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Ladri! Ladri! Ladri! PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da G.P.   
Domenica 24 Giugno 2007 00:00
 Il Ministero dell’Economia e delle Finanze per decreto (dico per decreto!) ha stabilito che i dipendenti delle pubbliche amministrazioni devono sottoporsi ad una tassa (più che altro una estorsione) detta “contributo di solidarietà”, la quale impone l’iscrizione dei pensionati usufruenti di trattamento a carico dell’INPDAP e dei dipendenti e pensionati di enti e amministrazioni pubbliche iscritti ai fini pensionistici presso enti o gestioni previdenziali diverse dall’INPDAP, alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali dell’INPDAP stesso. Il Decreto stabilisce che...
i dipendenti ancora in servizio e i pensionati INPDAP (ma, come si è già detto, anche quelli che sono iscritti a enti o gestioni previdenziali diversi dall’INPDAP) a decorrere dal mese seguente alla scadenza di sei mesi dalla data di entrata in vigore del “Regolamento di attuazione dell’articolo unico, comma 347 della legge 23 dicembre 2005 n.266” (Legge Finanziaria 2007) sono iscritti di diritto alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali alla quale devono versare contributi pari a:

0,35% della retribuzione contributiva, per i dipendenti in servizio

0,15% dell’ammontare lordo della pensione, per i pensionati

Le “gabelle” saranno mensilmente prelevate dagli emolumenti corrisposti a lavoratori e pensionati a partire dalla data dell’iscrizione forzata (il periodo in questione è iniziato a decorrere dal 25.04.07) a meno che non giunga disdetta da parte del lavoratore/pensionato. Naturalmente, se qualcuno non vuole farsi fregare i propri soldi cominci a scrivere la letterina all’INPDAP e lo faccia entro sei mesi, altrimenti varrà la regola del silenzio-assenso.

Ecco come agisce il governo dei deboli, ti fotte su stipendi e pensioni, che, tra l’altro, sono già tra i più bassi  d’Europa, ma ti dà la possibilità (se ti armi in tempo!) di non farti derubare a cuor leggero.

Secondo quanto sostenuto dalla Cisal Fipal questa manovra truffaldina è molto simile a quella prevista per i fondi pensione, quelli che soppianteranno il TFR. Peraltro, così come per i fondi, l’iscrizione forzata alla citata Gestione costituisce un danno per i lavoratori. Per quelli che sono lontani dalla pensione in primo luogo. Quest’ultimi possono già accedere a prestiti e mutui di natura assistenziale erogati dall’INPS e senza limitazioni importanti. Al contrario, l’INPDAP compila macchinose graduatorie annuali per l’accesso a questi benefici,  con tempi che si dilatano sensibilmente. Non conviene, inoltre, neppure a tutti i dipendenti vicini all’età pensionabile che non hanno intenzione di accedere a prestiti dopo la pensione o che non vogliono prorogare prestiti già in essere, i quali potrebbero andare ad incidere sulla liquidazione.

Che dire, abbiamo un grande fratello fiscale dal volto sinistro che veglia su di noi e stabilisce (secondo i ben noti studi di settore) quanto dobbiamo guadagnare per essere in regola con le sue previsioni da strapazzo. Adesso provano anche a spillarci quattrini senza farci capire nulla e con la formula del silenzio-assenso. Più sinistri di così davvero non si può

LEGGI IL DECRETO
 
aggiornamento:
 
I miei colleghi, allarmati dall’articolo (Ladri! Ladri! Ladri!) che avevo scritto sulla nuova tassa a carico dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni, hanno subito telefonato al numero verde INPDAP (tel.800105000) per saperne di più e per agire immediatamente al fine di interrompere il periodo di decorrenza (6 mesi) oltre il quale agirà la formula del silenzio-assenso; cosa che consentirà all’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica di effettuare le trattenute di cui vi abbiamo parlato (le quali, ricordiamolo, saranno lo 0,35% della retribuzione contributiva, per i dipendenti in servizio e 0,15% dell’ammontare lordo della pensione, per i pensionati). Qui è arrivata la brutta sorpresa. L’operatrice del Call Center ha riferito che, per i pubblici dipendenti iscritti alla Cassa INPDAP, non è possibile inviare nessuna lettera di non adesione poiché le trattenute agiranno ex lege (così come previsto dal decreto, almeno per come lo interpreta l’Ente previdenziale)[*], solo chi non è iscritto a tale Cassa può avanzare la richiesta di non iscrizione forzata alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. I primi sono dunque fregati, si direbbe gabbati dalla gabella, a tutti gli altri lavoratori e pensionati  (iscritti ai fini pensionistici presso enti o gestioni previdenziali diverse dall’INPDAP) consigliamo di preparare l’istanza di non assentimento pena il pagamento della “responsione”.

Che bel governo del piffero, nemmeno il tempo di chiudere la trattativa per il rinnovo contrattuale della categoria che già vorrebbe riprendersi quel poco che ha concesso.
 
