| Novità made in USA: muri di frontiera e torture legalizzate |
|
|
|
| Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale | |||||
| Scritto da Antonio Pagliula - VeroSudamerica | |||||
| Mercoledì 04 Ottobre 2006 09:48 | |||||
Sarà questa la nuova frontiera della democrazia? In pochi giorni negli Stati Uniti d’America, ossia il paese più democratico del mondo, sono state varate due nuove leggi: la prima prevede la costruzione di un muro sulla frontiera con il Messico come soluzione del problema dell’immigrazione clandestina; la seconda, ancora più sconvolgente, fornisce di fatto il via libera alla Casa Bianca a continuare nella disastrosa politica delle torture contro prigionieri di guerra. Continuare a definire gli Stati Uniti come modello di democrazia credo sia ormai sempre più improponibile. Da un po’ di anni Noam Chomsky, forse il più grande intellettuale americano in vita, definisce gli Stati Uniti uno “stato fallito, con istituzioni democratiche che funzionano a malapena”. Se ce ne fosse stato ancora bisogno l’ultima settimana ha solo spazzato via gli ultimi dubbi a riguardo. A distanza di pochi giorni una dall’altra, sono state varate due leggi che convertono di diritto gli Usa in una delle peggiori repubbliche delle banane. Analizziamo nel dettaglio questi provvedimenti.
La prima legge rientra nel piano di riforma integrale delle leggi migratorie statunitensi. A grande maggioranza è stato approvato il documento che prevede la costruzione di un muro di frontiera tra Usa e Messico. Il muro, che verrà a costare circa 6000 milioni di dollari, fa parte del piano di sicurezza interna 2007 (DHS) e ha lo scopo di rafforzare il controllo operativo su tutta la linea di frontiera (circa 3200 km). Ad integrare il muro ci sarà non solo l’utilizzo della polizia di frontiera ma anche quello di nuove tecnologie che includono satelliti, telecamere e addirittura aerei senza pilota. Mi sembra quasi inutile definire quest’iniziativa inadeguata al fine di risolvere il problema dell’immigrazione che ha radici in questioni sociali ed economiche ben più profonde. Il muro non fa altro che rendere solo ancora più pericolosi e violenti i tentativi, che ritengo non diminuiranno, di passaggio illegale di frontiera (consiglio di leggere per farsene una idea il racconto "Los Angeles – Oaxaca, viaggio senza ritorno"). Forse però ci sono aspetti anche peggiori in questa storia, si parla infatti della legge come di un "trucco" politico dei repubblicani in vista delle elezioni di novembre e questo dovrebbe farci riflettere anche di più. Pare, anzi è certo, che la lotta all’immigrazione illegale è uno dei temi principali della campagna elettorale. Bene, il congresso repubblicano sembra disposto e pronto a votare qualsiasi legge solo per cavalcare l'odio benpensante di una silenziosa maggioranza di popolazione per assicurarsi una vittoria ai seggi. Non solo anche alcuni congressisti democratici hanno ben pensato di votare a favore di questa legge con il solo scopo di guadagnare qualche voto. Questo è lo specchio della realtà statunitense, una realtà in cui le istituzioni falliscono nei loro compiti e cercano di cavalcare la scia di voti assicurata da una parte di popolazione sempre più mal informata e per questo ipocrita e xenofoba.
Il muro è il risultato della decadenza di cui ormai è vittima la democrazia americana e a nulla servirà lo scontento del governo messicano di fronte a questa scelta univoca e un po’ razzista. Calderon e Fox, infatti, devono solo ringraziare Bush e compagnia bella se sono seduti ancora sulle loro poltrone e guidano il Messico. Tutti i signori del Pan (partido de accion nacional) sono solo burattini messi al posto giusto da Bush e, nonostante una legge che prevede la costruzione di un muro di frontiera ingiusto e offensivo per tutta la popolazione messicana, non possono permettersi nessuna azione a difesa del proprio popolo. Il governo panista è ancora impegnato a ringraziare per l’appoggio ed il silenzio ricevuto dagli Usa in occasione delle ultime elezione vinte esclusivamente grazie agli ormai più che conclamati brogli elettorali. Questo rende il governo messicano complice di quello statunitense per la morte di migliaia di persone che sono state e saranno vittima di queste politiche militaresche e mirate solo a decontestualizzare il problema dell’immigrazione convertendolo in un problema di sicurezza di frontiere – come scritto oggi sul quotidiano messicano “La Jornada”. Se la notizia del “muro” può sembrare sconvolgente aspettate di sentire la seconda legge approvata dal senato americano in questi giorni. Una legge che in Italia praticamente non è stata assolutamente trattata da nessuno dei media tradizionali e che ha avuto addirittura meno risalto del muro con la frontiera del Messico ma che ritengo ancora più insopportabile tant'è che lo stesso “New York Times” ha titolato: “E' la democrazia americana ad uscirne sconfitta”.
