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Italia - Italia
Scritto da Maurizio Gasparello   
Lunedì 25 Agosto 2008 01:00

 Mi permetto di aggiungere alcune cose alle considerazioni svolte dell’amico Marco Cedolin in merito al ruolo giocato dalla Lega Nord in occasione dell’approvazione del Trattato di Lisbona e, più in generale, all’interno del sistema politico italiano.

 

Estromesse dal Parlamento le nomenklature nostalgiche della falce e martello (compresa la farisaica variante verde-arcobaleno) a causa della loro doppiezza, inaffidabilità, attaccamento alla cadrega, mancanza di un progetto politico in grado di distaccarsi dal vuoto parolaio tipico della sinistra estrema, la palma dei più grandi ipocriti della politica italiana spetta sicuramente alla Lega Nord.

 

Passati dalle invettive contro “forcolandia” e il “superstato europeo”...

(vedi: da leganord.org e lapadania.com) al totale asservimento alle logiche bipartisan che stanno costruendo un’Europa al servizio di banchieri, tecnocrati e massoni, i leghisti sono talmente spudorati da arrivare a dire, per bocca del loro boss Umberto Bossi, che “se non l’avesse votato la Gran Bretagna (*) sarebbe un trattato morto, ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi” (vedi: qui), come a dire “siamo consapevoli del fatto che il Trattato di Lisbona è una porcata ma, visto che tanto non possiamo farci niente, preferiamo restare allineati e coperti e cercare così di tutelare le nostre poltrone e stipendi da parlamentari”.

 

Spudoratezza che li porta a coprirsi di ridicolo quando, nel patetico tentativo di salvare le apparenze, si ergono a paladini dell’Europa dei Popoli, quegli stessi popoli che pugnalano regolarmente nella schiena tutte le volte che c’è da esprimere un voto in parlamento che riguarda la libertà e l’autodeterminazione dei popoli europei.

 

In questo contesto reazionario e repressivo si colloca la decisione, fortemente voluta anche dalla Lega Nord (Maroni in testa), di militarizzare alcune città italiane, tra cui Torino. Per presidiare pochi ettari di parco in piena città, ossia il mitico “tossic park” sulle sponde della Stura, sono stati infatti inviati nella capitale sabauda ben 80 militari, che presto diventeranno 200, manco si trattasse di controllare la Pineta di Tombolo o la foresta di Sherwood, il tutto con il pretesto d’urgenza dovuto ad una partita di droga tagliata male che, puntuale come una bomba ad orologeria, ha provocato la morte di quattro tossicodipendenti che si servivano abitualmente di merce al Parco Stura pochi giorni dopo l’approvazione, da parte del governo, del piano di militarizzazione del tessuto urbano nazionale. Governo che, per l’occasione, ha dimostrando un inedito e repentino interesse per la salute e l’incolumità dei drogati davvero sorprendente.

 

Gli articoli e i servizi dei media di regime ci informano della grande soddisfazione dimostrata dagli abitanti di Barriera di Milano per l’arrivo dell’esercito al tossic park: quello stesso esercito che, in caso di dimostrazioni da parte degli stessi cittadini qualora dovessero arrivare da Napoli dei rifiuti da buttare nella vicina discarica delle Basse di Stura, o dovessero ribellarsi alla costruzione dell’assurdo raccordo TAV-TAC che finirà per coinvolgere proprio il loro quartiere, potrà reprimere i tumulti secondo le regole d’ingaggio previste proprio dal Trattato di Lisbona (vedi: qui) per il quale la morte, inflitta per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione, non costituisce una violazione del diritto alla vita (art. 2 della “Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)”, al quale il Trattato di Lisbona fa espresso riferimento). I tempi per il ritorno dei cannoni di Bava Beccaris stanno velocemente maturando.

 

Questa è la cifra reale del gioco politico al quale la Lega Nord (venduta da Umberto Bossi con tutte le sue coorti di giannizzeri e nani a Silvio Berlusconi in occasione dell’accordo per le elezioni amministrative regionali del 2000) si presta nel nome dell’ indipendenza dei popoli europei!

 

Concordo pertanto anche io con il sen. Tabladini, che chiuse il suo libro sulla grande illusione che è stata la Lega con un frase terribile e vera: “ Bossi è un uomo fortunato: infatti se ci fossero stati sul serio i millantati 200.000 Bergamaschi in armi, Bossi sarebbe finito sotto un metro di terra, giustiziato come traditore della Padania”, aggiungendo che Bossi e la Lega sono, nella sostanza, anche traditori di tutti i popoli europei.

 

--

* Ricordo che la la Gran Bretagna vota il trattato di Lisbona ma si guarda bene dal mettersi in casa l’Euro…

 

europadeipopoli