| L'Italia è in guerra, ma non ditelo all'elettore |
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| Italia - Italia |
| Scritto da Giorgio Mattiuzzo |
| Venerdì 04 Luglio 2008 00:00 |
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Per esempio, possiamo sentire per la prima volta il Ministro della Difesa dire la verità sull'occupazione militare dell'Afghanistan, cui partecipa l'Italia. «I nostri militari combattono da un anno, ma sui giornali italiani non se ne parlava [...] Il governo Prodi ha tenuto giustamente questa informazione riservata. Lo avrei fatto anch'io al suo posto. Ora però possiamo confermare che i nostri militari hanno partecipato ad azioni anche di combattimento, hanno salvato vite umane di militari appartenenti ad altri contingenti e neutralizzato attentati. Si tratta di compiti pericolosi e ringrazio Dio che non abbiamo subito lutti e sofferenze» La Russa... dà anche spiegazioni:«non è che improvvisamente siamo diventati guerrafondai: è che prima non si diceva» E bravo Ministro, almeno stavolta ha detto le cose come stanno. Peccato che lo scoop non l'abbia fatto lui: è da febbraio che i giornali del resto del mondo ne parlano, mentre in Italia soltanto il sito Peace Reporter ne ha parlato ampiamente, con alcune notizie particolarmente deplorevoli per il nostro Paese, riportate anche qui da questo blog (ma non dalle maggiori testate, né dai maggiori siti, né dai maggiori blog, né dai movimenti per la pace, né da tutti quelli che gridavano “Berlusconi guerrafondaio”). Mentre notiamo con rammarico che anche La Russa puntualmente menziona il morto che non ci è scappato, ma dimentica i morti che abbiamo provocato con le democratiche munizioni di pace. E dire che c'era persino un governatore dell'Afghanistan che chiedeva conto al governo (di sinistra) il perché di quei morti. Ma allora non c'era Berlusconi e le guerre si potevano fare impunemente, e la libertà di informazione era stranamente negletta anche dai più rigidi censori. Evviva La Russa! Magari alla prossima si batte per l'istituzione di un tribunale che giudichi i crimini di guerra e contro la pace commessi dall'Italia. E per finire, un piccolo promemoria, courtesy of Peace Reporter: Tutte le operazioni di guerra cui le forze italiane hanno preso parte dal 2006 a oggi (al primo gennaio 2008). |





E poi dicono che quando c'è Berlusconi non c'è libertà di informazione. Sarà vero, se lo dicono gli intellettuali noi ci crediamo. Ma pare che tutto sommato che ci siano dei lati positivi anche con Silvio al governo.