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Mi fa impazzire. Quella che segue è una dichiarazione dell'ammiraglio Mike Mullen, presidente dei Capi Congiunti del Personale, fatta parlando con Albert Jazeera:
Quando gli è stato chiesto perché gli Stati Uniti non fossero andati nelle FATA (Aree Tribali ad Amministrazione Federale) malgrado sapessero che Al Qaeda era presente, [l'ammiraglio Mullen] ha detto, ‘perché le FATA sono in Pakistan e il Pakistan è un paese sovrano, e noi non entriamo nei paesi sovrani.’
Eh? Un accidente non ci entriamo. A cosa stava pensando questo allegro cannibale? Gli Stati Uniti amano entrare nei paesi sovrani. Quasi non fanno altro. Suppongo che...
l'Iraq non fosse sovrano. Non lo è ora, ma lo era. E che dire di Panama, del Laos, della Cambogia? Abbiamo dato al Pakistan, fino a poco tempo fa paese sovrano, la scelta di invitarci ad uccidere il suo popolo con i droni, od essere rispediti a suon di bombe all'Età della Pietra. Recentemente abbiamo bombardato la Somalia, tecnicamente sovrana.
Quando lo stronzo-alfa del Pentagono dice qualcosa di così palesemente assurdo, così chiaramente falso, vien da chiedersi: sta semplicemente mentendo, o in qualche maniera davvero crede a questa roba? Voglio dire, si suppone che l'uso di droghe sia scoraggiato dalla Marina.
A seguire, un'altra leadership morale da fumetto, offerta stavolta da Ralph Peters, il Clausewitz pay-per-view di Fox News. Walphie, un colonnello in pensione, è fortemente a favore di una guerra contro l'Islam. Grrrrr. È feroce. È un ufficiale pensionato dell'“intelligence,” quindi un tuttologo di cose militari. Ed è irritato. Bene.
Prima di esplorare la sua irritazione, potremmo notare che Walph è di quella scuola di ferocia marziale secondo cui gli altri dovrebbero andare a farsi uccidere. Non Walph. Lui è quello che in una dimenticata guerra in Asia chiamavamo un REMF. Ovvero un Rear-Echelon Motherfucker (Fottimadre delle Retrovie). Che sarebbero i passacarte seduti al sicuro ben dietro la linea del fronte mentre i militari combattono. Walph ha passato la sua carriera in gran parte in Europa, un posto davvero scomodo. Voglio dire, talvolta il vostro Martini non è freddo a dovere. Un vero Tamerlano del circolo dei cocktail, Walph.
Ma non lo sottovalutate. La sete di sangue di un bombolone da podio è una cosa da tener da conto, lo ammetto. Re svengono. Imperi tremano.
Un altro punto degno di considerazione è che “ufficiale dell'intelligence” non significa “ufficiale intelligente.” Esclusa la Seconda Guerra Mondiale, gli analisti dell'intelligence hanno un ben misero palmares. Per dire la prima cosa che mi viene in mente, l'intelligence della Marina non sapeva dov'era la flotta giapponese nel 1941, oops. La Guerra di Corea colse le spie in mutande, così come l'entrata in guerra dei cinesi. I cocchini dell'intelligence non predissero che i vietnamiti avrebbero combattuto, benché l'esperienza francese non fosse un segreto. Ci fu l'opera comica dell'incursione di Son Tay, in cui i militari entrarono a Hanoi per salvare i prigionieri americani, solo per scoprire che le spie non avevano notato che i prigionieri erano stati spostati. La CIA non predisse che i cubani non sarebbero riusciti a ribellarsi a Castro nella Baia dei Porci. Fu sorpresa quando il muro di Berlino venne eretto, fu sorpresa quando venne distrutto, e lo fu ancora quando l'URSS, il suo principale oggetto di studio, andò a gambe all'aria. Ci fu l'affare clownesco del Glomar Explorer. L'aeronautica bombardò l'ambasciata cinese a Belgrado perché i cocchini non sapevano dov'era (provare le Pagine Gialle, magari?). Non avvertirono che gli arabi avrebbero potuto combattere in Iraq, non avendo forse mai sentito parlare di Israele. Non predissero il 9/11, e non sono In grado di trovare Bin Laden.
