RSS e Facebook

Feed RSS di Pressante

 

Leggi anche

Ultimi commenti

Utenti Online

 50 visitatori online

Statistiche

Utenti : 1059
Contenuti : 1574
Link web : 33
Tot. visite contenuti : 3615181
1058 registrati
1 oggi
6 questa settimana
86 questo mese
Ultimo: BusinessOnlineBlog

Adsense

La mafia è bianchissima, ha gli occhiali e bacia tutti PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Francesco   
Venerdì 17 Novembre 2006 09:27
 A quindici anni di distanza da una famosa puntata di Costanzo&Santoro in onore di Libero Grassi, Totò Cuffaro torna da Michele Santoro.

Ieri sera ad AnnoZero è andata in onda un'altra delle tante rappresentazioni della metastasi mafiosa all'interno delle istituzioni. Solo chi è senza vergogna sarebbe stato capace di rispondere al nipote di due morti per mafia che la zia (moglie di un ucciso) fa "il casino per i soldi". Mettersi poi una coppola in testa davanti ai parenti di gente ammazzata dalla mafia dicendo "smitizzo i mafiosi", non è nemmeno qualificabile.

Guardate questo Blob realizzato da Benny Calasanzio che ricostruisce dal suo punto di vista la figura, quantomeno ambigua, di Totò Cuffaro.
 
 
 
 

 

 

Se non visualizzate il video embedded, cliccate QUI  


Titolo: "La mafia è bianchissima, ha gli occhiali e bacia tutti".

Durata: 15 min.
Autore: Benny Calasanzio
Genere: Blob

Questo è un blob forte. Forte nel linguaggio, forte nei contenuti, nelle voci e anche nei silenzi. Ho realizzato tutto in due giorni, lavorando senza sosta, come per paura di perdere quella incazzatura che ho dentro e dalla quale ha tratto linfa questo blob. Poi mi sono reso conto che quell’incazzatura non passerà mai, ma esprimerla in maniera artistica fa star meglio. Quindi la considererò come una sorta di psicanalista che tramite questo blob tira fuori la mia parte più intima.
La mafia, argomento principale. Cuffaro, argomento associato. Ho realizzato questo blob con questi contenuti in un momento molto particolare per me e per la mia regione: le elezioni regionali nella mia Sicilia che vedono candidati il meglio e il peggio di essa. Rita Borsellino, senza presentazioni, e il presidente uscente, Totò Cuffaro, impresentabile, indagato per favoreggiamento aggravato alla mafia.
 
E la rabbia nasce dal fatto che è stato rieletto. E da qui dico che i siciliani non hanno capito nulla fino ad adesso. Se me lo permettete dico che non hanno capito un cazzo.
Per quanto riguarda i materiali, ho utilizzato “La mafia è bianca”, documentario che ricostruisce i rapporti tra mafia, sanità e Cuffaro; “I cento passi” film di Giordana sulla vita di Peppino Impastato, giornalista-eroe siciliano ucciso dalla mafia; alcuni fuori onda del giornalista Mosconi, celebre per le sue blasfemie; spezzoni di una mia discussione sulla mafia siciliana registrati in camera mia; spezzoni originali della trasmissione radio Onda Pazza di Peppino Impastato, andati in onda sulla sua radio (Radio Aut).
 
Non so se sarà un blob capito e accettato, ma è davvero una esteriorizzazione di tutto quello che ho dentro.
Bestemmie, come quelle di Mosconi, perché ancora non si riesce a capire dove sta la mafia e dove la giustizia, perché un presidente intercettato a telefono con un mafioso è normale.
 
Emozionante la vera voce di Peppino Impastato, con, sullo sfondo, il faccione da muffin del presidente forse colluso con la mafia. Vedo questo blob come un percorso. Comincia con “Questa è una storia di mafia… c’era un a volta tanto tempo fa” un viaggio, forte, a tratti commovente a tratti vomitevole. Alla fine di questo viaggio pieno di rabbia affiora una speranza in un nome, Rita Borsellino. Borsellino che in Sicilia ricorda tanto. Troppo poco ancora. Rita è una storia lunga appunto, e quindi spero si possa partire, su un ape o su un aereo, per costruire una Sicilia da perderci la testa, da innamorarsi follemente, senza essere traditi. Il mio linguaggio nei miei spezzoni di “intervista”, volutamente forte, quasi volgare, per dare l’idea dell’indignazione che ho dentro, che i siciliani non sono tutti succubi della mafia e della cultura mafiosa e clientelare.
 
“Lei sa troppe cose, anche quelle che non dovrebbe sapere” dice Cuffaro ad un deputato che legge la mozione di sfiducia. Anche io ne so tante visto che mio nonno e mio zio sono state riempiti di piombo per non aver ceduto alla logica mafiosa. Ma voglio dirle, anche attraverso un blob, che mi da la possibilità di esprimere tutto per immagini, per collegamenti, per ironia e per lacrime. Non so se le piacerà, di certo dopo l’esame ne farò una cinquantina di copie e le regalerò ai miei amici giù, non perché penso sia un’opera d’arte, ma perché credo sia venuto fuori il vero me stesso. Questo blob è un’esplosione ripetuta mille volte, in mille piccoli clip, coerenti al loro interno nella loro apparente casualità.

