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Pericolo elezioni venezuelane PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Antonio Pagliula - VeroSudamerica   
Venerdì 20 Ottobre 2006 21:43
 Dubbi, riflessioni e paure sulle prossime elezioni in Venezuela.
In seguito al dibattito con Alan Woods sul Venezuela a Milano, di cui riporterò a giorni l’intero contenuto, molti sono stati gli spunti di riflessione. In particolare sono rimasto colpito da una domanda rivolta ad Alan Woods a fine incontro da un gruppo di cittadini venezuelani che avevano assistito all’incontro. ¿”Y si Rosales desaparece”? (Cosa succederebbe in caso di scomparsa di Rosales?) - Hanno chiesto ad Alan Woods. 

Forse per problemi di tempo (era già tardi e dovavamo abbandonare la sede del dibattito) Alan non ha interpretato correttamente credo il senso della domanda. Io ho invece approfondito la discussione con loro perché credo sia d’importanza assoluta. La loro domanda si riferiva a Rosales, ossia il candidato che si sta presentando come alternativa a Chàvez nelle prossime elezioni di dicembre.

Ho voluto continuare a chiedere bene cosa sapessero, anche perché solo pochi giorni fa avevo letto un interessantissimo articolo di Gennaro Carotenuto a riguardo (America Latina, arriva la mano pesante delle destre). Riporto alcune frasi dell’articolo:

Secondo tutti i calcoli e i sondaggi indipendenti –ci rivela il Ministro della Cultura venezuelano, Francisco Sesto- il candidato dell’opposizione unita, Manuel Rosales, può al massimo aspirare alla metà dei voti sui quali conta Chávez. Rosales può arrivare ad un terzo dei voti, forse qualche punto in più, ma ha già perso. E a cosa serve un candidato perdente alle destre venezuelane e a quelle forze, Stati Uniti e Fondo Monetario Internazionale in testa, che con quelle destre ordirono il colpo di stato dell’11 aprile 2002? In America Latina può essere utile a molte cose. Fu utilissimo, per esempio, Luís Donaldo Colosio, il candidato perdente del PRI messicano, assassinato dai suoi a Tijuana nel 1994 e che lasciò il posto ad Ernesto Zedillo, che riuscì alla fine ad evitare l’arrivo alla Presidenza del candidato di sinistra, Cuauhtémoc Cárdenas.

Più che un Rosales vivo e straperdente contro Chávez, segnalano da settimane molteplici fonti riservate, potrebbe essere un Rosales morto ammazzato –magari dopo sondaggi fittizi che gli diano speranze di vittoria- il cavallo ideale per debilitare Chávez e per lanciare una campagna mondiale che lo accomuni definitivamente ai paria del mondo e apra le porte a una balcanizzazione del Venezuela con l’aiuto colombiano”.

Logicamente la domanda di questo gruppo venezuelano mi ha subito riportato alla mente le parole di Gennaro, e quindi sono voluto andare più a fondo possibile con loro per capire realmente quale sia il pericolo. Tra questo gruppo una donna in particolare ha richiamato la mia attenzione. Lei era di ritorno da qualche giorno proprio da Caracas e ha voluto spiegarmi su cosa fossero basate le sue paure.

A Caracas pare stia circolando “en los barrios” (tra i quartieri) la voce su un’eventuale scomparsa improvvisa del candidato delle destre Rosales. Un candidato perdente in partenza e di cui molti, compreso lo stesso Alan Woods, hanno previsto un ritiro prima del 3 dicembre per evitare una pesante sconfitta alle urne. La signora venezuelana affermava che sono troppi i soldi e gli investimenti che la destra venezuelana sta spendendo per la campagna elettorale di Rosales. “Non è normale un tale investimento e tante energie spese per un risultato delle urne che sembra scontato a tutti”, sono state le sue parole. Il timore di molti venezuelani è proprio questo.

Si teme che a giorni Rosales scompaia nel vuoto, per far parlare di sequestro o omicidio ordinato da Chàvez con lo scopo esclusivo di annullare le elezioni e destabilizzare lo stesso Chàvez. A riguardo circolano già da inizio settembre le parole dello stesso Rosales: “Si me matan, es por una orden de Chàvez” (se verrò ucciso sarà per ordine esclusivo di Chàvez). I dubbi della popolazione venezuelana e non solo cominciano veramente a farsi consistenti.

Si sa che Chàvez non avrebbe il minimo interesse a far fuori Rosales perché non c’è nessun dubbio sulla sua vittoria alle urne. E allora chi vorrebbe la morte/scomparsa di Rosales? La stessa destra venezuelana forse, che tanto sta spendendo per una campagna elettorale ripeto inutile, e logicamente enormi sono poi anche gli interessi nordamericani. Non so se si è notato ma, infatti, si è registrato da un po’ un netto cambiamento d’atteggiamento da parte degli Stati Uniti rispetto ai cambiamenti in corso nel loro cortile di casa, il sudamerica. Se pareva che si stessero solo limitando a screditare Chàvez, Morales e gli altri leader di sinistra, anche con l’aiuto della stampa “libera”, ora già da luglio, in coincidenza con i brogli elettorali in Messico, sembra esserci un netto cambio d’atteggiamento. Si è passato dalle parole ai fatti.

Appoggio ai brogli in Messico ed Ecuador (forse anche Brasile e Perù), ricorso a tutti i mezzi possibili per impedire l’ingresso del Venezuela tra i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed anche l’appoggio molto probabile della CIA al golpe, in fase di preparazione avanzata, ai danni di Morales in Bolivia. L’intervento per cambiare l’esito delle libere elezioni venezuelane sarebbe solo la ciliegina sulla torta per riportare sui binari “giusti” la politica sociale ed economica sudamericana.

Ho scritto quest’articolo perché la paura che ho visto in quel gruppetto di venezuelani era tanta, erano sicuri dell’annullamento delle prossime elezioni e mi hanno pregato di riportare il contenuto della nostra discussione. Potrebbero solo essere sospetti senza fondamento, ma questa voce comincia ad essere troppo insistente. Meglio mettere in guardia tutti anche perché sappiamo benissimo che, pur di scalzare Chàvez dal potere, Bush e compagnia non si farebbero scrupoli di nessun tipo.

VeroSudamerica  

Commenti
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Marco M   |87.3.29.xxx |2006-10-20 23:42:31
Come ti ho anche scritto di là, avevo letto anch'io l'articolo di Carotenuto
con apprensione, adesso che ti sei ritrovato a sentirne parlare da cittadini
venezuelani la faccenda diventa ancora più preoccupante.
Comunque nessuna
persona di minima intelligenza e minimamente informata potrebbe cascarci in un
giochetto del genere: il problema è che la quasi totalità delle persone
preferisce fare a meno dell'uso dell'intelligenza ed ha un livello di
informazione da parte dei media pari a zero (in Italia anche sotto zero).
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