Si tratta in pratica dell’abolizione dell’habeas corpus, uno dei principi fondamentali del diritto. La legge dimostra la disumanizzazione del paese nordamericano, del suo presidente e della maggioranza dei suoi senatori che praticamente hanno approvato, con 65 voti a favore contro 34, la legalizzazione della tortura negli Stati Uniti. La misura approvata, a cui manca solo la promulgazione da parte di G.W.Bush, concede amnistia per possibili crimini di guerra commessi da personale statunitense negli ultimi anni (per tortura, incarcerazione clandestina, sparizione di persone ed altro), (ufficialmente denominata “tecnica di interrogatorio”), e annulla per sempre il diritto dei detenuti del diritto fondamentale alla difesa. Con quest’iniziativa, il presidente e i suoi rappresentanti hanno anche il potere di accusare praticamente qualsiasi cittadino del mondo, compresi gli immigrati regolari, di essere dei terroristi, il che porta alla detenzione a tempo indeterminato senza accesso ad un giusto processo in tribunale, visto che l’accordo firmato alla Casa Bianca prevede anche che “è severamente limitato il diritto dei prigionieri ad appellarsi a corti di grado superiore, compresa la Corte Suprema, per chiedere la propria liberazione”. La legge prevede inoltre che siano permessi tutti i “metodi d’interrogatorio”considerati ammissibili dal presidente, cioè verrà considerata tortura solo quella definita da Bush attraverso ordini esecutivi segreti. In altre parole il governo americano legalizza la violazione della Convenzione di Ginevra, visto che ne punirà solo le “gravi violazioni”, intendendo con questo termine solo la violenza sessuale e gli esperimenti chimici e biologici sui prigionieri, ma anche la violazione di tutti gli accordi internazionali per la protezione dei diritti umani. (per tortura, incarcerazione clandestina, sparizione di persone ed altro), Come sempre però il lato negativo della vicenda è soprattutto il silenzio dei media, non si può rimanere in silenzio ed accettare supinamente l’esistenza di carceri segrete, l’abolizione dell’habeas corpus e la negazione della presunzione d’innocenza.
Una domanda finale: C’è ancora qualcuno che crede che il modello americano sia il più democratico del mondo? E’ questo il modello che gli Stati Uniti vogliono esportare nel resto del Mondo?
( Vero Sudamerica )
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |










Sarà questa la nuova frontiera della democrazia? In pochi giorni negli Stati Uniti d’America, ossia il paese più democratico del mondo, sono state varate due nuove leggi: la prima prevede la costruzione di un muro sulla frontiera con il Messico come soluzione del problema dell’immigrazione clandestina; la seconda, ancora più sconvolgente, fornisce di fatto il via libera alla Casa Bianca a continuare nella disastrosa politica delle torture contro prigionieri di guerra.
Il muro è il risultato della decadenza di cui ormai è vittima la democrazia americana e a nulla servirà lo scontento del governo messicano di fronte a questa scelta univoca e un po’ razzista. Calderon e Fox, infatti, devono solo ringraziare Bush e compagnia bella se sono seduti ancora sulle loro poltrone e guidano il Messico. Tutti i signori del Pan (partido de accion nacional) sono solo burattini messi al posto giusto da Bush e, nonostante una legge che prevede la costruzione di un muro di frontiera ingiusto e offensivo per tutta la popolazione messicana, non possono permettersi nessuna azione a difesa del proprio popolo. Il governo panista è ancora impegnato a ringraziare per l’appoggio ed il silenzio ricevuto dagli Usa in occasione delle ultime elezione vinte esclusivamente grazie agli ormai più che conclamati brogli elettorali. Questo rende il governo messicano complice di quello statunitense per la morte di migliaia di persone che sono state e saranno vittima di queste politiche militaresche e mirate solo a decontestualizzare il problema dell’immigrazione convertendolo in un problema di sicurezza di frontiere – come scritto oggi sul quotidiano messicano “
Si tratta in pratica dell’abolizione dell’habeas corpus, uno dei principi fondamentali del diritto. La legge dimostra la disumanizzazione del paese nordamericano, del suo presidente e della maggioranza dei suoi senatori che praticamente hanno approvato, con 65 voti a favore contro 34, la legalizzazione della tortura negli Stati Uniti. La misura approvata, a cui manca solo la promulgazione da parte di G.W.Bush, concede amnistia per possibili crimini di guerra commessi da personale statunitense negli ultimi anni (per tortura, incarcerazione clandestina, sparizione di persone ed altro), (ufficialmente denominata “tecnica di interrogatorio”), e annulla per sempre il diritto dei detenuti del diritto fondamentale alla difesa. Con quest’iniziativa, il presidente e i suoi rappresentanti hanno anche il potere di accusare praticamente qualsiasi cittadino del mondo, compresi gli immigrati regolari, di essere dei terroristi, il che porta alla detenzione a tempo indeterminato senza accesso ad un giusto processo in tribunale, visto che l’accordo firmato alla Casa Bianca prevede anche che “è severamente limitato il diritto dei prigionieri ad appellarsi a corti di grado superiore, compresa la Corte Suprema, per chiedere la propria liberazione”. La legge prevede inoltre che siano permessi tutti i “metodi d’interrogatorio”
Possibile che in questo lato dell’oceano non interessi a nessuno? Possibile che non ci sia nessuno reazione a questa notizia? Possibile che ci sia da parte dell’Italia, ma non solo, una totale e completa sottomissione al volere degli Stati Uniti? Non voglio e non posso crederlo, però nel frattempo ora il governo americano ha il diritto di sottomettermi e torturarmi senza che io possa difendermi per via legali e senza che io abbia la possibilità di sapere perché sono accusato, tutto questo in nome della guerra al terrorismo.
Naturale che controllino l'alcool: vo...
mercoledi', per lavoro, ho preso ques...
Falso positivo... E' Lirio Abbate, no...
Ottimo lavoro Roberto, grande scoop ...
Salve, siete pronti? Rullo di tamburi...