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"Usa, cosa stiamo diventando?" PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Marco M   
Mercoledì 18 Ottobre 2006 00:58
BushE' la domanda che alla CNN, commentando questa legge sulle torture, i poteri ancora maggiori al Presidente, la cancellazione dell'Habeas Corpus, dei più elementari diritti civili e della Convenzione di Ginevra e la immunità retroattiva per i crimini di guerra del Presidente, si sono posti: "Cosa stiamo diventando?".
Seguono l'amara reazione di Stephanie Westbrook, Statunitensi per la pace e la giustizia, ed un imperdibile video.
 
Per noi cittadini statunitensi, il giorno 17 ottobre 2006 verrà ricordato come un giorno nero nella storia del nostro paese, il giorno in cui il presidente George W. Bush ha firmato il Military Commissions Act of 2006.

 

Questa nuova legge, autorizzata dal Congresso (altro giorno nero...), conferisce poteri senza precedenti al presidente per imprigionare chiunque egli dovesse ritenere un "combattente nemico illegale" e processarlo attraverso commissioni militari.


In conseguenza di questa legge, ci si chiede se il Ministero degli Esteri italiano ha in programma di diramare un avviso per i cittadini italiani che intendono recarsi negli Stati Uniti.

Tale avviso dovrebbe spiegare che la nuova legge lascia al presidente decidere, secondo una definizione vaga ed ambigua, chi è un "combattente nemico illegale". Questa definizione comprende non solo chi si è impegnato in atti ostili contro gli Stati Uniti o i suoi co-belligeranti, ma anche chi intenzionalmente e materialmente sostiene tali ostilità. Le prove al riguardo non devono essere rese pubbliche.

L’avviso dovrebbe sottolineare che i cittadini non statunitensi definiti come "combattenti nemici illegali" potrebbero essere arrestati, anche senza capi d’accusa, e imprigionati a tempo indeterminato. La nuova legge, infatti, elimina il diritto all’habeas corpus, ossia il diritto di contestare i motivi della propria detenzione davanti a un tribunale civile.

Secondo i termini di questa legge, se e quando il detenuto viene processato ciò sarà attraverso una commissione militare istituita dal Ministro della Difesa o da altro ufficiale militare e sarà composta di giudici e avvocati militari. Il detenuto non godrà delle protezioni legali riconosciute come fondamentali nei paesi civili. Può non essere informato delle prove contro di sé e sono ammissibili anche le prove ottenute con metodi ritenuti equivalenti alla tortura. Le "tecniche di interrogatorio" applicabili verranno decise da Bush e non saranno rese pubbliche. Inoltre, la possibilità di ricorrere in appello è stata quasi del tutto eliminata, e gli appelli che si basano sulle Convenzioni di Ginevra verranno respinti.

Infine, l’avviso dovrebbe ricordare ai viaggiatori che nel gennaio del 2006 la Kellogg, Brown & Root, filiale del gruppo Halliburton, ha vinto un contratto per 385 milioni di dollari per costruire negli Stati Uniti centri di detenzione, le cui località non sono state rivelate, da utilizzare, come si legge in un comunicato stampa della KBR, per "lo sviluppo rapido di nuovi programmi".
 
 
di Stephanie Westbrook, visto su bellaciao.org
 
 
Da luogocomune, vi presentiamo un estratto della trasmissione "Countdown" andata in onda sulla rete Statunitense MSNBC il 10 Ottobre, in cui il conduttore Keith Olbermann ha fatto un'eccellente analisi, tagliente ed ironica, delle implicazioni del Military Commission's Act di recente approvazione al Congresso.

 



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Commenti
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unreal   |81.113.224.xxx |2006-10-18 07:56:09
Quasi quasi mi verrebbe di prestare Berlusca agli americani... che nonostante
non sia un granchè quantomeno non fa di ste cose.... bhà.
Spero gli americani
riescano a capire e ribellarsi... manca poco alle elezioni!
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