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Il teatro italiano dell’assurdo PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Enrico Sabatino   
Venerdì 23 Febbraio 2007 00:21
 La caduta del governo Prodi per la mancata approvazione al Senato della mozione sulla politica estera conferma per l’ennesima volta che viviamo in un Paese contraddistinto da una classe politica “assurdo-lisergica”.

E mi spiego con un brevissimo riassunto degli ultimi avvenimenti.

Due settimane fa il governo aveva subito un’altra debacle al Senato quando la mozione in favore delle dichiarazioni di Parisi in merito alla base di Vicenza... 
era stata votata dall’opposizione ma non dalla maggioranza che poi era corsa ai ripari preparando una contromozione in fretta e furia per cercare di salvare capre e cavoli dall’imboscata tesa da Calderoli… il che è tutto dire.

Sabato scorso poi c’è stata la manifestazione di Vicenza a cui hanno partecipato esponenti di tutti i partiti della maggioranza, e solo a causa di un severo richiamo di Prodi non hanno manifestato anche alcuni sottosegretari del governo.

E arriviamo infine al giorno fatale in cui si discute al Senato della politica estera del governo con la relazione del ministro degli esteri D’Alema. Seguono le dichiarazioni di voto e arriva poi il botto finale.

A prima vista si potrebbe dire che la mozione presentata dalla maggioranza non è passata perché la politica estera attuata dal governo non era piaciuta a un senatore di Rifondazione Comunista e a un altro che era stato eletto nelle fila del PDCI, ma che da tempo è iscritto al Senato nella lista dei Consumatori, in quanto troppo filoamericana - per il parere positivo del Governo all’ampliamento della base di Vicenza – troppo filoatlantica perché succube e supina alle decisioni della NATO, in vista anche di una sua futura offensiva in Afghanistan, e troppo filoisraeliana in quanto il governo non ha annullato l’accordo militare con Israele deciso dal precedente governo.

In sintesi, la politica estera non sarebbe stata approvata perché troppo guerrafondaia, serva degli USA e d’Israele; e con la questione della base di Vicenza che avrebbe dato il là per una spallata decisiva al governo da mettere in atto attraverso la manifestazione antigovernativa di sabato.

Invece il quadro non è così scontato e semplicistico; ecco infatti che entra in gioco l’assurdità tutta italiana derivante dal fatto che il governo è caduto perché la sua politica estera è stata messa in minoranza anche da chi l’ha invece ritenuta troppo antiamericana, anti-israeliana, filopalestinese, anti-NATO e troppo amica degli Hezbollah libanesi.

Anzi a ben vedere, i voti decisivi per far cadere la mozione della maggioranza sono stati proprio quelli di alcuni senatori a vita che o si sono astenuti - e al senato ciò equivale ad un voto contrario - o hanno votato contro proprio perché ritenevano la politica estera portata avanti da D’Alema eccessivamente antiamericana, filohezbollah e filopalestinese.

Perciò ci troviamo di fronte a un governo che è caduto per determinati motivi ma anche per i suoi esatti contrari. Ed ecco la situazione a dir poco delirante e assurda, soprattutto se vista con gli occhi di uno straniero che cerca di capire la politica italiana.

Teatro dell’assurdo che continua anche in queste ore con l’annuncio di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani per una mobilitazione in piazza dei propri militanti a favore di Prodi e del suo governo. E questo ad una settimana dalla partecipazione degli stessi partiti alla manifestazione di Vicenza, che era chiaramente basata sulla totale contrarietà ad una decisione del governo e quindi di manifestazione fondamentalmente antigovernativa si trattava.

Insomma, siamo di fronte ad una situazione alquanto complessa nella sua natura assurda e non è ancora chiaro che sbocchi potrà avere, se ci sarà cioè un rinvio alle Camere del governo o un Prodi-bis oppure un governo a termine di larghe intese che porti a nuove elezioni dopo aver prodotto una nuova legge elettorale.

Ma una cosa è chiara: con la spettacolare mossa di ieri dell’astensione decisa all’ultimo minuto da Andreotti e dall’UDC, che ha spiazzato anche il resto della stessa CDL, con il voto contrario di Cossiga, con i sottomovimenti tellurici degli ultimi giorni da parte delle alte sfere Vaticane contrarie ai DICO e con il probabile eventuale allargamento della maggioranza ad esponenti centristi di varia natura, possiamo affermare con una certa tranquillità che la Democrazia Cristiana è viva e lotta insieme a noi.

E il sipario si chiude.
 
Commenti
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Marco M   |80.181.107.xxx |2007-02-23 00:25:12
Bingo:

I 12 punti di Prodi per andare avanti

Dodici punti non negoziabili. Approvati in poco più di un'ora da tutti i
leader del centrosinistra riuniti con Prodi a Palazzo Chigi. C'è la
politica estera con la missione in Afghanistan e la fedeltà alla Ue e alla Nato; non ci sono i Dico (che diventano materia parlamentare) e c'è la Tav; ci
sono il riordino del sistema pensionistico e il rilancio di una politica della famiglia. Manca quasi completamente un
riferimento a politiche sociali e del lavoro, ma è possibile che
questi punti servissero più a definire le cose controverse lasciando
implicite tutte quelle su cui non ci sono stati problemi
nella maggioranza. Si arriva persino a definire che Sircana sarà il
portavoce unico del governo e che Prodi avrà l'autorità di fare la
sintesi della posizione del governo in tutti i casi di disaccordo.


Ma la discussione sul "prendere o lasciare" del premier
uscente, deve essere stata ridotta al minimo. Con Prodi deciso a non
negoziare più nulla e a chiedere ai partiti un mandato chiaro e
senza "ma".

[...]

3. Infrastrutture e Tav. "Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei
(compresa la Torino-Lione)
. Impegno sulla mobilità sostenibile".
Francesco  - Zapatero dove sei?   |87.16.231.xxx |2007-02-23 07:37:53
Mastella ha fatto sapere che, stando alla sua "personale contabilità,
adesso i numeri ci sono".
Sì, hanno tolto i Dico dal programma di governo
rimandandoli al Parlamento.
Guarda caso dopo l'incontro con il Vaticano che
subito li ha rimessi in riga.

E non c'è niente da fare se anche la
"sinistra", questa "sinistra" se ne esce con dichiarazioni
così: "Io sono molto soddisfatto" (Diliberto). Ma di che, caro
Diliberto?

Da segnalare le parole di Ferrero: "La cosa che mi colpisce
di più è quello che manca dal documento: il tema della precarietà, la lotta
all'evasione, la lotta alla povertà, punti qualificanti, mi sembra non
compaiano. Per un governo di sinistra penso debbano avere un peso
diverso".
Ma qui sta l'errore, il considerare questo governo di sinistra.
E' solo la sinistra di Berlusconi.
Non c'è niente da fare. L'Italia è e sarà
sempre democristiana.
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