 
 
 
[*] Il suddetto contributo è applicato normalmente ai lavoratori pubblici in servizio iscritti all’INPDAP, quindi per loro non è un nuovo prelievo.
Per tutti gli altri e per i pensionati, QUI (pdf) il modulo di recessione.
(nota aggiunta. Marco M) 
Commenti
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freedom  - signoraggio   |87.8.240.xxx |2007-06-26 14:33:32
:-(
Preg.mo staff
vorrei iniziare questo commento con alcuni aforismi che
sicuramente siete a conoscenza.
"I politici non sono altro che i camerieri
dei banchieri"(Ezra Pound): "L'attuale creazione di denaro dal nulla
operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di
falsari:La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono
profitto"(Maurice Allais, nobel per l'economia): "E' bene che il popolo
non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè
se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani
mattina"(Henry Ford)........... .
Volevo dire che tutte queste tasse che ci
arrivano quotidiamente come macigni, il furto legalizzato del Tfr(con la
complicità di tutti, sindacati compresi ), le pensioni( causa principale del
debito pubblico, secondo la BCE ed altri,ciò è falso),... .,sono problematiche
che hanno tutte un'unica origine, il SIGNORAGGIO. Se veramente questa sinistra
radicale ,vuole fare qualcosa deve lottare perchè il popolo italiano
riconquisti la propria sovranità monetaria: vi ricordate le vecchie banconote
da 500 lire, c'era scritto "Repubblica Italiana Biglietto di Stato a corso
legale", voleva dire che quelle banconote erano del Governo,erano nostre e
non dovevamo restituirle a nessuna banca .Questo sistema ci ha portato ad un
indebitamento,illegale, nei confronti,prima con la Banca d'Italia ora con la BCE
di 2.766 milioni di miliardi di lire e lo Stato paga ,anzi paghiamo noi,popolo
bue,con le tasse, gli interessi. Arriverà un giorno che noi italiani,di
sinistra, di destra, di centro, non riusciremo più nemmeno a pagare questi
interessi e lo Stato dichiarerà la bancarotta e chi avrà "due lire"
in banca con un solo bit,spariranno.
La mia è solo utopia, perchè ho la vaga
sensazione che questa sinistra,ahimè, abbia solo l'interesse di mantenere il
proprio fondo schiena appoggiato alla poltrona( vedi :rifinanziamento missione
mediooriente, tav, base americana Vi, ora le pensioni..), forse prima di far
cadere il governo aspetteranno la fine del prossimo anno quando saranno sicuri
di portare a casa anche loro il vitalizio.
freedom
Morgan  - Re: signoraggio   |79.10.77.xxx |2007-06-26 23:25:14
Ciao Freedom,
non sono dello staff di Pressante ma vorrei risponderti lo
stesso (ovviamente per quanto riguarda me sola e non lo staff).
Concordo su
molte cose che dici, primo fra tutti il meccanismo perverso del signoraggio.
Le
banche centrali stampano denaro a costi irrisori e pretendono che venga loro
restituito per la cifra scritta sulla banconota (più gli interessi); già
questo crea un guadagno semplicemente immenso.
Intanto noi comuni mortali ci
sveniamo per pagare con le tasse non già fantomatici servizi dello Stato al
cittadino, ma innanzitutto l'enorme debito pubblico: debito che è infatti verso
le banche, ed è destinato a crescere, per la natura stessa del
meccanismo.
Quindi è proprio vero il sistema che hai mostrato, Freedom, e
credo sia buona cosa farlo conoscere a quante più persone possibili.
Ma è la
soluzione proposta che mi lascia a dir poco perplessa.
Infatti non credo
proprio che passare il diritto di stampare banconote allo Stato sia una buona
soluzione (anzi, credo sia una pessima soluzione, diciamo uguale a quella
attuale).
Cambiamo lo strozzino, ma sempre strozzinaggio è.
Da decenni ormai
si stampa denaro svincolato dalle riserve aurifere, per non parlare di
quell'abominio chiamato "riserva frazionaria"...
In pratica si stampa
carta a piacimento, e non trovo differenza se a farlo è una banca o lo
Stato.
Bisogna rimuovere il meccanismo fraudolento di fondo.
Se puntiamo
l'attenzione su un problema che sta a valle, non risolveremo mai la questione.
Bisogna puntare il dito sul problema a monte, sul meccanismo
intrinseco.
Pensiamoci bene...
E soprattutto cerchiamo di slegarci una buona
volta dalla favoletta dello Stato buono che, senza il debito da ripagare alle
cattive banche, farebbe tante opere buone per i suoi cittadini.
Schiavi siamo
ora delle banche e dello Stato. Schiavi saremmo del solo Stato con la proposta
del signoraggio di Stato.
Ma sempre schiavi.
Bisogna rimuovere la causa di
questa eterna schiavitù. Senza questo, non cambierà assolutamente nulla.
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