| Saladino connection |
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| Italia - Italia |
| Scritto da Riccardo Bocca |
| Domenica 13 Dicembre 2009 00:00 |
Il big della Compagnia delle Opere accusato da De Magistris chiede il rito abbreviato. A giudicarlo sarà una gip sposata con un imprenditore a lui vicino.Si chiama Abigail Mellace, è nata a Catanzaro il 25 ottobre 1969 e fa il magistrato: membro dell'ufficio gip-gup (giudici sia per le indagini che per le udienze preliminari) nel tribunale della sua città. Per il momento in Italia non si parla ancora di lei, ma il 15 gennaio partirà in Calabria il processo "Why not" per coloro che hanno chiesto il rito abbreviato, e allora il suo nome non girerà soltanto tra avvocati e pubblici ministeri.
Anche perché, in questa vigilia, sta emergendo... un retroscena che la riguarda. Tra i 98 indagati che risponderanno di accuse come associazione a delinquere, truffa aggravata per ottenere erogazioni pubbliche, peculato, corruzione ed estorsione, spicca infatti il nome di Antonio Saladino: l'uomo forte in Calabria della Compagnia delle opere e figura chiave del procedimento, il quale ha chiesto lo scorso 27 ottobre il rito abbreviato, e sulla cui innocenza o colpevolezza si esprimerà appunto il giudice Mellace. Senonché, leggendo il decreto di perquisizione eseguito dalla Procura di Salerno il 2 dicembre 2008 (per valutare la correttezza dei magistrati catanzaresi nell'inchiesta "Why not") si arriva al passaggio dove l'ex titolare dell'indagine, Luigi De Magistris, analizza davanti ai colleghi il materiale sequestrato a Saladino. E consultando questa documentazione (agende, rubriche, biglietti da visita e altro) indica tra «gli atti di interesse investigativo» il «riferimento» all'imprenditore Maurizio Mottola di Amato e alla sua società Impremed srl. Ora: il problema è che Mottola non è un signore qualsiasi, ma è sposato con il giudice Mellace da cui dipende la sentenza su Saladino. E che nel corso di una perquisizione negli uffici di Saladino, avvenuta l'8 febbraio 2007, è stato sequestrato il biglietto da visita di Mottola con i numeri del telefono fisso e di quello cellulare. Quanto di meno opportuno possa capitare per il gup Mellace, che nonostante questo dovrebbe pronunciarsi su un imputato (Saladino) a quanto pare in contatti con il marito. E c'è dell'altro.
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Il big della Compagnia delle Opere accusato da De Magistris chiede il rito abbreviato. A giudicarlo sarà una gip sposata con un imprenditore a lui vicino.