Sono impressionato, Walph. Sei un ufficiale dell'intelligence.
Ora, perché Peters è tutto agitato? Sembra che un soldato americano di nome Bowe Bergdahl sia stato catturato dai talebani in Afghanistan, o che si sia stancato di uccidere gli afgani ed abbia disertato, o qualcos'altro. Bergdahl è poi apparso ovunque in internet mentre beve il tè con i suoi rapitori in un video in cui supplica l'America di riportare a casa le truppe. Peters si è mostrato furente per questa “slealtà,” ed ha suggerito che sarebbe stata una buona cosa se i talebani avessero ucciso il ragazzo per risparmiare il costo di un processo.
C'è qualcosa di sconveniente in questo impiegato promosso più del dovuto, per il quale una ferita di guerra è come tagliarsi con un foglio di carta, che attacca un giovane nelle mani dei talebani. Se Bergdahl è stato catturato contro la sua volontà e i talebani sono cattivi come i vari Walphies ci dicono, se non coopera dovrà affrontare la tortura. Quanto è virile Walph mentre chiede che Bergdahl sia spellato vivo e le sue giunture spezzate. Un tipico ufficiale.
Dopo la morte di mio padre, un veterano del Pacifico nella Seconda Guerra Mondiale, trovai una lettera pubblicata che aveva scritto al Washington Post durante la guerra di Corea. Papà, che passò la sua vita come matematico nello sviluppo degli armamenti, non era un pacifista. Diceva che ai soldati americani catturati dovrebbero esser detto di confessare qualsiasi cosa piuttosto che essere torturati.
Sei un vero uomo, Walph. Davvero.
Ma supponete che Bergdahl si sia stancato di uccidere della gente che non aveva motivo di uccidere, e sia fuggito dai talebani. In che modo questa sarebbe slealtà verso gli Stati Uniti? Dov'è il beneficio della guerra per l'America? Il Pentagono sta uccidendo GI dopo GI dopo GI senza motivo. Sta anche uccidendo gli afgani, senza motivo. La lealtà verso l'America sembrerebbe consistere nel rifiutarsi di farlo.
Ci sono colonnelli in pensione che controbilanciano. Prendete ad esempio il col. Karen Kwiatkowski, (ha un archivio su lewrockwell.com). Lei sospetta che Peters sia preoccupato perché l'affare Bergdahl potrebbe mostrare che le truppe si stanno stancando e si preparano a filarsela in un modo o nell'altro. Vero? Non so. Tuttavia deve essere l'incubo prevalente nella Scatola della Morte a Cinque Lati. Questo è sicuramente accaduto nella nostra incursione asiatica per diffondere la democrazia. L'omicidio di ufficiali è stata la forma più frequente di dissenso, ma ci sono stati parecchi ammutinamenti e rifiuti di combattere non riportati.
Poi trovo questo: “Un portavoce militare in Afghanistan, il comandante statunitense Christine Sidenstricker, ha detto che il talebano stava [sic] usando il loro prigioniero per fare propaganda. ‘Stanno sfruttando il soldato in violazione del diritto internazionale,’ ha detto. Il portavoce dell'esercito colonnello degli Stati Uniti Greg Julian ha aggiunto, “condanniamo l'uso di questo video e l'umiliazione pubblica dei prigionieri.”
Molto brontolona, la Christine. Questo ci riporta alla questione dell'asserzione ovviamente falsa dell'ammiraglio Mullen. Umiliazione dei prigionieri? Questa squinzia Christine Qualcosa ha compartimentalizzato il suo cervello a tal punto da non essere informata di Guantanamo? Per quanto riguarda il diritto internazionale, ho come l'impressione che la tortura dei prigionieri la trasgredisca. La tortura è una politica nazionale americana. In ogni modo, chi è stato umiliato, il prigioniero o il Pentagono? Christine naturalmente dirà qualsiasi cosa le venga detto di dire, che è il compito dei galloppini, essendo i galloppini quei Goerings a prezzi modici che sono. Ho bisogno di un drink.
lewrockwell, traduzione di La Voce del Gongoro
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E nessuno ci arriva!!!! Che tristezza...
speriamo che ci siano ancora persone ...