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Fisiognomica di un cittadino antimafia PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Antonio Barbagallo   
Martedì 24 Novembre 2009 00:00

 L’altra mattina sono stato buttato giù dal letto dal suono del campanello del citofono. Pensavo fosse il solito postino con la solita raccomandata da firmare invece mi sento dire: “Signor Barbagallo? Sono il Maresciallo F. dei carabinieri, possiamo salire?”.  ”Prego” rispondo con un rantolo di voce che ricordava più un grugnito che un suono di umana fattura.

Il maresciallo esordisce scusandosi per la visita informale “passavamo di qui così… ha esposto lei il lenzuolo con su scritto <<IO STO CON INGROIA!>>?”, ho risposto affermativo domandando se ci fossero dei problemi in tal senso…. ”Nessun problema – risponde il maresciallo – semplicemente volevamo capire chi avesse scritto questa frase… sa com’è, in una zona come questa di una città come questa… ma vedo che lei è una persona normale, con una casa normale…”.

L’ora della mattina e il tenore surreale della discussione... non mi ha fatto costruire nessuna frase al di fuori di una banale “Accomodatevi, posso offrirvi un caffè?”. Declinando il mio invito, il maresciallo più giovane, sente l’esigenza di sgomberare il campo da un eventuale fraintedimento “Attenzione, anche noi stiamo con Ingroia e con l’antimafia!” (meno male, almeno questi, penso tra me).

Dopo un guardarsi un po’ intorno e qualche altra domanda che poco aveva a che fare con Ingroia e l’Antimafia, i due lasciano il mio appartamento.

Nonostante lo stordimento mattutino, l’impressione avuta dalla visita dei marescialli dell’arma è che – seppur in modo informale – io sia stato “schedato” come una persona non conforme al disinteresse ed alla disinformazione generale. Un cittadino consapevole potrebbe essere, in qualche modo, pericoloso ed meglio capire chi è, dov’è nato, cosa fa, dove lavora, cosa legge, quanto paga d’affitto…

Davvero singolare in un quartiere dove si vive di spaccio di sostanze stupefacenti e dove l’illegalità è sistemica e la legalità rivoluzionaria.

 

Il Popolo delle Agende Rosse