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I soldi veri di Emma Marcegaglia PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Santaruina   
Giovedì 19 Marzo 2009 00:00
 "Su alcuni punti abbiamo visto soldi veri, era quello che ci aspettavamo". Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, giudicando "positivo e costruttivo", l'incontro avuto con il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
[…] "Nei prossimi giorni" il governo stanziera' 1,3 miliardi per un fondo di garanzia a favore delle pmi" ha detto Emma Marcegaglia uscendo da Palazzo Chigi.


La presidentessa di Confindustria Emma Marcegaglia nell’atto di elemosinare contributi governativi per “sostenere” le piccole e medie imprese ha coniato l’espressione “soldi veri”, espressione grottesca e nello stesso tempo emblematica della confusione che regna sovrana nelle menti di coloro che, in teoria, dovrebbero traghettare il paese fuori da questa crisi.
Che sarebbe un po’ come affidare ad una squadra di simpatici elefanti la pulizia di un negozio di ceramiche.
Emma Marcegaglia... ha quindi chiesto al governo “soldi veri”, e pare che il governo abbia alla fine acconsentito alla richiesta della presidentessa, dopo aver superato un momento di incertezza.

Non era infatti ben chiaro ai rappresentanti del governo cosa la presidentessa intendesse realmente, e come volesse essere pagata.
Alcuni sostenevano che probabilmente richiedeva 5 miliardi di euro in banconote di piccolo taglio, da consegnarsi in un luogo sicuro che la Marcegaglia stessa avrebbe comunicato in un secondo momento, ma i più informati hanno fatto notare che nemmeno le banconote sono “soldi veri”, poiché sono semplici pezzi di carta generati e non creati a discrezione da stampanti mistiche.
Pare che si sia anche suggerito di pagare la Marcegaglia con gettoni d’oro, un’idea che però è stata scartata dopo una veloce verifica dei forzieri dello stato.

Comunque siano andate le cose, l’accordo è stato raggiunto, e la presidentessa di Confindustria ha visto i soldi veri, più o meno come il profeta Ezechiele vide i cherubini volteggiare nei cieli.

- Ezechiele: Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente.
- Emma: io invece ho visto i soldi veri
- Ezechiele: adesso però non esagerare

Ammesso che i soldi veri effettivamente esistano, si pone però una ulteriore questione, ancor più grave della precedente: da dove provengono?
Sono sempre più numerosi coloro che si rivolgono al governo affinché stanzi contributi a questo o a quel settore per fronteggiare la crisi.
Tutti coloro che invocano questi contributi hanno una idea molto naif dello stato, quasi fosse un ricco benefattore che mette mano al forziere per aiutare chi è in difficoltà, distribuendo le risorse laggiù dove necessario.
In realtà lo stato non è un ente con soldi propri, ma può al massimo spostare le risorse, togliendole da una parte per assegnarle ad un’altra.

E’ un concetto alquanto banale, eppure la seconda parte dell’equazione, ovvero quella per cui i soldi assegnati a qualcuno sono tolti a qualcun altro, pare sempre sfuggire ai richiedenti.
Paradossalmente, fino a pochi mesi fa quel qualcuno a cui venivano tolti i soldi in preferenza erano proprio le piccole e medie imprese, tra le poche entità nel territorio italico che effettivamente producevano una ricchezza concreta e che potevano quindi essere raschiate, per poter così finanziare le missioni di pace nei vari Inculoailupistan, le auto blu dei parlamentari, gli appalti pubblici truccati e tutte le altre piccole e grandi ruberie che per legge devono essere gestite dai governi.

Ora invece spetta proprio alla energica presidentessa richiedere aiuti per conto di quelle piccole e medie imprese in difficoltà, evento che ci porta a rimpiangere - il che è tutto dire - la voce grossa di un Luca Cordero di Montezemolo, che nelle vesti di predecessore della Marcegaglia non perdeva occasione per intimare ai governi di non interferire con le attività delle imprese.
Ora invece che le cose non vanno molto bene, a quanto pare per Confindustria è bene che il governo interferisca.

E chissà dove si andranno a prendere ora questi soldi veri, con un forziere vuoto, una valanga di debiti e nessun altro osso da raschiare.
 
 
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