso alcune femmine-immagine.[2] La destra punta su quel fenomeno paradossale che è il puttaniere con il crocifisso d'oro al collo, tutto telecomando, turismo sessuale e matrimonio in chiesa. Più sottile e interessante la femmina-immagine di Veltroni: Marianna Madia, ventisettenne "ricercatrice".[3] Il Partito che Cambia Tutto offre un seggio sicuro, quindi, a una rappresentante di quell'immensa schiera di figli (e soprattutto figlie) della piccola borghesia, che hanno studiato tanto, perso tanti treni e si arrangiano precariamente e onestamente. Il grande serbatoio del ceto intellettuale subalterno. Dove risiede la forza identitaria del centrosinistra. Dice la Madia di se stessa, “Porterò tutta la mia straordinaria inesperienza”. E aggiunge, come in uno spot per detersivi, "Se una come me è stata chiamata per questo ruolo vuol dire che è in corso una rivoluzione. Una rivoluzione dolce." Anzi, c'è pure il finto scandalo: Madia nega di essere lei che ha scalzato De Mita dalle liste del Partito Democratico. Intanto, nella società mediatica della pseudotrasgressione, se non c'è scandalo, non c'è divertimento, e quindi attenzione. Lo scandalo, abbiamo detto, è finto. Ma come si crea comunque lo scandalo inesistente? Negandolo, come fa la Madia. L'altro blog ha scoperto che Veltroni non ha trovato Marianna Madia "in fila al supermercato". Metto qui una foto che risale ai bei tempi della loro relazione. Non per la Madia, ma perché è la prova che anche i figli dei potenti possono avere un ghigno da deficienti.
Note: [1] Veltroni ieri è riuscito anche a combinare un mediatico abbraccio pre-elettorale tra due parenti di vittime degli anni Settanta - Giampaolo Mattei, figlio e fratello di tre proletari di Primavalle bruciati vivi da un commando di borghesi-bene di Potere Operaio, e Rita Zappelli, madre di Valerio Verbano, giovane di sinistra ucciso a sangue freddo da un commando neofascista. [2] Tra i minori, una Jeune-Fille ha scippato direttamente il primo piano. "La Destra" candiderà infatti la Daniela Santanché come premier. [3] Veltroni ha imbarcato anche l'operaio-immagine (suo malgrado), Antonio Boccuzzi, sopravvissuto al rogo della Thyssen. -- Al ballo mascherato della celebrità Andiamo avanti con la storia di Marianna (o Maria Anna) Madia, Jeune Fille-novità di Walter Veltroni e capolista del suo "Partito Democratico" nel Lazio. [1] Mentre leggete, tenete presente in ogni momento alcune cose fondamentali. Ciò premesso, scopro che Marianna Madia è una research fellow di Institutions Markets Technologies (IMT), che Repubblica definisce "il superateneo di Lucca voluto da Pera" o più semplicemente "l'ateneo di Pera", e il cui presidente è stato anche a lungo Presidente della Fondazione Magna Carta, sempre di Marcello Pera. Oppure, si viene a sapere che l'Arel, il pensatoio dove la Madia lavora, è stato fondato anche da Francesco Cossiga (che poi condivide con la Madia una fisioterapista di nome Mascia). Ma su Canisciolti trovo un'altra informazione curiosa, tratta a sua volta da Dagospia, che però come al solito non dà la fonte: lo zio di Marianna Madia sarebbe Titta Madia. Titta Madia, che ovviamente deve essere un avvocato veramente capace (non affidi la tua libertà a un cretino solo perché raccomandato) ha anche difeso il capo della Guardia di Finanza, il generale Paoletti e pure Sergio Billè, il gioviale presidente della Confcommercio arrestato tempo fa. Ma l'avvocato Titta Madia, mi chiedo, non ha ormai più di cento anni? Adesso andando su Google, il mistero si chiarisce. E chi era