RSS e Facebook

Feed RSS di Pressante

Segui Pressante su Facebook

Ultimi commenti

Utenti Online

 33 visitatori online

Statistiche

Utenti : 1294
Contenuti : 1641
Link web : 33
Tot. visite contenuti : 3867218
1293 registrati
3 oggi
9 questa settimana
154 questo mese
Ultimo: Papabaz

Adsense

Chi è il dittatore? PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da DarioServenti   
Lunedì 18 Dicembre 2006 12:42
La discussione generata dal mio precedente articolo "Alcuni principi di laicità" ha preso una piega che non mi aspettavo.
Mi vedo accusato di fomentare la dittatura, di promuovere idee che non rispettano il dialogo e il l'opinione altrui in base al fatto che ho puntato tutto il mio discorso sulla necessità, per la sinistra che verrà (e non mi riferisco al partito democratico), di nuove idee che dovranno essere necessariamente radicali .
Quel che inoltre mi ha stupito, è stata la provenienza delle "accuse": tutte da gente di sinistra.
 
 
Quella che segue in corsivo è l'accusa, formulata da Durden, di cui non voglio fare un "capro espiatorio"; semplicemente ho preso la sua risposta come punto di partenza per poter spiegare meglio la mia posizione. Spero dunque non si offenda.

Il commento di Durden:
Le idee redicali sono finite nel secolo scorso, e ne abbiamo pagato le care conseguenze. Il compromesso e la mediazione che a te disgustano sono invece a mio parere il sale della convivenza civile e democratica.. oltrechè della realtà, dei rapporti materiali concreti. Solo la dittatura è senza se e senza ma. A me non piace. Essere capaci di comprendere le ragioni dell'altro, riconoscere all'altro il diritto di esistere, senza condividerne idee, etica o azioni è la grande forza di un vero democratico. Non si può smettere di rispettare le regole democratiche solo pechè i nostri nemici non le rispettano. I odio quanto te i viscidi pretacci, l'istituzione attolica ed il clero in genere, ma, come accade da secoli, l'opposizione radicale non fa che il loro gioco. La sana, tollerante, aperta contrapposizione erode invece il soglio di pietro da sempre. Li uccideremo conuna risata, non con i codici. E' un po' machista e decisionista pensare in bianco in nero e sostenere che le sfumature siano da femminucce. Soprattutto rischia di far commettere gravi errori..come scordarsi di saper sbagliare.


Dire che le idee radicali siano finite nel secolo scorso è la tipica scusa di chi, in politica, non ha più la capacità di elaborare idee nuove, tesi, progetti politici dotati di una solida base teorica da cui far discendere la pratica; non solo, ma considerare la radicalità finita con il secolo scorso denota anche una certa miopia.
Il duemila è nato sotto i bombardamenti di un pensiero fortemente radicale: quello del tentativo di dominio sul mondo da parte degli Stati Uniti, in "risposta" (diciamo così) ad altri pensieri radicali, quelli provenienti dal Medio Oriente dei Talebani e di tutta quella popolazione che dell'Occidente subisce gli effetti più nefasti: sfruttamento dei propri territori, condizioni di vita indecenti, malattie, embarghi, corruzione, sfruttamento, negazione dei diritti, morte rigorosamente "made in West".
Tutto questo mentre, a est, altre idee radicali stanno portando all'ascesa di un mostro: la Cina.

Di idee radicali vive, attive, forti dunque il mondo è ancora pieno.
Idee che, partendo da motivazioni diversissime, hanno tutte un minimo comune denominatore: la sconfitta del nemico e il dominio sul resto del mondo.

La mia tesi è semplice: per combattere mentalità radicali è necessario elaborare idee altrettanto radicali. Questo non vuol dire che tali idee debbano prevedere gli stessi mezzi o gli stessi esiti pratici di quelle che noi vogliamo combattere. Anzi, vedremo in seguito che è tutto l'opposto.
Semplicemente, e questa è una questione di pura logica, è inconcepibile sperare di poter portare gli USA, la Cina, il Medio Oriente, Israele e Palestina a discutere sul piano a cui noi siamo abituati, ovvero sul piano del compromesso infinito, dell'eterna discussione senza sbocchi pratici.

La destra italiana questo lo sa bene: ed infatti è stata quella che ha immediatamente mandato l'esercito a sostegno degli Usa, è quella xenofoba e razzista che se potesse bombarderebbe con l'atomica il Medio Oriente e che con grande velleità ambisce a non avere alcun tipo di relazione economica con la Cina.

La sinistra italiana che fa?
Si barrica dietro il classico "ma".
Ovvero fa esattamente quel che fa la destra italiana, "ma" ogni volta adducendo motivazioni che teoricamente la assolverebbero e la distinguerebbero dalla destra.
E così D'Alema manda l'esercito in Kosovo, che è una guerra "ma a fin di bene" (stessa motivazione di Silvio per l'Iraq); e così il governo Prodi, di centrosinistra, non ha il coraggio -o forse davvero non la pensa così- di dire "Israele deve andarsene subito e per sempre dai territori occupati e lasciare libera la Palestina", o non ha il coraggio di spazzar via subito alla prima seduta in Parlamento tutte le leggi razziste volute dal governo Berlusconi sugli immigrati e tutte le limitazioni alla libertà personale che colpiscono gli e le omosessuali d'Italia, con grande gioia della Chiesa.

