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Award... Our Man PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Gabriele Paradisi   
Sabato 02 Dicembre 2006 08:21
 Le inquietanti intercettazioni delle telefonate intercorse tra Mario Scaramella (consulente della Mitrokhin) e Paolo Guzzanti... lasciano intravedere uno scenario sconcertante che si inserisce a pieno titolo nella più fosca e turpe tradizione della nostra già martoriata storia repubblicana....
Character Assassination: “distruzione della reputazione; annientamento della credibilità; assassinio di qualcuno non nel suo corpo, ma nella sua identità morale, professionale, sociale”.

Giusto tre mesi fa ero stato “accusato” (non a torto) da Paolo Guzzanti di aver operato nei suoi confronti proprio questo genere di “crimine”. Oggi sono Romano Prodi (Mr P - Piattino), Pecoraro Scanio (Pekorasky o anche più prosaicamente Culattosky) a rivolgere questo tipo di accusa al senatore già Presidente della Commissione Mitrokhin.

Le inquietanti intercettazioni delle telefonate intercorse tra Mario Scaramella (consulente della Mitrokhin) e Paolo Guzzanti, pubblicate ieri dal Corriere e oggi da Repubblica e da quasi tutti gli altri quotidiani, lasciano intravedere uno scenario sconcertante che si inserisce a pieno titolo nella più fosca e turpe tradizione della nostra già martoriata storia repubblicana.

Trame oscure, fabbricazione di falsi dossier, deviazioni di apparati e istituzioni…

Sembra proprio che il nostro povero paese non riesca a lasciarsi alle spalle questo tipo di situazioni, che non sono, si badi bene, eventi episodici spiacevoli e deplorevoli come può accedere e accade anche in altre democrazie, no, qui costituiscono l’abituale condizione. Sono lo standard, l’aria che respiriamo, l’humus su cui si sviluppa comunque (o malgrado) la vita onesta e non sempre facile di milioni e milioni di probi cittadini.

Cittadini di questo paese che ancora vogliono credere e sperare.

Credere e sperare che il loro voto (di destra o di sinistra) sia un voto vero, concreto e che conta.
Credere e sperare che i politici  (di destra o di sinistra) per cui hanno votato siano persone irreprensibili e specchiate e che hanno a cuore solo l’interesse generale.

 
Credere e sperare che i fatti e le notizie che leggono sui giornali o sentono alle TV pur nelle diverse legittime interpretazioni e sensibilità siano formulate con obiettività e soprattutto con professionalità.

 
La triste vicenda a cui stiamo assistendo in questi giorni intorno alla morte dell’ex spia russa Litvinenko, vede coinvolta una persona con la quale abbiamo discusso anche aspramente. Di questa persona pur non condividendo idee e lotte abbiamo apprezzato la disponibilità (sempre) e la passione (spesso).

 
Oggi forse questa persona sta rischiando la propria vita; questa persona ha visto violata la sua privacy ed è sicuramente sotto attacco da parte di “nemici” ma anche da parte di ex amici. Non è un problema. Sapeva di andare in guerra e combatterà come sempre.

 
Da ciò che sembra emergere nelle intercettazioni pubblicate, questa persona come minimo ha creduto con troppa leggerezza a faccendieri senza scrupoli pronti a sfornare caldi caldi i piatti succulenti che essa desiderava gustare.

 
Nei primi mesi di quest’anno abbiamo polemizzato a lungo con Paolo Guzzanti sul pesante ruolo che egli assegnava a Prodi, indicato da lui come il reale mandante del sequestro Moro e uomo di riferimento del KGB. Gli argomenti addotti ci sono sempre parsi risibili e debolissimi e glielo abbiamo ripetuto ad ogni occasione possibile.

 

Tanto si discusse, ad esempio, sulla formula “our man” ovvero Prodi presentato da ufficiali del KGB come il “nostro uomo” in Italia.

Nelle intercettazioni pubblicate si può individuare di preciso il momento in cui questa affermazione sembra essere stata coniata”: «A questo punto, il "professore" [Scaramella] propone come testimone chiave Oleg Gordievskij (ex colonnello del Kgb, riparato a Londra nel 1985, autore con Cristopher Andrew de "La Storia segreta del Kgb"). Ma c'è una difficoltà. Oleg non ne vuole sapere di mettere tra virgolette "Prodi agente del Kgb", perché "questo non è accaduto", dice. Scaramella però conviene che si può lavorare sul discorso di "coltivazione". Guzzanti gli spiega gli essenziali passaggi che deve documentare per la commissione. "Mario, scusami, do alle parole l'importanza delle parole. Allora, in quella cosa lì si dice: "Award man" (la trascrizione fonetica tradisce verosimilmente un "our man", un "nostro uomo" con "award man" che significherebbe "uomo premio"). Tu pronunci la sigla e quello dice "Yes!"". Scaramella: "Certo, certo". Guzzanti: "Punto e basta! Non voglio sapere altro! L'unica domanda è: queste frasi sono confermate e confermabili?". Scaramella: "Assolutamente sì". Guzzanti: "E allora questo è l'unico punto, ma mi serve certificato e marca da bollo"»...