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Il paradiso tra le fiamme PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Naomi Klein   
Lunedì 26 Novembre 2007 17:41
Ero solita preoccuparmi che gli Stati Uniti fossero in balia di estremisti che credessero sinceramente che stesse arrivando l'Apocalisse e che sia essi sia i loro amici sarebbero stati aerotrasportati verso l'incolumità celestiale. Poi ho riflettuto. Il Paese è in verità in balia di estremisti che sono decisi a mettere in atto il climax biblico - la salvezza dei prescelti e l'incendio delle masse - ma senza alcun intervento divino. Il paradiso può attendere. Grazie al fiorente business dei servizi anticalamità privatizzati in rapida espansione, stiamo vivendo l'Estasi proprio qui sulla terra.

Basta osservare cosa sta accadendo nel sud della California. Proprio mentre incendi indomabili divoravano intere zone della regione, alcune case nel cuore dell'inferno sono rimaste indenni, quasi fossero state salvate da un potere superiore. Ma non è stata la mano di Dio; in alcuni casi... 
è stato l'operato dei sistemi Firebreak Spray. Firebreak è un servizio speciale offerto ai clienti del gigante assicurativo American International Group, ma solo a quei clienti che si dà il caso abitino nelle zone i cui codici di avviamento postale corrispondono ai quartieri più abbienti degli Stati Uniti.

I membri appartenenti al Gruppo Clienti Privati della società pagano una media di 19 mila dollari per avere la propria casa spruzzata con sostanze ignifughe. Durante gli incendi di questi giorni, le unità mobili viaggiavano a tutta velocità su autocarri rossi e estinguevano gli incendi che aveano colpito le case dei loro clienti.

Un assicurato ha descritto un quadro da Apocalisse contemporanea. "Immaginate la scena. Vi trovate nel bel mezzo di un incendio indomabile. Fumo e fiamme ovunque. Pennacchi di fumo sopra le colline", ha raccontato l'uomo al 'Los Angeles Times', "ed ecco arrivare una coppia di ragazzi a bordo di quella che sembra essere un autopompa dei vigili del fuoco. Due vigili del fuoco privati esperti e addestrati per domare incendi che sono qui appositamente per proteggere la tua casa". 

E soltanto la tua casa. "Ci sono stati alcuni casi", ha raccontato un pompiere a 'Bloomberg News', "in cui mentre stavamo cercando di domare le fiamme di una casa, quella immediatamente vicina andava distrutta".

Con i corpi pubblici dei vigili del fuoco tagliati all'osso, i giorni della cosiddetta Risposta Rapida sono ormai solo un lontano ricordo; erano i tempi in cui tutti avevano diritto a eguale protezione. Ora, gli intensi e crescenti disastri naturali incontreranno un nuovo modello di risposta: il Paradiso Rapido.

L'anno scorso, durante la stagione degli uragani, ai proprietari di immobili in Florida è stata offerta, in modo del tutto analogo, una salvezza a caro prezzo dalla HelpJet, un'agenzia di viaggi lanciata con la promessa di trasformare "un'evacuazione da uragano in una vacanza da jet-set". Versando una quota annuale, un concierge della società si occupa di tutto: trasporto in aeroporto, viaggio di lusso, prenotazioni in località turistiche a cinque stelle. Soprattutto, HelpJet è una via di fuga dagli insuccessi e dai fallimenti governativi venuti fuori durante Katrina: "Niente file, niente scocciature, niente folla, solo un'esperienza di prima classe".

HelpJet non sarà più la sola a offrire questo tipo di servizi: altre e ben più importanti società stanno per entrare a fare parte del gioco.

Nel Michigan del nord, nella stessa settimana in cui in California divampavamo le fiamme, la comunità rurale di Pellston si trovava in balia di un intenso dibattito pubblico. Il villaggio sta per diventare il quartier generale del primo centro nazionale di assistenza disastri totalmente privatizzato. Il piano è frutto dell'ingegno di Sovereign Deed, una piccola società appena avviata che ha legami con l'azienda mercenaria Triple Canopy. Come HelpJet, Sovereign Deed funziona attraverso "quote associative tipo country-club", come dice il vice presidente della società, il generale di brigata in pensione Richard Mills.

