| Metro C di Roma e Ponte sullo Stretto: mafia in corso |
|
|
|
| Italia - Italia |
| Scritto da Corvacci |
| Giovedì 05 Giugno 2008 00:00 |
|
- Il progetto più grande e costoso, secondo solo al Ponte sullo Stretto di Messina, già preannuncia ritardi. Il gruppo di imprese, che si è aggiudicato l´appalto da circa 3 miliardi di euro, (capofila Astaldi, e insieme Vianini di Caltagirone, Ansaldo, Ccc e Cmb) ha chiesto alla direzione di Roma Metropolitane, la società del Comune che si occupa del trasporto sotterraneo, di consegnare il primo tratto di circa 18 chilometri, da Pantano a San Giovanni (con incluse 20 stazioni in quartieri a massima emergenza traffico come Torrespaccata, Alessandrino e Centocelle), nel 2013. Motivazione: la difficoltà di procedere ad alcuni espropri ed i numerosi ritrovamenti archeologici a S. Giovanni ed in altri tratti. Non dovrebbero subire grandi ritardi gli altri tratti: quelli da Pantano al Parco di Centocelle, fino a piazzale Lodi. Intanto sarebbero già partiti gli accertamenti per verificare le motivazioni della richiesta di proroga. Dura la reazione dell’ ex assessore capitolino ai Trasporti, Mario Di Carlo, che ritiene la proroga inaccettabile. Oltre ad evidenziare come la notizia del ritardo sia uscita subito dopo l’elezione del nuovo sindaco di Roma per un ritorno alla “logica dei cantieri aperti e mai chiusi” (effettivamente fu prerogativa di Rutelli in primis e Veltroni in seconda) sottolinea un altro fatto grave: la velocità dei tempi di consegna sarebbe stato uno dei valori aggiunti nella scelta delle Imprese a cui affidare l’appalto. (ma davvero? Allora avevamo pensato male quando sentimmo puzza di mafia!) “Gli slittamenti dei tempi dei lavori – spiegano le società - sono causati dai ritardi nella pubblicazione di approvazione progetti da parte del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), dall’altra alcune criticità archeologiche”. Ma i romani sembrano rassegnati ai ritardi. - Un po’ di domande: 1) Come mai il Cipe non risponde di un’omissione tanto grave che a nostro avviso sa tanto di combinato pro domo Astaldi, Caltagirone & company? 2) Se ci sono ritrovamenti archeologici perchè non ce lo fanno sapere? Almeno evitiamo che distruggano altre ville romane come fece Rutelli con la Villa di Agrippina. E che non si sapeva che sotto s. Giovanni c’è la Suburra, una città romana nella città antica? Lo sanno i bambini delle elementari. E non si doveva andare al disotto degli scavi romani, come preannunciato con enfasi, utilizzando tecniche innovative come a NewYork dove si sta scavando una nuova metro sotto quella già esistente? Cribbio, si è costruito un sotterraneo sotto il mare (La Manica) e non si è in grado di scavare un sotterraneo sotto Roma antica? Eppoi che devono espropriare? Non certo a privati, semmai a qualche tratto comunale, insomma roba loro. I cittadini romani non sono rassegnati, soprattutto non lo sono i proprietari di negozi che, coperti da un muro gigantesco di lamiera, stanno andando in fallimento. Cosa che accadde anche per le metro precedenti, soprattutto per la via Tuscolana, che rimase ferma per dieci anni, quando a Milano la stessa lunghezza di metro la fecero in tre anni. - Cronaca - Omniroma-METRO C, TAR CONFERMA AGGIUDICAZIONE APPALTO - (OMNIROMA) Roma, 31 mar - Nessun annullamento del bando di gara con cui e’ stata indetta una licitazione privata per l’affidamento lavori linea C metropolitana con automazione integrale su ferro senza macchinista a bordo, nonche’ aggiudicazione e contratto con assegnazione ad Ati capeggiata dalla società mandataria Astaldi spa. Lo ha