| La Repubblica del ricatto |
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| Italia - Italia |
| Scritto da Solange Manfredi |
| Mercoledì 06 Febbraio 2008 00:00 |
Ebbene si, sin dalla sua nascita la nostra è una Repubblica fondata sulla menzogna e sul ricatto, che da sempre sono le colonne portanti della “nostra” democrazia. Un filo continuo ed ininterrotto di “vergogne” che arriva sino ai giorni nostri.Ma quello che fa paura è che oggi, anche di fronte alle scoperta di menzogne, inganni o reati, la popolazione non si indigna più. Così ingannare l'opinione pubblica per salvaguardare interessi corrotti è divenuto una voce importante per il curriculum di chi vuole fare carriera. Così come è divenuto la regola, in una logica distorta di causa effetto, l'uso continuo e deliberato delle strategie della tensione, mai dirette al nemico per ingannarlo, ma all'opinione pubblica per condizionarne le scelte. Così come non si ha più nessun ritegno... Ma la domanda da porsi oggi è: cosa ha reso possibile tutto ciò? Diversi sono i fattori, ma al vertice, sicuramente, vi è la “menzogna organizzata”. E' la menzogna che permette, poi, il ricatto. Ma perché siamo così permeabili alla menzogna? Perché la menzogna è attraente e ci permette di non vedere una realtà a cui non siamo preparati, come ci spiega bene Hannah Arendt in questo passo: “Lo storico sa bene quanto vulnerabile sia l'intera trama di eventi in cui quotidianamente viviamo. Essa è sempre minacciata da singole menzogne che possono scalfirla, da menzogne organizzate di gruppi, nazioni e classi che possono farla a brandelli, oppure può venire negata e distorta, o venire attentamente sepolta sotto uno strato di falsità o semplicemente lasciata cadere nell'oblio....E' questa la fragilità che rende l'inganno fino ad un certo punto così facile ed attraente. Esso non entra mai in conflitto con la ragione, perché le cose potrebbero essere andate veramente come dice il bugiardo. Le menzogne sono spesso più plausibili, più attraenti per la ragione di quanto non lo sia la realtà, dal momento che il bugiardo ha il grande vantaggio di sapere in anticipo cosa l'ascoltatore desidera o si aspetta di sentire. Colui che mente ha preparato la sua storia per il pubblico consumo, ben attento a renderla credibile, mentre la realtà ha la sconcertante abitudine di metterci di fronte all'imprevisto, per cui, appunto, non eravamo preparati”1 Menzogna e ricatto....le colonne portanti della nostra democrazia. Il libro “la Repubblica del ricatto”, che consiglio di leggere: “racconta un paese spiato dalle sue Istituzioni, ascoltato da centri illegali e privati di potentissime imprese, giocato da rivelazioni inventate, mentre avventurieri disposti a tutto preparano e denunciano finti attentati e accuse di portata gravissima”2 “C'è una continuità di fondo con il peggio delle nostre vicende fatte di anticomunismo eversivo, bancarotte e spoliazioni di denaro pubblico, politica corrotta, stragi, morti ammazzati, rapporti con le organizzazioni criminali. Il passato, il tremendo passato italiano, deve sempre restare non del tutto chiarito perché i dossier, gli uomini, i segreti, i ricatti possano essere riciclati nel futuro”.3 “Per cinque anni, nella passata legislazione (2001-2006), il servizio segreto militare (SISMI) ha spiato, pedinato e intercettato centinaia di magistrati e politici di centrosinistra, giornalisti, alti ufficiali. Per sorvegliarli, intimidirli, screditarli, con campagne di aggressione a mezzo stampa e manovre di disinformazione mirata. Per cinque anni l'intelligence militare, con l'aiuto di altri spezzoni delle Istituzioni (nei comandi della Guardia di Finanza e nelle questure, nei tribunali, nella pubblica amministrazione) e di squadre di detective privati che lavoravano out-sourcing per la sicurity di una grande azienda come le Telecom, hanno imbastito dossier falsi, disseminato veleni e menzogne, alimentato campagne scandalistiche...”4 “...per cinque anni, insomma, il SISMI, il più grande e potente servizio di informazione e sicurezza italiano (2500 addetti), di concerto con altri segmenti della burocrazia dello Stato, si è trasformato nel braccio operativo di una parte politica, nel tentativo di manipolare l'opinione pubblica, condizionare le scelte del Parlamento, attaccare gli avversari dell'opposto schieramento ed influenzare l'esito delle elezioni. Queste sono, in sintesi, le storie che di seguito raccontiamo"5. I protagonisti dell'ennesima vergogna che il libro racconta sono diversi, oltre al Sismi. Vediamoli. Il giornalismo. “E' evidente che questo network di potere occulto e trasversale non potrebbe esistere senza le aberrazioni del giornalismo italiano. E' un mondo alla rovescia, quello dei nostri giornali, in cui direttori che per anni prendono cantonate, pubblicano notizie false, fanno