In cambio di una quota una tantum di 50 mila dollari, seguita da contributi annuali di 15 mila dollari, gli associati ricevono "servizi di assistenza alle catastrofi a copertura globale nel caso la loro città dovesse essere colpita da un disastro provocato dall'uomo che possa causare severe minacce alla salute pubblica e/o al benessere pubblico" (vale a dire un attacco terroristico), da un'epidemia o da una calamità naturale. La quota associativa di base include l'accesso a farmaci, acqua e cibo, mentre coloro che pagano per "servizi premium di ordine superiore" avranno diritto a missioni di salvataggio Vip.

Come molte società private di assistenza disastri, Sovereign Deed sta vendendo la fuga dai cambiamenti climatici e dai fallimenti dello Stato, pubblicizzando il nulla osta di sicurezza e gli agganci che i suoi dirigenti hanno accumulato negli anni durante i quali hanno lavorato per lo stato. L'ex generale Mills, parlando di recente a Pellston, ha spiegato: "La realtà di Fema, la protezione civile Usa, è che non ha infrastrutture e gran parte della nostra Guardia Nazionale si trova altrove". Sovereign Deed invece sostiene di avere "accordi speciali e accesso diretto a vari centri di informazione nazionali e internazionali. Tali accordi di proprietà riservata permettono ai nostri centri operativi di emergenza di dare ai nostri Soci quel vantaggio iniziale in tempi di crisi".

In questa versione laica di Paradiso Rapido, la mano di Dio non è necessaria. Quando si hanno a disposizione ex agenti della Cia e delle Forze Speciali in pensione che mettono al sicuro i prescelti, non c'è bisogno di pregare, ma solo di pagare. E che bisogno c'è ormai di una Nuova Gerusalemme quando si può avere la cittadina di Pellston, con i suoi flessibili politici locali e il suo aeroporto regionale ultra moderno?

Sovereign Deed potrebbe trovarsi presto a competere con Blackwater Usa, il cui amministratore delegato Erik Prince ha scritto di recente circa la sua intenzione di offrire servizi "a tutto campo" che includono aiuti umanitari in tempi di disastri e calamità. Quando sono scoppiati gli incendi nella contea di San Diego, vicino al luogo candidato a diventare la sede occidentale della controversa Blackwater, la società ha subito colto l'occasione per portare avanti la sua tesi. Blackwater avrebbe potuto essere il "centro operativo tattico per gli incendi della contea orientale", ha dichiarato il vice presidente Brian Bonfiglio: "Riuscite a immaginare che benefici si sarebbero potuti trarre se fossimo stati già operativi?".

Per valorizzare le proprie capacità, Blackwater ha distribuito cibo e coperte alla gente di Potrero in California, che ne aveva disperato bisogno. "Si tratta di qualcosa che abbiamo sempre fatto", ha spiegato Bonfiglio: "Questo è ciò che facciamo". Di fatto, ciò che fa la Blackwater, come hanno dolorosamente imparato gli iracheni, non è proteggere intere comunità o Paesi, bensì "proteggere gli eletti", intendendo per eletti chiunque paghi la Blackwater per le sue armi e la sua attrezzatura. La stessa logica del paga-per-essere-salvato governa questo intero nuovo settore di gestione disastri stile country club.


C'è ovviamente un altro principio che potrebbe guidare le nostre risposte collettive in un mondo incline ai disastri e alle calamità: la semplice convinzione che tutte le vite hanno eguale valore. Per chiunque di voi ancora crede in questa folle idea, è giunta l'ora di proteggerla.

traduzione di Rosalba Fruscalzo 
L'Espresso del 17 novembre 2007 



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