RSS e Facebook

Feed RSS di Pressante

Segui Pressante su Facebook

Ultimi commenti

Utenti Online

 40 visitatori e 1 utente online

Statistiche

Utenti : 2742
Contenuti : 1754
Link web : 33
Tot. visite contenuti : 4824695
2741 registrati
1 oggi
20 questa settimana
216 questo mese
Ultimo: arguppogy

Adsense

Il "Nemico Senza Diritti" PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Miguel Martinez   
Martedì 22 Giugno 2010 00:00

 La nuova figura imperiale di Joe Lieberman

Il senatore Joe Lieberman è ufficialmente democratico ma ha sostenuto pubblicamente la campagna elettorale del repubblicano John McCain, con la motivazione, “if you love Israel, you’ll love McCain ("se ami Israele, amerai McCain").

Joe Lieberman è attualmente il presidente della commissione del senato degli Stati Uniti che si occupa di Homeland Security and Governmental Affairs. La commissione, cioè che sorveglia non solo l'immenso apparato securitario messo in piedi sotto Bush, ma lo stesso governo degli Stati Uniti e il suo bilancio.[1]

Joe Lieberman, che in questioni come i same-sex marriages non è affatto un conservatore, è però uno dei più decisi assertori del dominio planetario statunitense, come ha dimostrato, ad esempio, presentando recentemente due proposte di legge, la prima di epocale importanza per tutti noi.



Il 4 marzo scorso, Joe Lieberman ha presentato l'Enemy Belligerent Interrogation, Detention, and Prosecution Act, attualmente all'esame delle commissioni parlamentari; e il 24 giugno, si discuterà un'altra sua proposta di legge, il Protecting Cyberspace as a National Asset Act of 2010.

La prima proposta, presentata da Lieberman e McCain [2],  consiste in un testo brevissimo e inequivocabile.

Si crea la figura giuridica dell'Unprivileged Enemy Belligerent, che potremmo definire come il nemico senza diritti.

In sintesi, se dovesse  passare la legge, gli Stati Uniti ovunque nel mondo potranno catturare persone "sospettate di ostilità contro gli Stati Uniti o i suoi alleati [coalition partners] attraverso un atto di terrorismo", o che "deliberatamente e sostanzialmente aiutino tali ostilità". Queste persone saranno imprigionate dall'esercito, senza processo ("detention without trial") e senza bisogno di alcuna accusa formale, per tutta "la durata delle ostilità". Una durata indefinita, visto che non esiste alcuna dichiarazione formale di guerra né esiste un nemico che possa dichiarare la propria resa.

La figura di "Unprivileged Enemy Belligerent" sostituisce quella bushiana dell'"alien enemy combatant": la rimozione dell'aggettivo alien (straniero) estende quindi il controllo militare anche su cittadini statunitensi.

La legge prevede specificamente che "l'individuo sospettato di essere un unprivileged enemy belligerent" non sarà informato dei suoi diritti, come prevede il diritto statunitense.

Si verrà inseriti nella categoria di Unprivileged Enemy Belligerent da un "high-value detainee interrogation group" (gruppo che interroga i detenuti di alto valore) scelto dal presidente degli Stati Uniti. Entro 48 ore, la decisione della squadra dovrà essere approvata dal ministero della difesa e dall'Attorney Generale.

La seconda proposta di legge ha un titolo notevole: il ciberspazio - cioè la parte significativa delle comunicazioni tra esseri umani in tutto il pianeta - viene definito non semplicemente come un'area di interesse strategico per gli Stati Uniti, ma addirittura come un loro "asset" (nel diritto statunitense, significa "una proprietà immobiliare o personale, materiale o immateriale").

La proposta è stata presentata due giorni fa, per cui non sono ancora riuscito a trovarne un'attenta analisi critica.

A prima vista, lo scopo pare soprattutto amministrativo e non di censura: si mira a creare un simbiotico coordinamento - tipicamente statunitense - tra sistema securitario pubblico e sistema securitario privato, per controllare meglio il sistema generale delle comunicazioni elettroniche e per impedire "incidenti".

Posso ipotizzare che la legge servirebbe a prevenire che in futuro avvengano fughe di informazioni, come sta avvenendo su Wikileaks. Che in questi giorni sta preparando la pubblicazione dei filmati militari su una strage di bambini compiuta da aerei statunitensi in Afghanistan.

Comunque, il testo della proposta di legge copre 197 fitte pagine, la cui lettura lascio a persone informaticamente e giuridicamente più competenti di me.

La legge istituirebbe la figura di un direttore di "cybersecurity and communications", all'interno del Department for Homeland Security, che potrà "imporre [enforce] politiche di cibersicurezza in tutto il settore governativo e privato". Le scelte politiche verrebbero determinate da una sinergia di pubblico e privato: la società produttrice di antivirus Symantec è ufficialmente tra gli sponsor della proposta (pensateci, prima di installare il loro Norton nel vostro computer).

La legge prevede anche che il Presidente degli Stati Uniti potrà imporre "misure di emergenza" in materia, dietro preavviso al Congresso; tali poteri scadranno entro trenta giorni, "a meno che il presidente non decida di prorogarli".

lieberman aipac

Il senatore Joe Lieberman parla al convegno dell'AIPAC (la lobby ufficiale israeliana), nel 2004


Note:

[1] Lo sapevate che all'Università campus bio-medico di Roma, organismo dell'Opus Dei, potete prendere un master in Homeland Security? Anche se dal curriculum, sembra che il tema riguardi più che altro la sicurezza aziendale.

[2] Gli altri firmatari sono Jim Inhofe e alcuni personaggi minori dell'estrema destra del Partito Repubblicano, tra cui spicca il senatore David Vitter, che aveva condotto una lunga campagna per ridurre l'educazione sessuale nelle scuole unicamente all'insegnamento dell'astinenza.

Vitter fu reso ridicolo, quando si scoprì che era un cliente di Deborah Jean Palfrey, una signora che gestiva la principale rete di prostitute al servizio dei legislatori americani.

Memorabile per la sua americanicità la giustificazione di Vitter, con le sue inossidabili certezze psico-teologiche:

"Si è trattato di un gravissimo peccato del mio passato di cui io sono, ovviamente, interamente responsabile. Alcuni anni fa ho chiesto perdono a Dio e mia moglie, e l'ho ricevuto, in confessione e in counseling matrimoniale."

Il 4 marzo del 2002, Jim Inhofe tenne un discorso al Senato degli Stati Uniti in cui elencò sette motivi per cui Israele doveva tenersi per sempre i Territori Occupati.

La prima prova a favore di Israele è costituita dall’archeologia e dalla razza“nemmeno gli egiziani di oggi sono della stessa razza di  2.000, 3.000 anni fa,” mentre gli ebrei sarebbero identici agli antichi israeliti. Nessuno, poi, all’epoca della colonizzazione sionista, voleva la terra tranne gli ebrei. Degna di nota la quinta prova – “Israele deve avere tutta la sua terra perché è un alleato strategico degli Stati Uniti”; ma “la più importante” è quella biblica: il senatore della Republic si chiede, non è forse

“detto nella Bibbia che Abramo prese la sua tenda e si stabilì nella pianura di Mamre e lì costruì un altare al cospetto del Signore? Hebron è in Cisgiordania ed è proprio lì che Dio apparve ad Abramo e gli disse: ‘Io ti dono questa terra’ – la Cisgiordania, appunto”.