carriera....calunniate, calunniate qualcosa resterà....in un sistema del genere è ovvio che professionisti della disinformazione approdino al giornalismo”6 Il terrore. Dell'intera popolazione: "Menzogne, manipolazioni, campagne di diffamazione:tutto doveva servire al rafforzamento dell'esecutivo. Il servizio del Generale Pollari aveva tradito la propria missione, che è per legge la difesa sul piano militare dell'indipendenza e dell'integrità dello Stato. E così erano state create minacce immaginarie come il temuto attentato nelle metropolitane di Roma e Milano nel novembre 2003" 7. Di singole persone: "Per settimane i due poliziotti stanno dietro al manager che ha avviato una causa per mobbig contro la sua azienda con continui appostamenti al punto che la vittima non esce più di casa. Gli viene pure recapitato un cd rom con le intercettazioni illegali delle sue telefonate. Cade nel panico. La moglie corre a sporgere denuncia. Ma il comando dei carabinieri di Gorla Precotto che la raccoglie viene depistato dal diretto superiore dei due agenti, l'ufficiale di polizia giudiziaria Salvatore Cioffi, che per giustificare quei pedinamenti si inventa una operazione anti pedofilia. Alla donna crollano i nervi...per aver distrutto la sua vita la Polis D'Istinto incassa 131 milioni di vecchie lire"8 La politica. "Mancini ( n.2 del Sismi n.d.r.) cura i rapporti con i vertici istituzionali e la politica. Ogni mattina comincia la giornata prendendo il caffè alla 11 nello studio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Contemporaneamente tiene a bada la struttura. I capi centro del nord Italia che si dichiarano indisponibili ad attività non ortodosse, dunque fuorilegge, vengono fatti fuori uno ad uno. Salta il responsabile del Sismi di Milano, salta quello di Bologna, salta quello di Trieste".9 La corruzione. Le forze dell'ordine sono un colabrodo: di agenti disonesti disposti a vendere informazioni riservate ce n'è una gran quantità. Il tariffario è interessante:
"In mezzo ci sono software potentissimi tenuti nascosti al Garante della Privacy come il “sistema magistratura”, il “sistema radar”, e altri applicativi che consentono di acquisire i tabulati telefonici senza alcuna autorizzazione e soprattuto senza lasciare alcuna traccia... E a monte per sorvegliare tutto c'è la misteriosa struttura “S2OC” che poteva rilevare a controllare qualsiasi cosa senza subire a sua volta alcun controllo".11
I Consolati onorari come copertura di attività illegali.... vizietto dei massoni. “...la macchina (leggi computer dell'agenzia investigativa Polis D'Istinto che conteneva migliaia di dossier illegali n.d.r.) era stata installata in una stanza del suo ufficio (di Cipriani, titolare dell'agenzia Polis D'Istinto n.d.r.) che riteneva inaccessibile perché adibita a sede consolare: l'agenzia privata infatti ospitava al suo interno il consolato onorario della Repubblica della Guinea...dovevano essere stati i suoi amici massoni a procurargli una copertura diplomatica. Da più di 15 anni il detective frequentava la famiglia del venerabile Gran Maestro della P2, licio gelli. Era molto amico del figlio primogenito Raffaello e di sua moglie Marta, al punto da utilizzare il loro domicilio a Montecarlo per le sue triangolazioni bancarie. Come i coniugi Gelli, che si servivano della loro attività di rappresentanza all'interno delle Nazioni Unite per tirare le fila dei loro affari non sempre limpidi, anche Cipriani utilizzava la qualifica di console onorario della Guinea come schermo per il suo lavoro di investigatore privato. E così grazie ad un tesserino diplomatico poteva trasportare documenti riservati all'estero e aprire conti bancaria Lugano e a Londra senza temere controlli"12. E molto altro ancora. Tutto questo è stato commesso in modo organizzato e spudorato sotto i nostri occhi. Tutto questo ci è stato detto, è stato scritto, ma non vi è stata nessuna reazione evidente. E' questo che fa paura e che rende ancora più arroganti coloro che si trovano al potere. Possono fare ciò che vogliono perché, anche se scoperti, non solo non subiscono alcuna conseguenza ma, grazie al ricatto, fanno carriere splendide.
Privati di ogni tutela. Che la politica non potesse essere all'oscuro di questa attività così vasta ed organizzata se ne aveva già il sospetto....credo. Ma a completare il quadro basti segnalare che a garantire l'impunità per coloro che, pagati con le nostre tasse, hanno commesso reati gravissimi, tra cui azioni che ricadono sotto la fattispecie di attentato agli organi costituzionali, ci ha pensato il Legislatore. P.s. Credo che se la magistratura controllasse i consolati onorari concessi dai paesi del terzo mondo ai nostri connazionali potrebbe trarne indicazioni importanti. Non è difficile, sono registrati.
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