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USA: ripresa col trucco PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Santaruina   
Sabato 13 Febbraio 2010 00:00

 L'economia e' tornata a crescere, i mercati finanziari si sono stabilizzati: ''il peggio della tempesta e' passato ma resta la devastazione'', con 7 milioni di posti di lavoro persi nei due anni di recessione. Percio', ''l'occupazione e' la priorita' del 2010''. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama nel suo primo discorso sullo stato dell'Unione fornendo una ricetta in quattro punti per il rilancio dell'economia: riforma finanziaria; innovazione, soprattutto nell'energia; piu' esportazioni (l'obiettivo e' raddoppiarle in cinque anni cosi' da sostenere 2 milioni di posti di lavoro); e investire nell'educazione (''nel 21mo secolo uno dei migliori programmi anti-poverta' e' un'educazione di prima classe'').
Barack Obama, discorso alla nazione, 27/01/2010

Vediamo nel dettaglio come l'economia americana è tornata a crescere:


La tabella si riferisce alle spedizioni e agli ordini di beni durevoli prodotti dalle industrie americane.
Nella parte sinistra dell'immagine il grafico mostra la variazione delle spedizioni dei beni durevoli (materie prime, lavorati, computer, macchinari, auto, ecc.).
La linea nera si riferisce alle spedizioni commissionate dall'industria militare, mentre la linea blu è riferita alle spedizioni delle industrie non militari.

L'anno 2000 è preso come anno di riferimento, e di seguito vengono evidenziate le variazioni delle spedizioni negli anni seguenti.
Si può osservare come dallo scoppio della crisi (metà 2008) alla prima metà del 2009, le spedizioni nel campo non militare abbiano subito una flessione del 20%.
Un crollo del 20%, per essere più precisi.
Al contrario, nello stesso periodo, le spedizioni commissionate alle industrie dall'apparato bellico hanno avuto un notevole incremento.

Nella parte destra dell'immagine sono indicate le variazioni percentuali delle spedizioni (shipments) e degli ordinativi (orders) nel periodo compreso tra la prima metà del 2008 e la prima metà del 2009 suddivisi per i vari settori.

Questo semplice grafico dimostra come la situazione dell'economia americana, di per sè già assai disastrata, avrebbe raggiunto livelli di caduta ancora più tragici se non supportata, almeno in parte, dagli ordinativi fatti dall'apparato militare.
Una ragione in più per restare in Afghanistan a lungo, per il presidente Obama.


fonte tabella: effedieffe

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