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| Sinistra che abbaia non morde |
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| Italia - Italia | |||||
| Scritto da Giorgio Mattiuzzo | |||||
| Lunedì 30 Giugno 2008 00:43 | |||||
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Ma a noi la sinistra manca, quando non c'è. E' una questione sentimentale. Non ti puoi affezionare a Calderoli e al suo sguardo appoggiato al doppiomento; non puoi andare dietro ad Fini con la kippà e a Berlusconi con la bandana, contemporaneamente. A chi ha un po' di gusto estetico, la destra non piace. Suvvia, sono belli, ma non ti “prendono”. Sono come i cani di razza, dal pelo lucido e le gambe snelle: li guardi, ma non li ami. A te piacciono i bastardini, col pelo arruffato... i graffi sulle orecchie e la gambina spezzata. Secchi secchi, con la lingua di fuori. Quelli sono i cani per cui ci si può perdutamente innamorare. Eccola allora la sinistra che torna, una volta buttata fuori dal Parlamento. Tornano i giornalisti che si svegliano dal loro torpore e tornano i protestori, quelli che gridano al fascismo e agli attacchi alla Costituzione. Sono teneri questi della sinistra, ma dopo un po' scassano. Anche il più batuffoloso dei cuccioli, dopo che ha abbaiato sei ore, stanca. Abbiamo capito, vi siete sfogati con Berlusconi, però adesso basta. Tanto non siete credibili, quando abbaiate. E' vero, Berlusconi non è esattamente il massimo che ci si possa aspettare da un consesso civile. Uno come lui, in qualsiasi gruppo umano, verrebbe scartato e lasciato ai margini, al massimo gli si pagherebbe da bere per ridere delle sue spacconate. Berlusconi, però, è solo un residuo. E' uno dei tanti residui organici non riciclati della Guerra Fredda. Berlusconi era un ingranggio di quel sistema ufficialmente inesistente che legava servizi stranieri e italiani, mafia, pezzi di Vaticano, massoneria, terroristi rossi, neri e mediorientali in un sodalizio paracriminale volto alla difesa dei propri privilegi contro la popolazione italiana e con la scusa del “comunismo”. Si è costruito un impero edilizio e mediatico, è riuscito a far assimilare ad un gran numero di italiani quella parte di subcultura popolare televisiva già ben funzionante in America ed ha creato un blocco editoriale che sosteneva ideologicamente quel sodalizio paracriminale. Poi però quel sodalizio ha perso la sua ragion d'essere. Il mondo è cambiato, il comunismo non si poteva più usare come scusa ed in fondo l'Italia non aveva più quel ruolo strategico che aveva prima. E così, la rete che sosteneva Berlusconi è venuta meno, e Berlusconi è rimasto senza amici. Anzi, non proprio senza: gli sono rimasti gli amici scomodi, quelli lasciati con le spalle scoperte anche loro, dopo che era finita la pacchia gentilmente fornita dagli amici d'oltre oceano. Berlusconi si è trovato senza protezioni e, quindi, come tutte le puttane che perdono il protettore, anche a lui è toccato di essere pestato per bene. Non che non lo meritasse e non che ci sia stata alcuna congiura contro di lui da parte dei giudici. E' solo che quando qualcuno ha smesso di depistare, di non controllare a dovere e di scrivere le sentenze a tempo di record, il castello è crollato. Un pedone sacrificabile, lasciato al suo destino. Per questo si è messo in politica. Il potere non lo proteggeva più ed era necessario proteggersi da solo. E proteggere i propri amici, che sono una razza particolare di amici, quelli molto incazzosi, secondo i quali non averti rapito trent'anni prima significa che sei loro debitore in eterno. Ovviamente per proteggersi ha dovuto ricrearsi un nuovo giro di amici, ed ecco allora l'allegra banda di cattolici adulteri, di fascisti in visita permanente allo Yad Vashem, di secessionisti che giurano sulla bandiera italiana. Una vera Corte dei Miracoli, dove Silvio IV comanda da vero re. E insieme a questi amici sta brigando per mettersi a posto e per mettere a posto soprattutto i suoi amici incazzosi. Poi, a lui non importano le conseguenze delle sue azioni, come non sono mai importate ai suoi predecessori. Ha portato un branco di affamati al banchetto e questi hanno perso ogni limite e cercano in tutti i modi di placare la loro fame ancestrale. Ed ecco che puntuale scatta il coro della sinistra. Il che, da un punto di vista formale, non è nemmeno del tutto errato. Ma dal punto di vista sostanziale non si tiene in piedi nemmeno con lo sputo. Ricordare i danni che sta facendo la corte di Silvio IV non è necessario. Ma sarà il caso di ricordare ai sinistri cosa è successo quando c'erano loro al potere (e contestualmente ricordar loro che non è più il 1950 e al governo ci sono stati per lunghi anni). Grazie alla