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Irlanda, sistematici abusi sui minori negli istituti cattolici PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Francesco / Chiara Pracchi   
Giovedì 28 Maggio 2009 00:00

Sono almeno 2500 le vittime di violenze avvenute tra gli anni 40 e gli anni 80 nelle scuole gestite da preti e suore irlandesi (v. articolo di approfondimento alla fine di questo). La maggior parte dei colpevoli ormai sono morti e non saranno mai puniti, ma per anni il Vaticano, pur sapendo quello che accadeva, ha coperto queste violenze e aiutato i pedofili a sfuggire la giustizia. 

E non è certo...

l’unico caso: in Italia si scoprono nuovi casi continuamente. Un sacerdote di una parrocchia vicino Brescia è appena stato condannato in primo grado a sette anni e mezzo di carcere, anche se la Curia e i parrocchiani continuano a sostenere la sua innocenza. Recentemente si sono scoperti abusi su ragazzi sordi di un istituto di Verona continuati fino al 1984. Sono solo due dei molti casi venuti alla luce nel nostro paese negli ultimi anni. In Alaska e in Canada negli ultimi anni è scoppiato un altro scandalo: fino agli anni 70 i bambini eschimesi mandati nelle scuole cattoliche venivano sistematicamente molestati da preti che la chiesa aveva cacciato da altre parrocchie perchè sospettati di pedofilia. Ormai i casi venuti alla luce sono decine di migliaia in tutto il mondo perchè il vaso di Pandora è stato scoperchiato e le vittime hanno iniziato a denunciare sistematicamente quello che hanno subito. 

Nel 2004 la conferenza episcopale americana ha rilevato che dal 1950 al 2002 il 4% dei preti americani è stato accusato di molestie sessuali. E’ una percentuale relativamente piccola rispetto al totale del clero ma comunqueenorme rispetto all’incidenza di pedofili tra la popolazione laica. Ma ciò che ha veramente aggravato il fenomeno è stato il fatto che le gerarchie ecclesiastiche avevano la tendenza a coprire i pedofili, a limitarsi a trasferirli di sede se c’erano sospetti, a evitare le denunce. 

Il problema chiaramente è esistito e anche se la chiesa cattolica americana nel 2002 ha inaugurato una politica di tolleranza zero contro i pedofili nel clero e il papa recentemente in Australia ha condannato la pedofilia e chiesto scusa per i crimini passati, solo nel corso dei prossimi anni si vedrà se le cose sono davvero cambiate. 

E’ vero che il luogo dove è maggiore l’incidenza della pedofilia sono pur sempre le famiglie, ma è altrettanto chiaro che almeno fino a pochi anni fa le istituzioni e le scuole cattoliche sono state oggettivamente il secondo luogo più pericoloso per i minorenni. Probabilmente non sarebbe stato così se la chiesa avesse agito con più decisione contro i pedofili nei suoi ranghi, ad esempio denunciandoli alla magistratura.

Se un numero così alto di casi fosse venuto alla luce in una confessione religiosa minore nel mondo si sarebbe scatenata una tale campagna mediatica contro di essa da distruggerla. Ma la chiesa cattolica resiste da 2000 anni e se l’è sempre cavata chiedendo scusa a posteriori.

agoravox

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Irlanda, gli abusi dei cattolici - di Chiara Pracchi

Pubblicati i risultati della commissione che ha indagato sugli abusi sessuali avvenuti negli istituti cattolici

Dopo 9 anni di lavoro, sono stati resi pubblici, in Irlanda, i risultati della Commissione per gli abusi sui bambini, che documentano le atrocità commesse negli istituti cattolici, a danno di orfani e ragazzini "disagiati". Si calcola che, dal 1920 fino al 1980, quasi 35 mila bambini siano passati per queste case. Più di mille hanno subito anche molestie sessuali.

