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11/9: dubita della versione ufficiale, rischia corte marziale PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Marco M   
Venerdì 01 Settembre 2006 20:21
sergenteIl sergente dell'esercito USA Donald Buswell rischia la corte marziale. Il sergente Buswell ha partecipato alla guerra in Iraq ed ha anche ricevuto Purple Heart, una prestigiosa decorazione militare (foto). La notizia è riportata da Rete Voltaire. Il suo crimine? Avere inviato una posta elettronica nella quale si interrogava sulla versione ufficiale degli attentati dell'11 settembre 2001.
 

In un messaggio il sergente Buswell ha rimesso in discussione la versione ufficiale dell'attentato che ha toccato il Pentagono e su ciò che era accaduto al volo 93 in Pennsylvania. Riteneva che occorresse chiedere la creazione di una nuova Commissione d'indagine Indipendente per esaminare tutte le opzioni possibili sugli eventi di quel giorno. Il giorno dopo, Donald Buswell scopriva che non aveva più accesso al suo ufficio e che un'indagine era stata aperta su di lui. Interrogati su questa faccenda dalla rivista Iconoclast Online, il Colonnello Green e la major Escobar, all'origine della procedura disciplinare, non hanno commentato la loro decisione.
 
Nella posta inviata dal sergente Buswell, non era affatto fatta menzione di una complicità dell'esercito USA o del governo statunitense negli attentati. Ma oggi che sempre più gente prende coscienza del grande inganno di quel giorno, la semplice evocazione di dubbi sulla versione ufficiale degli attentati dell'11 settembre appare come un tradimento. Ed anche la presentazione dei fallimenti della coalizione in Iraq è giudicata anti-patriottica. Così, il 29 agosto 2006, Donald Rumsfeld ha criticato la stampa statunitense, nonostante spesso si autocensuri (il 21 agosto 2006, ad una conferenza stampa alla Casa Bianca, il presidente Bush rispondendo ad una domanda sulla sua sensazione riguardo alla situazione in Iraq, ha dichiarato: "A volte frustrato. Di rado stupito. A volte sono felice", ma la CBS e la NBC hanno deliberatamente tagliato "A volte sono felice" dalla citazione presidenziale), giudicata troppo disfattista.
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