sinistra, l'Italia ha ripreso la tradizione delle guerre di aggressione verso Paesi che niente le avevano fatto, sancendo, più o meno legalmente, il diritto dell'Italia a partecipare a crimini di guerra e contro l'umanità ed ha attivamente contribuito alla loro organizzazione e messa in atto. E' grazie alla sinistra che l'Italia può fare questo. E la ex Jugoslavia ancora ringrazia. Così come ringraziano l'Afghanistan e l'Iraq. Se applicassimo i principi stabiliti a Norimberga, i governi D'Alema e Prodi, insieme a Berlusconi, andrebbero giudicati di fronte ad una corte internazionale per reati che prevedono come pena massima l'impiccagione. Grazie alla sinistra, la situazione dei lavoratori italiani è a dir poco alla follia. Certo, Berlusconi può aver dato il colpo di grazia, ma l'impianto legale ed ideologico è stato dato dalla sinistra di governo. Quando parti della popolazione non schierate politicamente si sono battute per vedere i loro diritti salvaguardati dalla violenza di governo, come è accaduto in Val di Susa, in Campania o a Vicenza (tanto per fare degli esempi), la sinistra non ha esitato a calpestare le bocche che parlavano contro il governo. Così come è accaduto nel 2001, quando una manifestazione a Napoli è stata repressa nel sangue e nella violenza organizzata contro i partecipanti; così come è accaduto poco dopo a Genova, dove la polizia e i carabinieri – gestendo l'ordine pubblico allo stesso modo che a Napoli, cioè secondo le direttive del governo di sinistra – hanno rapito decine di manifestanti, ne hanno pestati a sangue centinaia e hanno sparato in faccia ad un ragazzo di vent'anni. La sinistra frigna quando Berlusconi dispone della Rai come meglio crede e ci racconta la storia che prima di Berlusconi la Rai era libera. Mentre Berlusconi fa quello che hanno fatto tutti i governi prima di lui, sinistra compresa, solo che lui lo fa meglio, perché giustamente non capisce per quale motivo, avendo sul piatto una torta intera, dovrebbe lasciarne metà ai suoi avversari. A differenza di Berlusconi, la sinistra non ha mai alzato la voce contro i giudici. Però quando due giudici (De Magistris e Forleo) hanno cominciato ad andare oltre fatti di “banale” corruzione e evasione fiscale ed a toccare persone del governo che non andavano toccate, immediatamente sono stati degradati a portinai del tribunale di qualche paesino di montagna. E non si è alzata voce che fosse una; non si ricordano editoriali indignati, critiche per gli attacchi ai giudici o timori per la democrazia minacciata. Tutto calmo, non un colpo sparato. A differenza di Berlusconi, a sinistra non delinquono, non corrompono nessuno. Ecco, diciamo che lo fanno in misura molto minore e con molto meno clamore. Quando però Andreotti venne proclamato mafioso in nome del popolo italiano da un Tribunale della Repubblica, nessuno ha parlato, se non per fare i complimenti ad Andreotti. Ma paragoniamo le due situazioni. Berlusconi è evidentemente un uomo con “poco” potere: se avesse un potere davvero assoluto, non si scomporrebbe nemmeno di fronte alle accuse della magistratura. Come Andreotti: forse che lui, uomo potente tra i potenti, ha mai temuto qualcosa? No, naturalmente. Quando lo hanno proclamato mafioso, lui è diventato senatore a vita e nessuno ha mai osato ricordargli quella sentenza. Questo è vero potere. Quando De Magistris ha cominciato a vedere “oltre”, nessun primo ministro ha alzato la voce. Sono stati i suoi colleghi, quegli stessi che adesso blaterano di democrazie e costituzioni, a farlo fuori e a metterlo a pulire i cessi. Questo è vero potere. Quindi, sinistra, ti sei lamentata a dovere. Fino a ieri c'eri tu al governo e, oltre a non aver messo a posto tutti i presunti danni procurati da Berlusconi, hai fatto pure tu lo stesso. Ma adesso basta, sul serio. Non ti crede più nessuno, nemmeno quelli che ti hanno votato. Taci, la tua voce ci è di tedio.
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Finalmente l'uomo nero, l'orco delle fiabe è riapparso. Ci mancava un po', diciamo la verità. Quando non c'è lui, manca qualcosa. Per la precisione mancano le critiche dei giornalisti difensori della libertà; mancano i girotondi; manca la satira che attacca il potere; manca Moretti che fa i film; mancano i difensori della democrazia e della Costituzione. Insomma, quando non c'è Berlusconi, manca la sinistra. Che infatti, quando aveva la maggioranza in Parlamento ed era al governo, è sparita per due lunghi anni. Silenzio su tutto il fronte, non un colpo sparato.
eheh dai basta cercare un po su link...
hai ragione...queste piccole giornate...
Guarda che forse i 99 euro erano rife...
Gianni Lannes è da ammirare, ce ne v...
Io prenderei la gente che dice che il...