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G8 Genova, nuova condanna PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Marco M   
Giovedì 05 Luglio 2007 19:28
Uno degli innumerevoli pestaggi da parte della polizia contro manifestanti inermiLa verità sul G8 di Genova 2001 continuano a scriverla i tribunali. Dopo la condanna nei confronti dello Stato a risarcire Marina Spaccini, la pediatra 50enne vittima di pestaggio da parte della Polizia in via Assarotti nel pomeriggio del 20 luglio 2001 (ripropongo in fondo all'articolo il video della sua intervista a rai3), il ministero dell'Interno dovrà risarcire con 24.300 euro per danni biologici ed esistenziali Rita Sieni, di 44 anni, abitante a Pinerolo (Torino), che durante il G8 del 2001 a Genova venne gravemente ferita nel corso di ripetuti pestaggi da parte dei poliziotti.
Da parte dei poliziotti, lo ricordo, "furono eseguiti gli ordini di chi aveva orchestrato un piano di violenza contro gente inerme", come evidenziato da precedenti sentenze.

L'episodio in cui la donna torinese subì la violenza dei poliziotti...
si verificò il 21 luglio del 2001 davanti a Punta Vagno, in corso Italia, quando alcuni agenti si misero all'inseguimento di un gruppo pacifico, il "Coordinamento pinerolese contro il G8", di cui anche lei faceva parte, cominciando a picchiare tutti i manifestanti indistintamente e a lanciare lacrimogeni.

Rita Sieni, come altre persone, per fuggire dal fumo e dalla furia degli agenti cominciò a scappare, presa dal panico. La donna venne però raggiunta dai poliziotti e picchiata a manganellate: caduta a terra, cominciò ad urlare chiedendo aiuto e venne presa a calci da altri poliziotti. In particolare, un poliziotto le aveva sferrato un calcio al volto che lei aveva inutilmente cercato di proteggere con la mano. Con la mandibola fratturata, una ferita lacero-contusa al volto, un trauma cranico ed il legamento della mano rotto, Rita Sieni con l'aiuto di un'amica raggiunse la vicina spiaggia dove fu raggiunta da altri poliziotti, che continuarono ad infierire: le venne anche spruzzato in faccia un liquido urticante che la rese cieca per alcuni minuti.

Come riporta il Secolo XIX di oggi nel dare notizia della sentenza, i testi giunti a Genova per raccontare al giudice quanto avevano visto e vissuto, hanno detto che da una situazione di corteo pacifico, improvvisamente si era generato il panico: "I partecipanti hanno improvvisamente visto le persone che erano davanti a loro correre in senso contrario urlando "scappate, scappate". Tutti si sono dati alla fuga, qualcuno era caduto. I poliziotti allora avevano iniziato a caricare la gente tirando manganellate". Un teste ha raccontato che mentre era riuscito a nascondersi dentro una siepe aveva visto gli agenti colpire chi capitava: indistintamente donne e persone anziane. Ad una signora di 60 anni avevano rotto gli occhiali, il vice-sindaco di Pinerolo era stato ferito al volto.
"Questa è stata la realtà - si legge nella sentenza - raccontata da quei cittadini che pensavano di poter manifestare il loro pensiero come la Costituzione di uno Stato democratico prevede".

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L'intervista a Marina Spaccini:



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