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| Stato di servitù |
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| Italia - Italia | |||||
| Scritto da Marco Cedolin / Enrico Sabatino | |||||
| Mercoledì 17 Gennaio 2007 23:14 | |||||
E’ ormai arrivato anche il sì di Romano Prodi a suggellare questo nuovo capitolo della storia italiana che prevede il demenziale proposito di ampliamento a dismisura della base militare americana di Vicenza. Una storia fatta di servitù e vassallaggio che ci ha portato ad accettare sul nostro suolo la presenza di oltre 15.000 soldati statunitensi dotati di armi di ogni genere, comprese quelle nucleari, rintanati all’interno di basi militari sul cui territorio l’Italia... non ha alcun genere di sovranità, quasi si trattasse di tanti pezzi del nostro paese espropriati da una potenza straniera. In compenso i contribuenti italiani, ai quali non è mai stato domandato se gradissero o meno questo stato di cose, sono chiamati a finanziare ogni anno con centinaia di milioni di euro il 37% dei costi operativi di tutte le basi americane, in base agli accordi stipulati con il governo Usa. Gli Stati Uniti decisero circa tre anni fa, con la servile compiacenza di Silvio Berlusconi, che Vicenza avrebbe dovuto diventare a breve il più importante polo logistico per le proprie armate in Europa, attraverso l’ampliamento della caserma Ederle (che già ospita 6000 soldati statunitensi) con la costruzione di una nuova base all’interno dell’area dell’aeroporto Dal Molin che dovrebbe essere completata entro il 2010. Al progetto che consentirebbe alla macchina da guerra statunitense di acquisire un trampolino di lancio estremamente strategico verso nuova gloria e nuove conquiste, i media diedero a suo tempo scarsa visibilità, salvo riproporre la questione con estrema enfasi durante l’ultima settimana. Se il 2 dicembre dello scorso anno 30.000 persone sfilarono per le vie di Vicenza urlando la loro opposizione alla svendita del proprio territorio, senza che giornali e TV dessero il minimo risalto all’evento, ben altra enfasi è stata deputata da pennivendoli e teleimbonitori alle recenti farneticazioni di Berlusconi. Secondo un copione ormai consunto e stantio, il Cavaliere di Bush ha inveito con furia belluina contro il presunto antiamericanismo del governo, creando i presupposti perché Prodi ed i suoi ministri potessero genuflettersi dinanzi all’amico americano senza incorrere nell’ira dei propri elettori. La maggioranza di centrosinistra ha colto la “sponda” e fingendosi stretta fra due fuochi ha deciso di accondiscendere all’operazione d’inurbamento militare, per non turbare tanto l’alleato fedele quanto l’utile idiota, con il proprio atteggiamento equivoco. Ora a combattere contro l’esproprio coatto di una nuova fetta d’Italia, destinata a sostenere le guerre ed i massacri compiuti nel nome del vessillo a stelle e strisce, sono rimasti solamente i Comitati che si oppongono all’ampliamento della base. Questa sera nell’atmosfera irreale che sempre si respira di fronte alle ingiustizie, i dimostranti hanno occupato per un’ora la stazione cittadina, prima di attraversare la città con una fiaccolata e confluire in un’area prospiciente l’aeroporto Dal Molin, dove hanno iniziato a montare un presidio contro la realizzazione dell’opera. Ancora una volta i cittadini si ritrovano soli a dover lottare contro il mondo politico che ha deciso le coordinate del loro futuro, passando sopra le loro teste senza neppure interpellarli, così come è accaduto per il TAV, così come è accaduto per il megainceneritore di Acerra e in centinaia di altre occasioni, in questo paese fatto di decisioni calate dall’alto con arroganza e prevaricazione. Segue l'opinione di Enrico Sabatino, che traendo spunto da questa vicenda vede... La necessità storica di un’autonoma forza militare UE Con l’avallo dato dal Presidente del Consiglio Prodi all’allargamento della base di Vicenza, decisa comunque dal Governo Berlusconi, si ripropone l’annosa questione della sovranità italiana sul proprio territorio e dei rapporti dell’Italia con l’alleato americano. La questione relativa all’assenso o meno dato dal Governo italiano era chiaramente molto sentita negli Stati Uniti, e si legava anche alle recenti dichiarazioni di Prodi e D’Alema che avevano