| Aldrovandi, condannati altri 3 poliziotti |
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| Italia - Italia | |||||
| Scritto da A. M. | |||||
| Domenica 07 Marzo 2010 14:00 | |||||
Hanno cercato di ostacolare le indagini, mettendo in atto comportamenti che avevano lo scopo di aiutare i colleghi. Per il gup Monica Bighetti subito dopo la morte di Federico Aldrovandi, avvenuta il 25 settembre 2005 durante una colluttazione con quattro poliziotti, i funzionari della questura ferrarese Paolo Marino, Marco Pirani e Marcello Bulgarelli hanno cercato di nascondere le responsabilità di Paolo Forlani, Luca Pollastri, Enzo Pontani e Monica Segatto, poi condannati in primo grado a tre anni e sei mesi per omicidio colposo. Si è conclusa con tre condanne la prima parte del processo “Aldrovandi bis” sui depistaggi denunciati dalla procura nel corso delle indagini sulla morte del diciottenne. Il gup Bighetti ha inflitto ieri pomeriggio con rito abbreviato... condanne più lievi rispetto alle richieste del pubblico ministero Nicola Proto ma, come hanno sottolineato le parti civili, «il significato della sentenza resta intatto». Dunque un anno di reclusione per Paolo Marino contro la pena di un anno e quattro mesi chiesta dall’accusa per omissione; dieci mesi a Marcello Bulgarelli per omissione e favoreggiamento: il pm aveva chiesto due anni e mezzo contestando anche la falsa testimonianza (reato poi decaduto);
infine otto mesi a Marco Pirani (unico imputato assente in aula al momento del verdetto) per omissione, contro un anno e sei mesi chiesto dall’accusa.
Due dei tre imputati condannati ieri dovevano rispondere di reati commessi immediatamente dopo la tragedia di via Ippodromo. Paolo Marino, allora dirigente dell’ufficio Volanti, secondo l’accusa non aveva informato in modo corretto il magistrato di turno - il pm Guerra - riferendole di un decesso per malore senza parlare della colluttazione avuta con i colleghi. Le parti civili hanno mostrato in aula alcune fotografie di Federico privo di vita sull’asfalto. «Era tumefatto, c’era sangue e gli mancava una scarpa - ha detto l’avvocato Fabio Anselmo - non era possibile pensare a un malore di fronte a un’immagine del genere».
Marcello Bulgarelli quel giorno era invece responsabile della centrale operativa del 113. A inguaiarlo è stata una telefonata con il collega Luca Casoni, (unico a non scegliere il giudizio abbreviato, sarà processato il 21 aprile) che si era appena portato sul posto.
I due hanno una conversazione telefonica ma quando Bulgarelli chiede al collega spiegazioni su cosa fosse successo, Casoni lo invita a interrompere la registrazione. Per il pm l’interruzione serviva a coprire le responsabilità dei quattro colleghi e il giudice (le motivazioni saranno depositate comunque fra 30 giorni) nella sua condanna ha confermato il favoreggiamento. Marco Pirani, infine, era l’ufficiale di Pg incaricato di svolgere gli accertamenti sulla morte di Federico per conto del pm Guerra. Pirani era accusato di aver omesso di inserire nel fascicolo del pubblico ministero il foglio di servizio relativo alle telefonate arrivate la mattina del 25 settembre al 113. Per la difesa si era trattata di una semplice dimenticanza, per l’accusa c’era stato dolo. Aggiungi questa pagina
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Hanno cercato di ostacolare le indagini, mettendo in atto comportamenti che avevano lo scopo di aiutare i colleghi. Per il gup Monica Bighetti subito dopo la morte di Federico Aldrovandi, avvenuta il 25 settembre 2005 durante una colluttazione con quattro poliziotti, i funzionari della questura ferrarese Paolo Marino, Marco Pirani e Marcello Bulgarelli hanno cercato di nascondere le responsabilità di Paolo Forlani, Luca Pollastri, Enzo Pontani e Monica Segatto, poi condannati in primo grado a tre anni e sei mesi per omicidio colposo. 
e questa sarebbe la padania senza mac...
Vi prego di leggere l'articolo sul ri...
E nessuno ci arriva!!!! Che tristezza...
speriamo che ci siano ancora persone ...