 "Era comune essere svegliato durante la notte da qualcuno che voleva fare sesso con te e se informavi i Fratelli Cristiani (la congregazione che gestiva la casa) ottenevi in cambio di venire picchiato e minacciato da quelle stesse persone, religiosi o guardiani, che venivano a cercarti". Chi parla è Tom Haynes, uno delle migliaia di orfani e "ragazzi disagiati" che sono stati rinchiusi, fino agli '80, negli istituti cattolici e che hanno subito molestie sessuali. Tom Wall, che all'età di 8 anni fu spedito nella stessa scuola di Haynes, a Glin, nella contea di Limerick, racconta: "Se ti sceglievano diventavi un pericolo, se ti sceglievano diventavi un bersaglio. E non c'era modo di evitarlo, perché potevano arrivare a te 24 ore su 24". Storie che hanno lasciato delle ferite profonde nelle persone che hanno dovuto subire. Oggi "trovo impossibile mischiarmi con la gente, credere in qualcuno o avere un qualche tipo di relazione con l'altro sesso", ha confessato alla fine della sua storia Tom Wall.

 "Mi sento ingannato e preso in giro. Non avrei mai riaperto le mie ferite se avessi saputo che questo sarebbe stato il risultato" è stato il commento di John Walsh, vittima degli abusi dei prelati cattolici e leader dell'Irish Survivors of Child Abuse. La sua delusione è dovuta al fatto che i risultati della commissione non potranno essere usati in tribunale perché nel 2004 i Fratelli Cristiani, hanno ottenuto l'anonimato per tutte le persone coinvolte nei fatti. Nessun nome, dunque, che si tratti di una vittima o di un carnefice, appare nel documento finale. "Tutto ciò mi ha devastato- prosegue Walsh, così come devasterà la maggior parte di coloro che hanno dovuto subire gli abusi, perchè non ci saranno procedimenti penali nè assunzioni di responsabilità di nessun tipo".

 Anche se non si arriverà mai ad un processo, il rapporto stilato dalla commissione traccia una verità storica dei fatti e dice molte cose. Come, per esempio, il fatto che gli abusi sessuali all'interno delle strutture educative cattoliche erano "endemici" e che le autorità cattoliche irlandesi, al corrente di quello che stava succedendo, hanno lasciato fare per spirito d'omertà e di fedeltà al gruppo. Del resto, ancora oggi, di fronte alla pubblicazione degli atti della Commissione, Vincent Nichols, capo dei cattolici d'Inghilterra e del Galles, si è pronunciato in favore di coloro "che vederanno le loro storie raccontate in pubblico" e di coloro che "all'interno degli ordini religiosi e del clero di Dublino, dovranno affrontare fatti del loro passato ai quali avrebbero preferito, istintivamente e naturalmente, non dover più guardare", per concludere dicendo che "non dovremmo dimenticarci che quello che è emerso oggi getterà ombra anche su tutto ciò che è stato fatto di buono."

 Nei cinque volumi stilati dalla commissione, però, di buono c'è poco. Al contrario, il rapporto parla di un ricorso sistematico alla violenza come metodo di gestione delle strutture educative; dell'imposizione di una disciplina "irragionevole ed oppressiva" sui ragazzini e sullo staff; e di una serie di abusi fisici e mentali che concorrevano a prolungare la cultura della violenza anche nelle generazioni successive.
Dal 1920 al 1980 trentacinque mila bambini sono passati per gli istituti cattolici. Si stima che siano un migliaio quelli che hanno subito abusi di tipo sessuale, ma per gli altri restavano frequenti violenze e umiliazioni designate a farli sentire inutili. Nelle case d'accoglienza per ragazze, gestite dalle suore, le violenze sessuali sembrano essere state minori. In compenso lo sfruttamento e il lavoro pesante sono bene documentati, come nel caso delle lavanderie gestite dalle Sorelle di Maddalena (Magdalene Sisters).

In ultimo, il rapporto della Commissione non omette di condannare le autorità governative irlandesi, che non hanno saputo o non hanno voluto prevenire le atrocità che venivano commesse negli istituti cattolici, nonostante fin dagli anni '40 alcuni ispettori avessero denunciato ossa spezzate e una generale situazione di malnutrizione. In questo senso, il lavoro della commissione segna anche il cambiamento che si avuto all'interno della società irlandese, non più strettamente legata ai voleri della chiesa cattolica.