Questo è tutto, o “questo è il giardino” come direbbe Mozzi.
Benny Calasanzio

 
Commenti
Cerca
unreal  - Siciliani...   |81.113.224.xxx |2006-11-17 12:38:53
Da buon Palermitano posso confermare che la causa di questa situazione
quantomeno "imbarazzante" non è dovuta ne a Cuffaro ne al popolo
siciliano ma penso sia da associare alla sinistra siciliana... Dove sono i
politici di sinistra? Che fanno per opporsi a Cuffaro e soci? Orlando dopo la
trombata elettorale di qualche anno fa è appena tornato con qualche locandina
per strada a farsi vedere pronto per le prossime primarie... ma è troppo poco!
Non possiamo permetterci di fare campagna elettorale solo per le elezioni!
Bianco? E anche la stessa Borsellino? (evito di parlare di Capodicasa che mi
viene il vomito)... Che fine hanno fatto? Per vincere le elezioni in Sicilia
serve fare campagna elettorale TUTTO L'ANNO! Per strada... in tv.. ! La vera
colpa di questa situazione è loro! In Sicilia NON ESISTE OPPOSIZIONE ESISTE
SOLO CUFFARO.
Francesco  - l'italia non cambierà mai...   |87.11.239.xxx |2006-11-17 13:25:33
Cirino Pomicino e Vito in Commissione antimafia: protestano Ds e
giovani

Finora sono stati solo i Ds e alcune organizzazioni giovanili a
protestare, ma la nomina nella commissione antimafia di due parlamentari
condannati in via definitiva per vicende di corruzione non può non creare più
di una perplessità. È Gaia Tronfio, vice presidente dell'Associazione degli
studenti napoletani contro la camorra, la prima a insorgere, forse perché
entrambi i protagonisti di questa vicenda sono della sua città. «Lascia non
pochi dubbi la scelta del centrodestra di inserire anche Paolo Cirino Pomicino e
Alfredo Vito nella commissione bicamerale che ha il compito di analizzare i
fenomeni criminali esistenti in Italia» dice la Trunfio, commentando la nomina
dei due esponenti politici, il primo della Dc di Rotondi, il secondo di Forza
Italia. «Pomicino e Vito hanno detto in più occasioni di avere un grande senso
delle istituzioni, ora potrebbero dimostrarlo dimettendosi per non dare adito a
polemiche che danneggerebbero il lavoro della Commissione antimafia», ha
aggiunto la Trunfio sottolineando che «già prima delle nomine da più parti
era arrivato l'appello a non mettere nella Commissione persone che avevano avuto
condanne definitive». Per la Tronfio «quella del centro destra sembra una vera
e propria sfida verso tutti quelli che avevano chiesto di comporre una
commissione antimafia solo ed esclusivamente con persone che non avevano
precedenti penali».

Paolo Cirino Pomicino, già democristiano, più volte
ministro ha due condanne definitive: un anno e otto mesi per una tangente
Enimont, e due mesi, patteggiati, per corruzione nel processo per i fonde neri
dell´Eni. Alfredo Vito, conosciuto anche con il soprannome di «Mr. centomila
preferenze» per la sua straordinaria capacità di attirare voti, è stato
condannato a due anni di reclusione per 22 episodi di corruzione: restituì
anche 5 miliardi di lire.

La Sinistra Giovanile «esprime il suo disappunto
per la scelta del centro-destra di inserire nella Commissione Alfredo Vito e
Cirino Pomicino». «Pur nel rispetto per le forze politiche che rappresentano -
dice in una nota Marianna Bartolazzi, responsabile nazionale legalità e
giustizia - non possiamo non disapprovare una scelta che inserisce parlamentari
con gravi procedimenti penali a carico. Consideriamo sia già abbastanza
imbarazzante la presenza di un consistente numero di parlamentari italiani con
pesanti procedimenti penali a carico, per questo la delicatezza e l' importanza
della funzione della Commissione Antimafia richiedono maggiore responsabilità
politica».

Anche per Lorenzo Diana, responsabile nazionale Lotta alle mafie
della Direzione Nazionale dei Ds è «sconcertante la nomina di Pomicino e
Vito». L´esponente Ds chiede ai partiti che li hanno nominati «di rivedere le
loro indicazioni, prima ancora che i diretti interessati comprendano
l'opportunità, per il bene del Paese, di rinunciare a tale incarico. Peccato
che alcune forze di centrodestra non abbiano colto né l'alto ruolo di un
organismo tanto delicato, né l'importanza dei messaggi che le istituzioni
lanciano ai cittadini e al Paese».

