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Come Giuliano Amato aiutò Craxi e i suoi a sottrarsi alla giustizia |
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Scritto da Uguale per tutti
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Martedì 18 Dicembre 2007 00:00 |
 Su La Repubblica (a pag. 10 nella versione cartacea) è stato pubblicato il 6 dicembre un articolo di Sebastiano Messina, che racconta sinteticamente e per cenni del contenuto di un archivio di documenti privati di Bettino Craxi. Questo archivio è, ovviamente, una fonte preziosa di informazioni su Craxi e ancor di più su tanta politica che a lui faceva riferimento. Particolarmente significativa è una lettera scritta a mano di proprio pugno dall’attuale Ministro dell’Interno Giuliano Amato, che allora era Presidente del Consiglio. Sebastiano Messina ne riferisce così:
«Uno sprazzo di luce su una vicenda ancora oggi più ricca di ombre che di luci arriva invece da una lettera che Giuliano Amato scrive a Craxi il 9 febbraio 1993. La data è importante.
Lo scandalo di Tangentopoli è al culmine della sua deflagrazione: da 24 ore Silvano Larini viene interrogato dal pool di Mani Pulite, e sta raccontando di un conto "Protezione" su cui Licio Gelli ha versato sette milioni di dollari al Psi.Craxi è già stato raggiunto da un avviso di garanzia e tre giorni dopo si dimetterà da segretario.Martelli darà le dimissioni entro poche ore.In questo clima infuocato Amato, presidente del Consiglio, scrive a Craxi una lettera di suo pugno – su carta intestata di Palazzo Chigi, ma non protocollata e dunque non classificata – che sembra avere un solo obiettivo: rassicurarlo sui suoi guai giudiziari."Caro Segretario, prendo a calci i primi mattoni di un muro di silenzio che non vorrei calasse fra noi.E vorrei chiederti invece di avere fiducia in quel che io sto cercando di fare.Occorre certo che passi qualche giorno, che la situazione delle imprese, e non solo della politica, appaia (come del resto già è) insostenibile.E' inoltre realisticamente utile che la macchia d'olio si allarghi.Neppure a quel punto credo che sarà possibile estinguere reati di codice.Ma credo che l'estensione per essi dei patteggiamenti e delle sospensioni condizionali sia una strada percorribile. Sto conquistando su questo preziosi consensi.E ritengo che si ottengano così procedure non massacranti, che evitano la pubblicità devastante dei dibattimenti e forniscono possibilità di uscita (...).Claudio mi pare ormai in pericolo.Apprendo che, se ci fosse un riscontro a ciò che ha detto Larini, già sarebbe partito un avviso per concorso in bancarotta fraudolenta.Io sono qua.E continuo ad esserti grato ed amico. Giuliano".Il giorno dopo, al Senato, Amato dirà che "la questione morale è diventata, di prepotenza, prioritaria". E tre settimane più tardi, il 5 marzo, il suo governo varerà quello che passerà alla storia come il "decreto salva-ladri": depenalizzazione per il finanziamento illecito dei partiti ed estensione del patteggiamento ai reati di concussione e corruzione. Decreto che sarà precipitosamente ritirato dopo la clamorosa protesta in tv del pool milanese».Ci sembrano importanti alcune precisazioni.Prima di riportare questa notizia, ci eravamo chiesti se potesse sembrare “politica”.Ci siamo risposti che, secondo noi, non lo è nel senso di “riferita a questo o quel partito” “a questa o quella fazione”. Se è una notizia “politica”, lo è nel senso “alto” della parola. Dunque, può stare certamente anche in un blog di magistrati.La notizia a noi sembra di grande importanza, perché offre l’ennesima prova del pessimo rapporto (diciamo, una terribile inimicizia) con la legalità che la politica italiana ha ai suoi più alti livelli: l’autore di quella lettera scritta a mano su carta intestata della Presidenza del Consiglio era appunto il Presidente del Consiglio ed è oggi il Ministro dell’Interno.A noi sembra che un’altra importante notizia sia che la pubblicazione di quella lettera sia passata, finora, in un totale silenzio (a parte, appunto, l’articolo di Sebastiano Messina) sui mezzi di comunicazione “importanti”.Cercando commenti su internet se ne trovano solo nei siti e blog underground.La politica tace. I giornalisti alla D’Avanzo tacciono.La notizia che vogliamo darvi, quindi, è anche che per i grandi giornali e le grandi televisioni la “scoperta” e pubblicazione di quella lettera non è una notizia.Un po’ come la condanna del senatore Andreotti per la diffamazione del collega Mario Almerighi o l’osservazione che non è vero che egli sia stato “assolto” al processo in cui era accusato di concorso in associazione mafiosa (osservazione rimasta a merito - sic! - de "Le Iene").E’ difficile pensare che questa possa essere una democrazia.
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eheh dai basta cercare un po su link...
hai ragione...queste piccole giornate...
Guarda che forse i 99 euro erano rife...
Gianni Lannes è da ammirare, ce ne v...
Io prenderei la gente che dice che il...