espresso la loro contrarietà sia verso i bombardamenti di aerei USA in Somalia sia verso l’aumento delle truppe americane in Iraq deciso da Bush la settimana scorsa. Infatti subito dopo la dichiarazione di non contrarietà all’allargamento della base di Vicenza da parte di Prodi, l'ambasciatore USA in Italia Ronald Spogli ha dichiarato: "Desidero esprimere apprezzamento per l'attenta considerazione e opinione favorevole espresse alla proposta di aumento della presenza americana a Vicenza. Oggi le relazioni tra Italia e Usa, costruttive da 60 anni, registrano un passo avanti''. E anche il Dipartimento di Stato USA ha "molto apprezzato" la dichiarazione del Presidente del Consiglio. Ma soprattutto il fatto che Spogli abbia sottolineato che ….”Oggi le relazioni tra Italia e Usa, costruttive da 60 anni, registrano un passo avanti”, la dice lunga su quanta importanza davano gli USA all’avallo o meno del governo Prodi. Enrico Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha però dichiarato che “il Governo è stato costretto a dire di sì e che nessun referendum locale potrà modificare questa decisione”. Ora è da capire se la costrizione è stata esercitata direttamente dagli USA - e se sì in che modo -oppure se dipende dal fatto che la decisione presa a suo tempo dal Governo Berlusconi fosse vincolante per qualsiasi governo successivo in base ad un accordo scritto bilaterale siglato appunto dal Governo precedente, o se tra le pieghe degli accordi militari segreti tra Italia e USA si regolano anche le questioni relative a nuovi basi e/o allargamenti di quelle già preesistenti, o infine se entrano in ballo i doveri di essere membri NATO. Insomma non è affatto chiaro perché si è costretti a dire di sì. L’unica opzione che mi sento di scartare è quella relativa agli eventuali posti di lavoro italiani che si sarebbero perduti in caso di trasferimento dell’intera base da Vicenza in Germania, come avevano chiaramente detto gli americani in caso di rifiuto italiano all’allargamento. Ma ciò presuppone che si sarebbe potuto dire anche di no. Quindi il governo italiano poteva dire di no? Il problema è appunto capire se la decisione finale spetta veramente al governo italiano, e in questo caso è una scelta politica autonoma cedere o meno una parte di territorio su cui poi non esercitare alcuna sovranità; oppure se, indipendentemente dalla volontà del governo italiano, sono gli stessi Stati Uniti che decidono, e quindi chiedono al governo italiano solo un parere formale - giusto per “educazione” - tanto poi le decisioni sono state già prese a Washington. Ecco, sarebbe ora di sapere dal Governo italiano, chi decide veramente in una situazione del genere. Gli USA, l’Italia o la NATO? Ma sarebbe soprattutto ora di cominciare a discutere seriamente in sede UE sulla necessità storica di costruire finalmente una forza militare UE formata da contingenti dei 27 Paesi membri. Finché l’UE non si doterà di forze armate autonome la sua comune politica estera, indipendente da quella USA e in grado di incidere sullo scacchiere internazionale resterà solo un’utopia. Naturalmente, se mai si arriverà alla nascita di una forza militare UE, ciò non dovrà significare la fine di un’alleanza strategica con gli USA ma la conseguente e ovvia fuoriuscita di tutti i Paesi membri UE dalla NATO, la cui permanenza a quel punto non avrebbe più motivo d’essere. Soltanto con la creazione di una forza armata europea indipendente e autonoma dagli USA e dalla NATO si potrà ridiscutere in toto anche della presenza militare degli Stati Uniti in territorio UE.
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E’ ormai arrivato anche il sì di Romano Prodi a suggellare questo nuovo capitolo della storia italiana che prevede il demenziale proposito di ampliamento a dismisura della base militare americana di Vicenza. Una storia fatta di servitù e vassallaggio che ci ha portato ad accettare sul nostro suolo la presenza di oltre 15.000 soldati statunitensi dotati di armi di ogni genere, comprese quelle nucleari, rintanati all’interno di basi militari sul cui territorio l’Italia...
eheh dai basta cercare un po su link...
hai ragione...queste piccole giornate...
Guarda che forse i 99 euro erano rife...
Gianni Lannes è da ammirare, ce ne v...
Io prenderei la gente che dice che il...