Pubblicato il: 16.11.06 su L'Unità.it
Francesco   |87.11.239.xxx |2006-11-27 16:10:52
Cuffaro e quella coppola esibita in tv «Ne sono fiero, ho sbeffeggiato la
mafia»

di Felice Cavallaro



I suoi avversari la coppola gliel'hanno
spesso insaccata pure nelle vignette per descriverlo come il punto di incrocio
fra mafia e politica. Ma l'altra sera ad Anno Zero l'ha indossata da solo Totò
Cuffaro, mostrandosi come «uomo d' onore» e passando all'attacco con la lupara
dell'ironia puntata contro Michele Santoro, ripetutamente chiamato
«onorevole». Il governatore della Sicilia rieletto a processo in corso ha
tentato di demolire ogni accusa aggirandola con la beffa.

Ma, presidente, lo
show sulla coppola non è irriguardoso per una materia drammatica come quella
della mafia? «Quella è una coppola antimafia. La coppola che smitizza la
mafia. La stessa portata prima di me da Orlando, Caselli, altri. Io l'ho presa
da una cooperativa antimafia di San Giuseppe Jato». Ha letto l'Unità? Marco
Travaglio contrattacca. «Santoro ha tentato di massacrarmi. Aveva organizzato
l'arena? Aveva schierato Tranvaglio con l'arringa pronta». Travaglio,
presidente. «L'ho chiamato Tranvaglio per tutta la trasmissione». Le
rimprovera di avere attaccato i parenti vittima di mafia. «Ho solo riferito che
la prefettura e non la Regione ha revocato i benefici e la condizione di vittima
innocente di mafia alla famiglia del ragazzetto schierato contro di me. E la
ragazzotta islamica, quella bellina...». Presidente! Si chiama Rula Jebreal,
bella e brava. «Si, bella e brava. Fra lei e Santoro scatta la prima trappola
sul negozio di reggicalze dove ho incontrato Aiello (il re della sanità
privata, ndr). Allora ironizzo e aggredisco io. Come per l'insinuazione sullo
stipendio d'oro di un manager della Regione, Felice Crosta». Domanda di
Santoro. «E dico che è facile spiegare come Crosta, avendo chiuso 300
discariche abusive e il resto, venga pagato 410 mila euro l'anno lordi. Mentre
sarebbe difficile spiegare perché Santoro guadagna alla Rai 810 mila euro, la
stessa cifra di 5 presidenti di regione e 40 operai della Fiat». Travaglio le
dà del bugiardo. «Lo sfido a dimostrare il contrario. Dopo la trasmissione ho
anche scoperto la paghetta che Santoro gli passa: poco più di duemila euro».
Un governatore con la coppola per molti resta un' immagine equivoca. «La mafia
va sbeffeggiata per sottolineare quello schifo che è. Bisogna deriderla. Non
poggiarla sul piedistallo». Perché se s' è portato la coppola alla Rai?
«L'ho tirata fuori insieme con il mio libro "No alla mafia", 50
provvedimenti contro Cosa nostra firmati da me». L'hanno querelata due
magistrati, Antonio Ingroia e Gaetano Paci. «La cena fra Ingroia e Aiello non
l' ho inventata io. L'ha raccontata il questore Giacomo Venezia che indica
cinque commensali. Sarà stata una cena fra amici». Paci esclude di aver fatto
campagna per la Borsellino. «Stava in prima fila alla presentazione de "La
mafia è bianca", con i banchetti per la candidatura di Rita Borsellino
fuori e uno striscione per farla votare contro di me». È pronto a nuove
bacchettate di Travaglio? «Lui e Santoro dovrebbero ringraziarmi». Perché?
«Ho portato una trasmissione di lingerie, tranvagliate e colpi di sole al 13,50
di Auditel. Non è molto. Ma più di quel che fanno da soli. Finirò col
chiedere una paghetta. A quello 2 mila euro. A me ne spettano di più».




L'intervista a Totò Cuffaro

Apprendo dall'intervista
rilasciata da Totò Cuffaro a Felice Cavallaro (Corriere, 19 novembre) alcuni
particolari che mi riguardano. Naturalmente falsi, come falsa è la cena tra il
pm Ingroia e Michele Aiello tre giorni prima dell'arresto di quest'ultimo, falsa
è la partecipazione del pm Paci alla campagna elettorale di Rita Borsellino,
falso è lo stipendio di 810 mila euro di Santoro. Sostiene Cuffaro che Santoro
mi «passa» una «paghetta di poco più di 2 mila euro». Spiace deluderlo, ma
nelle prime otto puntate di «Annozero», per mia scelta, ho lavorato gratis.
Per le restanti sei, avrò un gettone di presenza di circa 4500 euro complessivi
netti, che corrispondono a meno di 350 euro per ciascuna delle 14 puntate.
Questo non perché io debba render conto del mio lavoro a un signore imputato
per favoreggiamento alla mafia (e prossimamente denunciato per diffamazioni
plurime), ma solo per la precisione. Ciascuno si difende come crede. Ma è
affascinante raccontare le amicizie mafiose di un governatore e poi sentirsi
rispondere: «Zitto tu che guadagni 2 mila euro». Molto convincente.

Marco
Travaglio
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."