| Alitalia pronta a schiantarsi al suolo |
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| Italia - Italia | |||||
| Scritto da while | |||||
| Lunedì 14 Giugno 2010 00:00 | |||||
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C’era una volta il libero mercato e c’era una volta un governo, che ai quattro venti urlava di essere liberale, ma che sotto sotto non lo era nemmeno lontanamente. C’era una volta una compagnia aerea italiana dilaniata dai debiti. Questa compagnia si chiamava Alitalia ed era stata adocchiata dai francesi di Air France che l’avrebbero voluta comprare, risistemare e risollevare. Ma in quel regno qualsiasi normale logica di mercato veniva incatenata, stuprata e torturata per un ideale più squallido e grande: il potere. In quel regno... dominava un piccolo e buffo omino pluriprescritto che, sotto la falsa motivazione della compagnia di bandiera da salvare, fece l’ennesimo regalo agli squali dell’economia italiana. Fu così che Alitalia, grazie ad un intervento del governo, in barba quindi al libero mercato, fu divisa in due pezzi: bad company (tutti i debiti) e good company (tutti i ricavati). La prima fu accollata allo Stato. La seconda fu regalata ai soliti quaquaraqua mangia soldi, con i più sentiti auguri da parte dei contribuenti. Oggi probabilmente stiamo per arrivare all’epilogo di questa storiaccia all’italiana perché la cordata dei “salvatori della patria” si è sfracellata al suolo.
Sì, avete letto bene: non solo questi signori si sono pappati tutta la good company ma, dopo averla devastata per la seconda volta, hanno ancora il coraggio di chiedere l’intervento governativo per colmare il loro buco pauroso. Dite addio alla compagnia di bandiera, ora Air France potrà papparsi tutta la torta molto più facilmente. La morale è sempre la stessa: meno male che Silvio c’è.
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si vero carla
bella storia
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Vi prego di leggere l'articolo sul ri...