stabilito il Tar del Lazio.. - Andiamo a guardare la Licitazione Privata: Traduco: io voglio dare l’appalto a “un amico”, faccio un bando a licitazione privata che includa tutte le caratteristiche dell’amico cui voglio appaltare, come fece Veltroni, dichiarando ad es. di quali apparecchiature debba disporre, di quale grandezza i magazzini, o di quanti operai, o di che capitale sociale, o quali manodopera specializzate ecc. Dopodichè decido chi invitare e chi no, evitando chi rischia di essere in regola. E’ logico che la concorrenza venga sbaragliata e che si affidi a una holding capace di dare un monte di mazzette al commissionario. Queste holding si occupano contemporaneamente di tutto, dalle metro allla torre di Pisa, dagli inceneritori ai palazzi, dagli scavi archeologici alle fognature, ai centri commerciali, agli alberghi, ai grandi impianti, ai depuratori, ai teatri e cinema, ai rifiuti, alle notti bianche e nere, insomma, perchè si devono vedere eterni cantieri, ermeticamente chiusi affinchè il pubblico non possa controllare se ci si lavora o meno, dove infatti non lavora mai nessuno? (Non hanno previsto che dagli autobus qualcosa si vede..) Naturalmente le aziende bandite hanno fatto ricorso, ma si sa che il TAR ormai lascia correre molto:
Domanda 4) : perchè non pubblicano mai i requisiti della licitazione privata? Perchè i comuni non ci informano mai di nulla? Domanda 5) : perchè un’associazione temporanea di aziende? Forse per raggiungere i requisiti ad arte irraggiungibili altrimenti? Perchè non appaltare a due o tre aziende del ramo affidando a ognuno una tratta per poter poi fare il confronto? Perchè in questi appalti il confronto non esiste mai? Dulcis in fundo: ma chi è Astaldi? SpA italiana, specializzata in costruzione di opere edili e infrastrutture e quotata in Borsa. Partecipazioni: Il solito casino delle scatole cinesi dove un’azienda ha il pacchetto azionario di un’altra, non arrivi mai ai responsabili, che poi scopri stanno a Lussemburgo, o nella IOR papalina, o in Svizzera. Insomma, che non pagano tasse, e possiedono centinaia di aziende. Una vera holding internazionale che si occupa di tutto, dagli areoporti alle strade, agli stadi, alle finanziarie, agli ospedali ecc. Insomma peggio di Figaro, tutti la vogliono chissà perchè. Consiglio di amministrazione: Domanda 5) : perchè gli appaltati sono sempre gli stessi in Italia? - Al Tar di Roma si discute sul riscorso di Astaldi per il ribasso anomalo di Impregilo nella gara per il Ponte sullo Stretto ma i due gruppi potrebbero allearsi strategicamente per costituire uno dei più grandi poli europei delle costruzioni. Intanto Bruxelles avrebbe aperto un fascicolo sulla partecipazione delle cooperative ‘rosse’ alla gara aggiudicata dalla Stretto di Messina a Impregilo-CMC-Condotte d’Acqua & Soci. (condotte acque = Astaldi) Impregilo, (quella famigerata dei rifiuti a Napoli, per intenderci) general contractor per il Ponte sullo Stretto e il sistema Mose di Venezia (quello che costa tanto e non risolverà un tubo, già si sa) riconosce di non potercela fare da solo e studia un’alleanza strategica con un competitor italiano. La notizia, favorevolmente accolta dagli investitori, è stata rivelata dal ‘Corriere della Sera’, quotidiano su cui esercita un rilevante controllo azionario il gruppo finanziario Gemina, azionista storico di Impregilo. Nell’ultima settimana il titolo azionario è cresciuto del 2,41% e nei prossimi giorni un’azione Impregilo potrebbe sfiorare i 4 euro. A riaccendere gli interessi degli investitori sul titolo Impregilo - nonostante le cattive notizie da Monza dove