Titta Madia sr? Giovanni Battista Madia detto Titta, figlio di Nicola (e vi sorprende?), è stato una figura archetipica del notabile meridionale colto, che si è dedicato alle due grandi vocazioni retoriche dell'Ottocento: l'avvocatura e la politica. Pagò il prezzo che ancora si chiedeva alle élite dei tempi, partendo volontario nella prima guerra mondiale, dove fu ferito, guadagnandosi quell'aria sacrale che avrebbe circondato i mutilati di buona famiglia (di quelli comuni, meglio non parlarne). Fu tra i primi deputati fascisti del Sud, e divenne di nuovo deputato nel dopoguerra, ovviamente nelle liste del Movimento Sociale; e fino alla morte, fu membro del Comitato Centrale dell'MSI. Nell'unica biografia che ho trovato in rete di Titta Madia sr, c'è un brano che dice tutto sull'Italia:
Ed è esattamente questo il capolavoro dei Madia-gattopardi di tutti i tempi: prendere la rivoluzione del momento, qualunque sia, e assorbirla negli interessi della "classe più accreditata e moderata", mettendo alla porta gli illusi che hanno creduto a Garibaldi, al socialismo, a Mussolini o al comunismo, poco importa. Cosa c'entra Marianna Madia? Sarebbe un immenso errore, e un'ingiustizia, fare come gli squallidi commissari telematici dell'antifascismo sbirresco, che vedono ovunque complotti e infiltrazioni, "inquinamenti" e "sdoganamenti". Diamo di nuovo un'occhiata a tutta la lista di nomi che abbiamo citato tra ieri e oggi: Veltroni, Marcello Pera, Clemente Mastella, Nicolò Pollari, i notabili fascisti del Meridione, Cossiga, la fisioterapista Mascia, i capi della Guardia di Finanza e di Confcommercio; e aggiungiamo dalla galleria di ieri, Giulio Napolitano, Beniamino Andreatta, Enrico Letta, Gianni Minoli (che alla Rai protegge la giovane Madia). A cosa somiglia? Sembra proprio la lista degli invitati a una festa, anzi - se ci mettiamo anche Titta Madia sr, a cent'anni di feste. E Marianna Madia, a quanto pare, con il biglietto di invito ci è nata. Se Marianna Madia è nata con il biglietto di invito, vuol dire che è una lavativa incapace? Ovviamente no. Veltroni non avrebbe bruciato il posto di capolista nella capitale d'Italia per fare un favore a qualche amico. Ma allora che problema c'è, se è raccomandata, ma capace? Che dire, ad esempio - ma dove lo trova il tempo? - della scelta di partecipare, sotto le ali di Enrico Letta [2], all'organizzazione di un "pensatoio bipartisan" e "inter-polista" che si chiama "VeDrò l'Italia al futuro"? Note: [1] In Lombardia il capolista veltroniano è Matteo Colaninno, Vice Presidente della Confindustria e Presidente del Consiglio Centrale Giovani Imprenditori, vicepresidente del gruppo Piaggio e membro di ben 13 consigli d'amministrazione. [2] Nel caso ve ne foste dimenticati, quando si passò dal governo Berlusconi a quello Prodi, Enrico Letta subentrò all'incarico di suo zio, Gianni Letta, l'eminenza grigia di Berlusconi e il presidente della Fininvest Comunicazioni. Proprio lo stesso incarico, quello di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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"Yes, we can!" è lo slogan dei democratici americani, e fa pensare a una schiera di venditori in giacca e cravatta sotto la frusta del loro animatore: "Can we increase sales by ten per cent this year?" "Yes we can!" "By twenty percent?" "Yes we can!"
eheh dai basta cercare un po su link...
hai ragione...queste piccole giornate...
Guarda che forse i 99 euro erano rife...
Gianni Lannes è da ammirare, ce ne v...
Io prenderei la gente che dice che il...