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L'Udeur comprava i voti dalla camorra PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Gianluca Di Feo   
Sabato 17 Luglio 2010 00:00

 Nicola Ferraro, l'uomo di Mastella a Caserta, intercettato mentre acquista dai casalesi interi pacchetti di voti a Scampia. E Clemente lo ringrazierà candidandolo al senato.

Il denaro non puzza e nemmeno i voti. Neanche quelli di Scampia, delle Vele diventate tristemente famose in tutto il mondo dopo "Gomorra" di Roberto Saviano. Eppure Nicola Ferraro, leader casertano dell'Udeur vicinissimo a Clemente Mastella, si mostra interessato ad acquistarli.

I carabinieri intercettano il colloquio tra lui e l'avvocato che difende i Di Lauro, famigerati padrini protagonisti di una faida che ha sconvolto l'Italia. E tratta la compravendita di preferenze in favore del partito che sta per vincere, con il centrosinistra, le elezioni del 2006. L'avvocato Filippo Eboli spiega: "Dei miei clienti che sono dei personaggi che hanno un peso non indifferente...

Se voi volete siccome adesso tutta Secondigliano, Scampia, Vele è cambiato tutto... mi metto a vostra disposizione".

Ferraro afferra al volo la questione: "Qual è il problema". E il penalista prosegue: "All'Udeur vi faccio prendere a Scampia 2000 voti... 3000 voti, tre volte tanto... quattro volte tanto e poi stabilite voi che mi date, hai capito o no?...". E il politico conclude: "Va bene".

Ferraro è parente di Francesco Sandokan Schiavone, ha gestito una discussa società dei rifiuti. Ma Mastella lo candida al Senato, dove è il primo dei non eletti. Il fondatore dell'Udeur ignorava le relazioni del suo protetto? Secondo i pm sapeva. Riportano una telefonata in cui si discute dell'avvertimento mandato a Mastella dal presidente della provincia di Caserta, Sandro De Franciscis: "Quello è un camorrista".

È il capitolo più inquietante del dossier con cui la procura antimafia di Napoli ha fatto arrestare Ferraro, ritenuto al servizio dei casalesi. I magistrati sono convinti che ci sia stata una fuga di notizie sulle indagini in corso. A discuterne nei dettagli sono prima un deputato e un consigliere provinciale, che poi ne parla con un ex vicesindaco, tutti dell'Udeur: "(De Franciscis) mi ha detto che è andato con Mastella al... al Sost. Proc. della Repubblica qui di Caserta... che è suo zio, perché Mastella gli ha chiesto di accompagnarlo per prendere notizie su Nicola (Ferraro)". I pm hanno più elementi e individuano anche la possibile fonte delle notizie riservate, senza però trovare prove.

D'altronde "Clemente è più amico di Nicola". E, come lo stesso Nicola Ferraro spiega, solo a Casal di Principe può garantire 1000-1600 voti. Viene quindi inserito nella lista del Senato, seppure al quinto posto. Una candidatura accolta con freddezza da Nicola Schiavone, figlio di Sandokan e ritenuto il reggente del clan casalese. Lo stesso rampollo a cui, secondo le accuse, Ferraro avrebbe garantito ricchi contratti della Regione Campania, occupandosi direttamente delle pratiche. E un pentito sostiene che il killer Giuseppe Setola "regalò" a Ferraro l'omicidio di Michele Orsi, l'imprenditore delle discariche che stava iniziando a collaborare con i giudici.

 

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