la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio per falso in bilancio per gli ex amministratori della società - la ventilata candidatura dell’odierno amministratore delegato Alberto Lina nella compagine governativa qualora la coalizione di centro-sinistra dovesse vincere le elezioni di aprile. Fu il governo Prodi a nominare Lina ‘Ad’ del gruppo Finmeccanica che raggruppa le principali aziende italiane del settore militare. Al vaglio di Impregilo un’alleanza con la Società Italiana per Condotte d’Acqua, il terzo gruppo italiano di costruzioni in fatturato, ex IRI, recentemente acquisito dalla S.p.A. Ferfina, holding controllata dalla famiglia Bruno e per un 15% da Efibanca, società della Banca Popolare Italiana impegnatasi nel credito per 250 milioni di euro a favore della stessa Impregilo per la realizzazione del Ponte di Messina. Il vicepresidente della società Duccio Astaldi (chi si rivede!) “Con Impregilo abbiamo alleanze industriali in molti campi ma la famiglia Bruno ha il controllo di Condotte e ha intenzione di mantenerlo”. Qualcuno ipotizza che, accanto alla società guidata da Alberto Lina, potrebbe scendere in campo il gruppo Astaldi di Roma, anch’esso in forte crescita sul mercato azionario. Astaldi sta realizzando in Italia il Nuovo Polo Fieristico di Milano, la tratta ferroviaria ad Alta Velocità Roma-Napoli, il raddoppio della linea ferroviaria Parma-La Spezia e il Nodo Ferroviario di Torino. Astaldi, in consorzio con Pizzarotti e Techint, ha presentato un project financing al Sior (Sistema integrato ospedaliero regionale) formato da 4 aziende sanitarie toscane per la realizzazione del nuovo edificio sanitario nella zona di San Filippo, Lucca (421,9 milioni di euro). La Techint, con Argofin del costruttore Gavio, Autostrade S.p.A. (Benetton) e Investindustrial-Bonomi, fa parte del consorzio IGLI che dal marzo 2005 è divenuto il principale azionista di Impregilo (16,89%). Astaldi è contestata dalle concorrenti, presentato al Tar del Lazio un ricorso per l’anomalo ribasso di Impregilo & soci (il 12,33% rispetto ai 4,43 miliardi indicati come prezzo a base d’asta e l’impegno a realizzare l’opera in 70 mesi e con 243 giorni di anticipo sul previsto). Ma Vuoi vedere che alla fine Astaldi e Impregilo fanno la pace e lavoreranno insieme al Ponte sullo Stretto? Lo scorso anno Astaldi aveva tentato di acquisire il pacchetto di maggioranza di Impregilo, ma l’operazione era sfumata proprio per la scesa in campo della IGLI di Rocca-Gavio-Benetton-Bonomi. Poi alla vigilia della gara per il Ponte, dopo la fuga delle maggiori aziende di costruzioni internazionali, i vertici di Impregilo ed Astaldi avevano tentato un avvicinamento, misteriosamente abortito, per la presentazione di un’unica offerta. I vizi delle coop ‘rosse’: Qualche giorno fa i legali delle due società si sono incontrati davanti al presidente della prima sezione del Tar del Lazio per discutere sulle presunte “anomalie” della gara affidata alla cordata Impregilo. L’udienza però è stata aggiornata al prossimo 8 marzo. Sulla gara del Ponte però, oltre alle inchieste sulle infiltrazioni mafiose ed i presunti “abusi” di alcuni membri della Commissione ministeriale per la valutazione d’impatto ambientale, rischia di abbattersi una nuova tegola. Il WWF avrebbe sollevato il caso della contestuale presenza di due cooperative collegate tra loro (la CCC di Bologna e la CMC di Ravenna) nelle due cordate in gara. Per l’organizzazione ambientalista, ciò avrebbe comportato una distorsione della concorrenza. Il prossimo 14 febbraio verrà infatti aggiudicata la gara per la metro C di