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Terrorismo senza pilota PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Paxtibi   
Martedì 28 Aprile 2009 00:00
 Obama l'aveva detto: il nuovo fronte della cosiddetta Guerra al Terrorismo sarà il Pakistan, e questo è tutto il cambiamento che ci possiamo aspettare nella politica estera americana. E non è un gran cambiamento, considerato che gli attacchi dei droni Predator in territorio pakistano non sono certo una novità ma una strategia – piuttosto controversa – iniziata dal suo predecessore. Tant'è, uno dei primi atti ufficiali del neo eletto presidente, il 23 gennaio, è stato proprio l'ordine di un attacco che ha ucciso almeno 15 persone (tra cui tre bambini) nel Pakistan nord-occidentale.

L'efficacia di tale strategia – pur volendo prender per buono il teorema “Al Qaeda” propinatoci dallo sbirro globale a stelle e strisce – è quantomeno dubbia, per non parlare della sua immoralità. Da dati resi pubblici dalle autorità pakistane veniamo a sapere che... fra il 14 gennaio 2006 ed l'8 aprile 2009, per eliminare 14 “capi di Al Qaeda,” gli aerei senza pilota hanno ucciso 687 civili, per una percentuale di successo di non più del sei per cento:
... dei 50 attacchi di droni effettuati fra il 29 gennaio 2008 e l'8 aprile 2009, 10 hanno colpito i loro obiettivi ed hanno ucciso 14 operatori di Al Qaeda. La maggior parte di questi attacchi sono stati effettuati sulla base ad intelligence che si pensa fornita da membri di tribù afgane e pakistane che spiavano per le forze alleate guidate dagli Stati Uniti di stanza in Afghanistan.

I restanti 40 attacchi sono falliti a causa di informazioni sbagliate, uccidendo centinaia di civili innocenti, compresi donne e bambini. Il numero dei civili pakistani uccisi in quei 50 attacchi arriva a 537, di cui 385 hanno perso la vita nel 2008 e 152 nei primi 99 giorni del 2009 (fra il 1° gennaio e l'8 aprile).
Difficile trovare una logica in una simile carneficina: combattere i “terroristi” non è forse giustificato con la necessità di garantire la sicurezza dei civili? Con un rapido calcolo troviamo che per ogni terrorista eliminato i Predator fanno fuori almeno una quindicina di innocenti. Faccio fatica a credere che quei terroristi avrebbero potuto fare danni maggiori, se le Forze del Bene se ne fossero disinteressate.

Allora, se è possibile con un'attività di spionaggio individuare i cattivi, perché l'unica strategia possibile è quella di bombardarli, coinvolgendo centinaia di pacifici civili? Perché allora non combattere la mafia con lo stesso sistema? Individuato un boss, spediamo un aereo senza pilota a bombardare il suo appartamento di Palermo: a naso, quale sarebbe la reazione dei parenti delle vittime innocenti sacrificate per la sua eliminazione? Una rassegnata accettazione della loro perdita in nome della sicurezza collettiva?

Io credo di no. Io non credo nella sicurezza collettiva. Io credo nella sicurezza mia e dei miei cari, e credo che chi mi chiede di sacrificarla sia il mio primo nemico, e che qualsiasi ragione addotta a giustificazione di tale sacrificio sia un'ignobile menzogna. E credo che non esistano sostanziali differenze tra chi uccide degli innocenti, solo scuse diverse a copertura di un'unica, malvagia volontà di potere.
 
 
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