| Fiamma Nirenstein e la censura planetaria |
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| Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale |
| Scritto da Miguel Martinez |
| Sabato 22 Maggio 2010 00:00 |
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Un mese fa, il 22 aprile, è stata ufficialmente lanciata una campagna per bandire per legge e in tutto il mondo ogni critica all'unico stato mediorientale a possedere armi nucleari. Il 22 aprile scorso, infatti, la Commissione Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni e Affari esteri e comunitari della Camera ha tenuto una breve audizione, presieduta dall'onorevole berlusconiana Fiamma Nirenstein, con alcuni "esperti". Mettiamo tra virgolette la qualifica, non per sottovalutare le loro competenze in altri campi, ma perché nessuno di loro era un addetto a questioni di diritto internazionale o di libertà di stampa. E' banale ricordare che lo scopo di una riunione di una commissione parlamentare non è quello di aprire una discussione accademica, ma di studiare nuovi divieti e nuovi motivi per mettere la gente in carcere. La tecnica per imporre il controllo sulla rete... è sempre quella, usata anche in ambiti assai diversi. Si parte dall'inevitabile rumore di sottofondo che la libertà di pensiero comporta. In questo caso, si segnala un sito assolutamente demenziale, ma proprio per questo innocuo, in cui qualche individuo disturbato e razzista lancia insulti collettivi contro tutti gli ebrei, per dire che c'è nel mondo una "emergenza antisemitismo" addirittura paragonabile a quella appena prima dell'avvento di Hitler. Fiamma Nirenstein è però riuscita a superare ogni livello precedente di foga repressiva: dopo aver denunciato come "antisemiti" anche i siti che dicono che Israele attua politiche "naziste", perché "banalizzerebbero l'Olocausto" [2] , afferma testualmente che bisogna agire contro un negazionismo "terribile" quanto quello dell'Olocausto - il "negazionismo archeologico" che metterebbe in dubbio il "legame eterno" che unirebbe gli ebrei alla Terra Santa. "Smascherare il terrorista Obama e deportare i palestinesi" Per dare un'idea dell'estremismo di Fiamma Nirenstein, la signora ha da poco lanciato un appello intitolato "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE", dove si attaccano violentemente due storici sostenitori di Israele, i francesi Alain Finkelkraut e Bernard-Henri Levy, rei di aver criticato alcune politiche del governo di estrema destra di Binyamin Netanyahu.[3] "Quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine della JIDF?"
Gli altri personaggi presenti all'audizione erano figure decisamente di secondo piano, e hanno tutti parlato in maniera decisamente confusa e inconcludente. A partire da Stefano Gatti, la cui organizzazione, il CDEC, ha appena ricevuto un finanziamento statale di 300 mila euro grazie all'interessamento di un deputato di destra, Alessandro Ruben. L'Agente Betulla e la guerra ai motori di ricerca e all'archeologia Eccitatissimo come sempre quando si tratta di reprimere qualcuno, uno degli auditi era Renato Farina, ormai forse più noto come Agente Betulla nel suo ruolo di collaboratore illegale dei Servizi Segreti. Un signore che persino secondo Il Giornale, scriveva su Israele ciò che gli dettava il signor Pio Pompa. Poi c'era il segretario dei Seniores - gli ultrasessantacinquenni - di Forza Italia, Enrico Pianetta, presidente dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia Israele (e dell'Associazione Amici del Lambro), firmatario a suo tempo della caligoliana proposta di nominare Oriana Fallaci senatore a vita [5] - l'ex-militante del PCI Pierangelo Ferrari, molto impegnato nella difesa della letteratura italiana contro "l'esterofilia" ("mancano solo i capolavori della letteratura lappone," si lamenta); L'agenda comunque è stata chiaramente dettata da Oboler. Che ha spiegato che occorre imporre nuove leggi repressive e a livello globale, perché Internet è impossibile da controllare in un solo paese. Stefano Gatti, partendo dallo stravagante sito Holywar, è arrivato poi ad attaccare siti ben più seri, dicendo che "non è accettabile che siti di questo genere possano insultare o propagare tesi di questo genere": tra le tesi da vietare anche quella che afferma che i neocon sarebbero stati coinvolti nell'attentato dell'11 settembre.[6] Per Paolo Corsini, invece bisogna smetterla con il "presunto problema del rispetto della libertà di pensiero" che "è in realtà licenza", ma invitava anche a fare "controinformazione" contro i siti "antisionisti, revisionisti, negazionisti e cospirativisti", tutti messi nello stesso calderone, secondo la ricetta indicata da Fiamma Nirenstein. La Fiamma Nirenstein poi sottolineava ciò che forse più la preoccupava: il "negazionismo terribile", "pesante altrettanto quanto della Shoa", che è, come abbiamo visto, quello archeologico. Senza citare nomi, se la prende così con Asher Silberman, Israel Finkelstein e Shlomo Sand.
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"Le nuove forme di antisemitismo, infatti, spesso non sono antisemite nel loro intento bensì nei loro effetti. Si pensi ad esempio alla negazione del diritto dello Stato di Israele all’autodeterminazione: l’intento in sé non è antisemita, ma gli effetti lo sono senz’altro, se si pensa alle tensioni in Medio Oriente." E conclude sostenendo che l'antisemitismo - appena definito così come critica a Israele - dovrebbe essere definito dal diritto internazionale "come un crimine contro l’umanità". "Si tratta di episodi pesantissimi, che in gran parte riguardano l'esistenza stessa dello Stato di Israele, inteso come ebreo collettivo". [2] Esistono indubbiamente paralleli tra certi aspetti della politica della Germania nazionalsocialista e quella israeliana, che hanno le loro radici in un comune retroterra di nazionalismo estremista centroeuropeo; ma la generalizzazione è indubbiamente ridicola, e finisce solo per alimentare le fantasie astoriche di nazismo come entità metafisica o come puro insulto. Però è evidente che chi accusa Israele di essere "nazista" è antinazista lui stesso e quindi antirazzista. [3] La petizione della Nirenstein - l'equivalente di una petizione in difesa di Calderoli contro le critiche di Gianfranco Fini - è firmata da una sfilza di estremisti di destra, come Giuliano Ferrara, Magdi Allam, Alessandro Pagano (militante di Alleanza Cattolica e amico di Totò Cuffaro), Giulio Meotti (quello della guerra a Darwin) e Riccardo Pacifici, ma anche da Paolo Mieli, presidente Rcs Libri, ex direttore del Corriere della Sera. Una firma che ci aiuta a capire la mentalità che c'era dietro la decisione di lanciare il Prodotto Oriana Fallaci nel 2001. [6] Notoriamente noi non condiviamo le tesi cosiddette "complottistiche" sull'11 settembre, che riteniamo un'ipotesi perfettamente legittima ma con ogni probabilità sbagliata. Però ci vuole una dose notevole di malafede per mettere sullo stesso piano un'accusa a uomini politici statunitensi, come il Wasp George Bush, e il razzismo antiebraico.
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Questo è un post lungo, noioso e imperfetto, nel senso che ci sono molte cose ancora da capire e chiarire.