| Chiaiano. Testimonianze e video |
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| Italia - Italia |
| Scritto da Marco M |
| Domenica 25 Maggio 2008 18:59 |
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Seguono, nell'ordine, il video dell'aggressione della polizia al giornalista del tg3, la sua testimonianza, testimonianze sui ragazzi spinti giù da un muro da poliziotti, la testimonianza di una docente e il video dell'intervista (da non perdere) al prof. Antonio Marfella, tossicologo oncologo dell'Istituto Tumori Pascale di Napoli. Aggiunto alla fine il video della testimonianza di un disabile, anch'egli preso a manganellate. Articolo 21 ha raccolto la testimonianza di Romolo Sticchi, il giornalista del Tg3 colpito ieri durante gli sconti alla discarica di Chiaiano. "Mi trovavo qui in piazza Rosa dei Venti, con la troupe esterna", racconta Sticchi. "Anch'io avevo una telecamera portatile, di proprietà della Rai. Stavamo passando accanto ai furgoni della polizia. Ho iniziato a riprendere gli agenti che affluivano. A quel punto ho visto uno di loro che mi diceva di non riprendere. Ho fatto per chiedergli, perché? Ma si era già avvicinato e mi ha piantato una manganellata sul collo. Mi sono piegato dal dolore e ho fatto per aggrapparmi a qualcosa, ho ricevuto un'altra manganellata al braccio. Lì ho perso il contatto con la telecamerina ed ho ricevuto un'altra manganellata sulla schiena. L'ho visto raccogliere la telecamera e portarsela via. Inutile protestare". "La telecamera, secondo la questura, è andata perduta nella concitazione della piazza", continua Sticchi, spiegando che l'altra telecamera invece "ha ripreso tutto: si vede benissimo l'agente con la telecamerina in mano che si allontana". "Raccontiamo quel che accade in condizioni oggettivamente difficili. Non si possono ammettere intemperanze, da qualunque parte. E' giusto che Ordine, associazioni e la stessa Rai, proprietaria della telecamera - conclude il giornalista del Tg3 - facciano valere i nostri diritti". Nonostante gli sia stato consigliato di "stare sette giorni a casa", Sticchi è rimasto a Chiaiano: "C'é una storia da raccontare". (ANSA). "Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra. Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare. Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia". Elisa Di Guida, docente di Storia e Filosofia - Napoli, ripresa dal blog di Beppe Grillo Intervista al prof. Antonio Marfella, tossicologo oncologo dell'Istituto Tumori Pascale di Napoli: Testimonianza del disabile pestato anch'egli nelle cariche dalla polizia: |