La caratteristica della sinistra, ciò che dovrebbe differenziarla dalla destra, è il voler modificare la realtà per migliorarla; come? Con idee, tesi, progetti.
La destra invece è per la conservazione della realtà e dei privilegi e diritti e lussi di cui già si gode (chi li gode, ovviamente) e rafforzarli, blindarli, proteggerli da tutto ciò che è esterno, con la benedizione di Dio.

Ora, nel contesto che ho descritto fin dalla prima riga della mia risposta, si può dire che la sinistra italiana stia, parafrasando Moretti, "facendo qualcosa di sinistra"?
Dove sono le idee?
Dove sono i progetti?
Dove sono le proposte precise, non confondibili da nessuno, dirette e mirate a risolvere i problemi macro e micro politici che il duemila ci sta ponendo?

Non esiste nulla di tutto ciò.

La sinistra italiana si sta limitando alla pura amministrazione, la sinistra italiana è una sarta che, dovendo occuparsi di pantaloni laceri e bucati, invece di buttarli e fabbricarne di nuovi, continua a mettere toppe su toppe che, come sempre, cederanno, finchè non resterà nulla se non brandelli di tessuti.

Ma credete davvero che la soluzione della crisi in Medio Oriente o dell'imminente guerra totale per le risorse energetiche e tutto il resto saranno risolte dal Partito Democratico?
Mi sovviene un dubbio: noi vogliamo risolverla, vero, la crisi in Medio Oriente? O forse dentro di noi pensiamo che non ci sia soluzione? Chi la pensa così corra ad iscriversi aa Forza Italia senza passare dal via.

Quali idee rivoluzionarie potrà mai partorire il Partito Democratico, dato che sarà formato da partiti già spaccati al loro interno e assolutamente slegati da qualsiasi minimo comun denominatore politico, senza contare l'allontanamento costante della base elettorale?

Ecco dunque che ritorno sul tema della radicalità.
La radicalità di cui parlo è una nuova radicalità di pensiero che spazzi via tutto quel che riguarda l'attuale modo di fare politica a sinistra, che si liberi di una generazione di politici senza idee e senza progetti.
Vi rendete conto che in un contesto di sovrasfruttamento delle risorse globali, Prodi parla ancora di "sviluppo industriale"? Siamo alla follia più totale, quell'uomo ormai è perso, andato, il suo contributo alla realtà non può che fare danni o, nella migliore delle ipotesi, mantenere la situazione così com'è.

Radicalità vuol dire inventare parole nuove da contrapporre in modo diretto, senza repliche, ai concetti di guerra, di sfruttamento, di terrorismo e di tutte quelle categorie che oggi la fanno da padrone perchè non hanno avversari prima di tutto teorici, concettuali.

Siamo nel duemilasette e ancora dobbiamo perdere tempo a discutere, a sinistra, con la Chiesa, sul fatto che sia giusto o meno per una coppia di gay avere gli stessi diritti di una coppia non gay! Vi rendete conto della follia assoluta di quel che accade?

Ecco quindi che la radicalità deve intervenire in modo netto su questi temi, cessare ogni discussione con chi di fatto non ha alcuna intenzione di discutere.

Questa è la radicalità a cui mi riferivo, di cui c'è assoluto bisogno, e di cui sempre più gente per fortuna si sta accorgendo; perchè nonostante D'Alema e soci, che si credono i più fini pensatori e politici d'Italia nonchè i soli depositari della "scienza" politica, ci sono sempre maggiori realtà di pensiero che discutono, che elaborano, e che lentamente emergono da quelle realtà che i politici di sinistra di oggi si ostinano a non voler guardare, perchè in fondo timorosi, anche loro, di rischiare di perdere la loro poltroncina.

Chi è dunque dittatore?

Alla fine del settecento, in un contesto sociale e politico dove il concetto di uguaglianza era, per chi teneva le leve del potere, per i benestanti e il clero, un'idea inconcepibile e pericolosa, ci sono state persone che hanno elaborato questa idea in modo così radicale da afferrare forconi e bastoni.
Ed è nata la Rivoluzione Francese.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, in un contesto di dominio ideologico e militare assoluto del nazismo e del fascismo, centinaia di uomini e donne, ragazzi e ragazze hanno dato la vita, formando quel grandioso momento storico per il nostro paese che è stato la Resistenza, per mantenere vivi quegli ideali di libertà che erano stati loro tolti da Hitler e Mussolini.

Ecco dunque che le dittature temono il pensiero radicale, perchè sanno che non possono attaccarlo, che non ha alcun terreno comune, che è "altro", che non ragiona con gli stessi argomenti, con le stesse parole.

Attenzione dunque ad aver paura delle idee: di solito sono proprio le dittature ad averne paura.

Certamente oggi, è cosa arcinota, non si ragiona più a livello nazionale, come poteva essere per la Francia di fine settecento, oppure a livello prevalentemente europeo come per la Seconda Guerra Mondiale: oggi si ragiona a livello mondiale.
E in un contesto mondiale, oggi, chi riveste il ruolo di dittatore?

Mi sembra proprio che l'Occidente abbia molta paura delle idee nuove che possono andare a turbare la sua ricca, grassa, realtà.



trovate tutti i commenti sul sito
www.dallapartedeltorto.splinder.com 



Aggiungi questa pagina
Commenti
Cerca
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."