| Gli anonimi sovversivi di Facebook |
|
|
|
| Italia - Italia |
| Scritto da Marco M |
| Martedì 15 Dicembre 2009 00:00 |
|
Stiamo parlando comunque di politici, categoria pesantemente vittima del digital divide, il che da un certo punto di vista è una fortuna: la totale incompetenza in materia rende i loro tentativi spesso inutili e talvolta esilaranti. Nel settore si sta distinguendo Gabriella Carlucci, che da un po' di tempo ha presentato un progetto di legge censoria con cui, tra le altre cose, vuole l'eliminazione dell'anonimato su internet. Nello specifico ieri, poiché Facebook è un sito a prova di imbecille ma non di parlamentare (cit), la Carlucci coglie al balzo la solita tiritera propagandistica anti-internet, tornata in auge in occasione dell'aggressione a Berlusconi, per vergare quanto segue:
"Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. I gruppi nati su Facebook per inneggiare alla vile aggressione, subita ieri a Milano dal Presidente Berlusconi, provano, ancora una volta, che è giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete. Chiedo al Ministro Maroni ed al Ministro Alfano, il quale tempo fa aveva annunciato provvedimenti in tale direzione, di appoggiare la mia proposta di legge anti-anonimato presentata alla Camera dei Deputati qualche mese fa. Un provvedimento che non è contro la rete, non è contro la libertà di espressione, ma contro i criminali che abusano di Internet per infrangere la legge. E’ inconcepibile ed inaccettabile che al gesto incontrollato di un folle sia seguita l’adesione fredda e cosciente di migliaia di persone. I social network non sono più luoghi di incontro e socializzazione virtuale. Si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi delinquenti che, sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione."
Anonimato. Facebook. Già.
|





Non c'è bisogno di scomodare Orwell per capire che i politici, per natura, una ne fanno e cento ne pensano per limitare le libertà dei cittadini. Negli ultimi anni proliferano in tal senso gli attacchi ad internet.