| Lettera al Sindaco di Napoli |
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| Italia - Italia |
| Scritto da Alessandro Iacuelli |
| Martedì 12 Settembre 2006 11:31 |
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Nello scorso numero in edicola della rivista "L'Espresso", abbiamo avuto modo di leggere, con interesse, l'inchiesta "Napoli Perduta", alla quale è stata dedicata anche la copertina della rivista stessa. Non ci ha fatto piacere leggere... il contenuto dell'inchiesta. Non può infatti farci nessun piacere il leggere quanto una città come Napoli, che per numero di abitanti ed estensione urbana è la terza d'Italia, abbia una densità di omicidi ed una compenetrazione di clan camorristici oltre ogni misura. Nonostante tanti sforzi da parte della società civile, ultimo in ordine cronologico l'iniziativa Contracamorra, che si prefigge di dare una risposta al fenomeno del racket, l'inchiesta dell'Espresso evidenzia come tutti questi esperimenti siano sostanzialmente falliti. Analogamente, sono falliti tutti i tentativi di "legalizzazione" della città e della sua economia. Oggi, ci troviamo nella situazione, ben evidenziata dall'inchiesta, in cui la media degli omicidi supera in certe settimane il valore unitario al giorno. Ovvio che, in quanto cittadini, ci aspettavamo una risposta da parte del Sindaco. Risposta che arrivata, e neanche in ritardo, ma con ottima tempistica, sulle colonne del maggiore quotidiano napoletano, Il Mattino, nell'edizione del 9 settembre scorso. Personalmente, ad essere sincero, temevo una risposta delle solite, del tipo "rafforzeremo le misure di sicurezza", risposta che si traduce in una ulteriore militarizzazione del territorio, che serve a dare l'illusione di essere più sicuri ai cittadini che vedono i militari in strada, ma che non risolve il problema: anche con l'emergenza di 10 anni fa, e con l'esercito, nessun clan criminale è stato minimamente scalfito nelle sue attività, nella sua potenza economica. Segno tangibile del fatto che una militarizzazione selvaggia del territorio "tampona" momentaneamente l'escalation militare dei clan, ma non risolve alla radice assolutamente nulla. Fortunatamente, Lei non ci ha dato una risposta di questo tipo. Proprio alla luce dell'inchiesta dell'Espresso, per un attimo, sempre personalmente, ho sperato in una risposta che affrontasse il nocciolo di quello che è un problema sociale e culturale. Provi ad immaginare, Signor Sindaco, quale possa essere stata la mia delusione nel leggere quella che è stata la sua risposta. Provi ad immaginare come non faccia piacere, il leggere il Suo punto di vista, cioè che quella "Napoli perduta", quel cosiddetto "inferno napoletano" raccontato sull'Espresso, sia solo una fissazione di quel giornalista. Mi chiedo come sia possibile, dare una risposta del genere, carissimo Sindaco. Poi, data proprio da Lei, che in passato ha ricoperto la carica di Ministro dell'Interno, per cui ha anche molta esperienza circa la presenza criminale in certe città d'Italia, ed anche esperienza nei meccanismi di contrasto. A questo punto, da normali e comuni cittadini, cosa dobbiamo immaginare, circa il prossimo passo per salvare Napoli? Forse ci dobbiamo aspettare che Lei farà chiudere in una clinica psichiatrica quel giornalista, in quanto affetto da ossessioni che lo portano a vedere una Napoli che non c'è? E come si fa a dire che è una Napoli che non c'è, se solo tra il 2 ed il 6 settembre gli omicidi in città sono stati 6, tra regolamenti tra clan ed aggressioni a scopo di rapina? Vede, Signor Sindaco, non le scrivo tutto questo per "remarle contro". Di me tutto si può dire, tranne che io sia un uomo di destra, o che voglia fare un gioco di tipo elettorale. Se le scrivo in questi termini è perchè non riesco a capire il perchè di una particolare scelta. Non capisco perchè è stata fatta la scelta di dire, anche di fronte all'evidenza contraria, che "tutto va bene", che "non ci sono allarmi", che "non c'è motivo di preoccuparsi", e così via. Un approccio "soft", che non vuole esagerare nell'espandere allarmismi tra la popolazione, d'accordo, ma siamo sicuri che sia una scelta saggia, quando porta a dire cose che non corrispondono al vero? Personalmente, preferirei che un amministratore pubblico dica sempre il vero ai cittadini, e non nasconda i veri dati sulle cose, per non generare allarmismi. Figuriamoci poi quando i veri dati vengono allo scoperto, e sono visibili sotto gli occhi di tutti. Come posso accettare che un amministratore pubblico continui a dire che "Napoli è un'altra", o ancora peggio che, sempre riferendosi all'inchiesta apparsa sull'Espresso, "È il solito strabismo di chi a Napoli vede solo le cose negative e non le cose positive, che pure sono tantissime, anzi di più." Se le cose positive sono di più, Signor Sindaco, ci faccia il piacere di elencarcele, perchè non si vedono bene, e potremmo non notarle. Di sicuro, non mi sembra affatto normale leggere di come va la vita a Napoli e rispondere che è il giornalista che è matto. Almeno questo, per favore, ce lo risparmi. Senza polemica e con profondo rispetto, le porgo i miei più cordiali saluti ed auguri di buon lavoro. Segue la mia firma, con nome per esteso, indirizzo, numero di telefono ed e-mail. Contestualmente, la pubblico anche qui, visto che qualche solerte impiegato comunale potrebbe cestinarla.
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La versione cartacea è stata imbucata alle 8.45 di stamattina, per cui certamente non è ancora stata recapitata.