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| Le mani del Big Brother sui bambini |
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| Big Brother - Big Brother | |||||
| Scritto da Marco M | |||||
| Lunedì 04 Giugno 2007 00:00 | |||||
Quando due poliziotti si sono presentati a casa di Alan Rawlinson a St Helens, Merseyside, in Inghilterra, chiedendo del figlio George di 11 anni (foto a lato, con la madre), il signor Rawlinson pensava fosse successo qualcosa di terribile. Sbalordito, ha pensato ad uno scherzo quando gli è stato detto che l'apparente crimine commesso dal figlio di, giova ripeterlo, 11 anni, era di aver chiamato "gay" un compagno di classe in una e-mail scritta ad un altro compagno."E' ridicolo. Pensavo scherzassero, ma mi hanno detto che la faccenda era seria", racconta il padre. George (ancora: 11 anni) "era terrorizzato e spiegava di aver usato la parola in maniera banale, come a voler dire "stupido", senza neanche sapere cosa sia l'omofobia, ed aveva paura di essere arrestato". L'ispettore Nick Bailey...
ha detto che non verranno presi ulteriori provvedimenti nei confronti di George ma che loro sono obbligati a registrare l'incidente come "crimine" dopo essere stati avvertiti dai genitori dell'altro ragazzino, con tutte le conseguenze del caso. La storia la racconta il Daily Mail, che ricorda come questo sia solo l'ultimo di una serie di incidenti in cui la polizia inglese è stata accusata di maniere forti contro bambini per fatti banali, in un'ottica di controllo esasperato della vita delle persone. Lo scorso ottobre Codie Scott, una bambina di 14 anni, si è rifiutata di fare un lavoro di gruppo a scuola con degli alunni asiatici, spiegando che non parlavano inglese e lei non riusciva a comunicare con loro: è stata arrestata e trattenuta in cella per 4 ore. Le sono state prese le impronte digitali ed il DNA, aggiunti all'immenso database britannico, poi è stata rilasciata. Un ragazzino di 15 anni di Burnley, Lancashire, è stato invece arrestato, sbattuto in cella, portato in tribunale, multato di 100 sterline (150 euro) e registrato nel registro criminale semplicemente per aver tirato una palla di neve su una macchina. Qualche settimana fa, Metro.co.uk ha riportato che tutti i bambini potrebbero subire controlli obbligatori per verificare se sono a rischio di diventare criminali, secondo nuovi piani annunciati dal Primo Ministro. Blair, come regalino al paese prima delle dimissioni, ha anche annunciato dei piani per espandere ulteriormente il database del DNA per includervi “tutti i sospetti che siano venuti in contatto con la polizia.” Dall'altra parte dell'oceano, in Florida, arrestata, ammanettata e portata via dalla polizia una bambina alla Avon Elementary School, con l'accusa di aver reagito dimenandosi "violentemente" ai richiami della maestra. La bambina (foto accanto) ha 6 anni.Ma il capo della polizia Frank Mercurio si difende così: "Pensate che sia il primo bambino di 6 anni che arrestiamo? Non li puoi ammanettare ai polsi perchè sono troppo piccoli, così li devi ammanettare ai bicipiti". "Credetemi quando ve lo dico, un bambino di 6 anni vi può fare male proprio come ogni altra persona". Alla bambina sono poi state prese le impronte digitali e una foto segnaletica. "Sono le normali procedure per chi viene arrestato," ha spiegato Mercurio. L'arresto di questa bambina fa parte di una assurda tendenza a criminalizzare bambini molto piccoli che si è diffusa in molti distretti scolastici e nelle forze dell'ordine in tutti gli Stati Uniti. La larga maggioranza di questi giovani sono neri. A Baltimora lo scorso mese la polizia ha arrestato, ammanettato e portato via un bambino nero di 7 anni perchè si diceva stesse andando sul marciapiede con una bicicletta con le ruote sporche. Il giovane fu rilasciato ed il sindaco, Sheila Dixon, si è scusata per l'incidente, dicendo che l'arresto fu inappropriato. Una volta che adotti la mentalità che le normali marachelle dell'infanzia sono dei comportamenti criminali, è facile iniziare a vedere i bambini piccoli come qualcosa di mostruoso. Una ragazzina di tredici anni, Chelsea Fraser, è stata arrestata alla Dyker Heights Intermediate School il 30 marzo insieme ad altri tre studenti maschi. Dice che le hanno svuotato il portafogli e fatto togliere la cintura. E' stata poi ammanettata e portata fuori dalla scuola davanti ai suoi compagni di classe e piazzata sul retro della macchina della polizia. Il reato? Aver scritto "OK" sul banco.
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Quando due poliziotti si sono presentati a casa di Alan Rawlinson a St Helens, Merseyside, in Inghilterra, chiedendo del figlio George di 11 anni (foto a lato, con la madre), il signor Rawlinson pensava fosse successo qualcosa di terribile. Sbalordito, ha pensato ad uno scherzo quando gli è stato detto che l'apparente crimine commesso dal figlio di, giova ripeterlo, 11 anni, era di aver chiamato "gay" un compagno di classe in una e-mail scritta ad un altro compagno.
Dall'altra parte dell'oceano, in Florida,
eheh dai basta cercare un po su link...
hai ragione...queste piccole giornate...
Guarda che forse i 99 euro erano rife...
Gianni Lannes è da ammirare, ce ne v...
Io prenderei la gente che dice che il...