Roma, uno degli appalti più rilevanti dell’intero contesto nazionale che, con i suoi 3 miliardi di euro risulta, per entità, secondo solo al Ponte sullo Stretto. Eh si, la mafia dell’edilizia detta legge in Italia, altrimenti si appalterebbe ad aziende diverse, invece, guarda caso, non solo sono sempre le stesse, ma vengono pure indagate, condannate, e non accade mai nulla. Infatti, da: http://www.eddyburg.it/article/articleview/11004/0/287/ - La società di costruzioni Condotte non ha più il certificato antimafia. A darne notizia un comunicato del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che ha “dato disposizioni all’Anas affinché adotti con urgenza tutti i provvedimenti previsti dalla legge relativamente ai rapporti contrattuali in corso con la Società Italiana per Condotte d’Acqua Spa, cui è stata revocata dal Prefetto di Roma la certificazione antimafia”. Interpellata dal Sole 24 ore la società ha annunciato: “Abbiamo provveduto in giornata alla revoca di tutti i contratti in essere e alla comunicazione del provvedimento a Condotte”. Da ieri, quindi, sono bloccati tre lotti della Salerno-Reggio Calabria: le tratte Serre-Mileto da 91 milioni e la Mileto-Rosarno e un maxilotto della Ss Jonica, incerta la sorte dei cantieri: per ora l’Anas ha deciso solo di revocare il contratto con Condotte. Ma il no al certificato antimafia rischia di provocare un effetto domino su moltissime della grandi opere in corso di realizzazione in Italia nelle quali è impegnata Condotte: a cominciare dall’Alta velocità ferroviaria (sia sulla Roma-Napoli che sulla Torino-Novara) passando poi per il Mose di Venezia e alla Nuvola di Fuksas, appalto da 221 milioni vinto da Condotte a dicembre 2007. Per la Nuvola sarebbe il secondo stop dopo il braccio di ferro con la prima impresa, la Dec di Bari che ha bloccato per anni il progetto. Il nulla osta antimafia è richiesto in varie fasi dell’appalto e non solo all’inizio. Serve per ottenere i pagamenti in ogni fase di avanzamento dei lavori. Sorpresa e stupore da parte della società romana. “Siamo attoniti – commenta il vicepresidente di Condotte, Duccio Astaldi – perché completamente all’oscuro di tutto. (ma guarda un po’) Ma và? Nell’edilizia italiana ci sono infiltrazioni mafiose? Incredibile e rassicurante… perchè al contrario pensavamo che le holding fossero mafiose, invece sono solo infiltrazioni? Da: pdf - Baldi Antonio, ha affermato che, prima di ricevere l’invito a partecipare ad una gara per i lavori alla Bussentina, il Ministro Prandini gli aveva detto «tu parteciperai ad una gara con l’Astaldi», facendogli capire che avrebbe dovuto raggrupparsi con detta impresa, e che tale raggruppamento sarebbe stato prescelto. In effetti dopo si incontrò nei corridoi dell’ANAS con l’ingegner Di Paola Vittorio, direttore generale dell’Astaldi, ricevendo Da: http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-notify/2006-June/0606-7b.html - Il ruolo di prestigio di Franco Nobili nel mondo dei grandi costruttori e sancito dalla ininterrotta vicepresidenza dell’IGI, Istituto Grandi Infrastrutture diretto dall’on. Giuseppe Zamberletti, odierno presidente della Società Stretto di Messina. L’IGI è l’Istituto per antonomasia del Ponte: i componenti del consiglio direttivo in carica sono i rappresentanti di quasi tutte le società in corsa per la sua realizzazione. Di più? http://www.cavenit.com/modules.php?name=News&file=article&sid=4137 Ecco a chi si affidano le grandi opere in Italia, Ponte sullo stretto e Metro C di Roma compresi, ormai la mafia è impiantata solidamente, e con la collusione di ambedue i partiti. |




