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Oaxaca resiste PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Antonio Pagliula-Gennaro Carotenuto-Marco M   
Lunedì 06 Novembre 2006 17:39
Migliaia di persone hanno marciato pacificamente ieri (5nov) ad Oaxaca per chiedere la rinuncia all’incarico al governatore statale Ulises Ruiz. Ad una settimana dall’intervento della polizia federale l’ennesima dimostrazione della APPO, guardate le foto.
oaxaca1La marcia pacifica dell’Assemblea Popolare di Oaxaca (APPO - Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca) formata da migliaia di manifestanti ha percorso ieri le strade della città di Oaxaca sino a raggiungere lo Zocalo, la piazza principale, continuando a chiedere l’uscita di scena del governatore Ulises Ruiz. Questo fiume di persone, per evitare ennesimi scontri con la polizia federale che presidia la città da una settimana, ha dovuto modificare il suo percorso, evitando così i presidi della PFP (Policía Federal Preventiva).


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Le proteste ad Oaxaca iniziarono nel maggio scorso con gli scioperi degli insegnanti che chiedevano un miglioramento delle condizioni lavorative. Queste proteste però col tempo hanno radunato anche altri gruppi come studenti, gruppi indigeni, movimenti di sinistra e di contadini, sindacati ed associazioni, tutti uniti nel chiedere le dimissioni del governatore accusato di malgoverno e corruzione.


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Da maggio quindi la città è diventata il simbolo della protesta messicana, anche e soprattutto dopo le elezioni presidenziali di luglio. Oaxaca è uno degli stati più poveri messicani, di popolazione a maggioranza indigena in continua lotta con la povertà e con la mancanza di opportunità. La principale fonte di introiti era il turismo che però ora ai minimi storici a causa dei blocchi di protesta.

oaxaca4Il 29 ottobre Vicente Fox, presidente messicano in carica sino al 1° dicembre, ha ordinato l’intervento delle forze dell’ordine capeggiati dalla polizia federale in assetto antisommossa per cercare di mettere fine alle proteste e ai blocchi che paralizzano la città. Si è trattata di una vera e propria soppressione delle forme di protesta da parte dell’esercito, mentre i media parlavano di scontri tra protestanti e polizia in realtà erano per lo più cariche della polizia contro i manifestanti per lo più disarmati e in tutti i casi pacifici (da maggio si contano circa 12 vittime a Oaxaca dovute agli scontri).

A dimostrazione di ciò la manifestazione di ieri, senza nessun tipo di scontro e anzi caratterizzata dalla decisione dei manifestanti stessi di evitare i blocchi di polizia distribuiti per la città. Le foto sono abbastanza esplicative.
 
 

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Eccoli i "facinorosi" di Oaxaca, come li descrive La Repubblica nell'ennesima campagna d'odio antilatinoamericana del quotidiano romano. Decine di migliaia di maestri, studenti, lavoratori pacifici che chiedono, loro sì, il ristabilimento dello stato di diritto e le dimissioni del governatore Ulises Rúiz.
 
Oaxaca resiste!
 
 
 
E adesso, dov'è La Repubblica?? Dove sono i nostri cari giornalisti disinformatori? A nascondersi dalla vergogna? In questo caso sarebbe quantomeno un'apprezzabile presa di coscienza alla quale farebbero seguito pubbliche scuse, quindi ne dubito fortemente. Marco M.