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Genova 2001, la Diaz fu "una macelleria" PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Marco M   
Mercoledì 13 Giugno 2007 19:22
Immagini della Diaz: pareti piene di sangue"Una macelleria messicana. Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento cosi' grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza". E' la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma ed oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. Fournier ha fornito una nuova versione su quello che aveva visto al momento della sua irruzione: veri e propri pestaggi ancora in atto su giovani inermi nei loro sacchi a pelo.

Alla Diaz c'erano decine di giovani che stavano dormendo, svegliati dalle selvagge manganellate sferrate loro con cieca violenza da poliziotti mandati lì per quello. Le scene che i racconti e le immagini ci mettono da sei anni davanti agli occhi sono terribili. Muri e pavimenti coperti di sangue, una ragazza a terra con la testa in una pozza di sangue, decine di persone inermi pestate e massacrate di botte.
Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi...
ma facevano parte di un disegno politico criminale da parte di apparati dello Stato, come era chiaro sin da subito e come ha confermato la sentenza di condanna nei confronti dello Stato emessa oltre un mese fa (vedi articoli correlati).

Diaz: pavimenti pieni di sangue "Sembrava una macelleria messicana": queste le parole di Michelangelo Fournier oggi in aula a Genova, rispondendo alle domande del pm Francesco Cardona Albini.
"Arrivato al primo piano dell'istituto ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana".
"Ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo".
 
Immediata la richiesta del Pm Zucca che ha chiesto a Fournier come mai non avesse mai detto prima queste cose, durante le indagini, quando aveva fornito una versione diversa. Fournier ha risposto: "Non erano uomini miei e non l'ho detto prima per senso di appartenenza al corpo".

Sei anni dopo la verità, evidente sin dall'inizio a tutte le persone intelligenti e oneste ed anche solo minimamente informate, diventa sempre più evidente e sempre più impossibile da nascondere, da scacciare via.

Il Comitato Verità e Giustizia per Genova commenta:
Il dottor Fournier ha parlato di "macelleria messicana". L'attuale ministro degli Esteri, nel 2001, parlò di "notte cilena". Si ricorre all'esotismo, ma siamo di fronte a una "perquisizione all'italiana" che ha macchiato la credibilità della polizia e dello stato. A questo punto chiediamo: il capo della polizia non ha niente da dire? Il ministro degli Interni farà finta di nulla anche stavolta? Il parlamento continuerà a tenere in un cassetto la legge sulla commissione d'inchiesta?
Commenti
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lupomartino  - temo riaccadrà   |87.6.245.xxx |2007-06-14 07:18:36
la polizia italiana non scherza e infierisce sugli innocenti.
Non vi sembra
strano che non sia stato acciuffato neppure un "vero black
block"?

temo purtroppo che accadrà di nuovo perchè agli italiani questo
sistema è piaciuto molto, ma ora che sono quasi finiti i soldi e si rispolvera
in soffitto "la patria" vero rifugio di ogni canaglia, per chi non è
d'accordo, c'è sempre la cura DIAZ

lupomartino
Marco M   |82.53.75.xxx |2007-06-15 22:00:02
Purtroppo abbiamo, in Italia, una miriade di dimostrazioni pratiche di come
lo Stato non si faccia troppi scrupoli a mettere in pratica il proprio
monopolio della violenza.

Com'è strana l'immagine dello Stato che -
legittimato dalla partecipazione democratica alla vita politica del paese (la cui massima espressione è la famosa X sulla scheda elettorale) -
impone, manganella, sottrae e contrasta i suoi stessi cittadini. La
chiamano rappresentanza...
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