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Pillole di Israele da Gaza / 2 PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Marco M   
Venerdì 16 Gennaio 2009 00:00

 Gaza. Bombe al fosforo su sede Onu
Il portavoce dell'Unrwa, Chris Gunness, raggiunto da PeaceReporter a Gerusalemme, ha confermato che l'edificio della sede Onu a Gaza per i rifugiati (UNRWA) è stato colpito. “Tre bombe al fosforo bianco hanno raggiunto l'edificio - ha detto il portavoce Unrwa - e il deposito è andato in fiamme. Tre persone sono rimaste ferite fra il personale. Ancora una volta il lavoro del personale umanitario è sotto tiro”.

Israele bombarda ospedali, ambulanze, media e la sede ONU
Israele ha colpito anche la Torre di Ashruq, l'edifico di Gaza City che ospita gli studi di vari canali televisivi, dove sono rimasti feriti due giornalisti. Un colpo di artiglieria ha centrato il dodicesimo piano dell'edificio, sede della Reuters, e l'edificio è stato evacuato. (Ansa)

Israele spara su civili e Croce Rossa
L'attivista australiana per i diritti umani, Sharon Locke, membro dell'International Solidarity Movement, ha parlato di...

una bambina di tre anni colpita alla faccia e all'addome mentre si recava con la famiglia all'ospedale. Secondo il dottor Mohammed Shiziq, contattato prima dell'inizio del suo più difficile turno in ambulanza di questi 20 giorni di conflitto, "la Croce Rossa è impossibilitata a svolgere il proprio lavoro di coordinamento per l'evacuazione dei feriti nell'ospedale Al Quds. Ci sono persone che muoiono dissanguate all'esterno della struttura e non possiamo trasportarle perchè gli israeliani ci sparano addosso. Solitamente trasferiamo i casi più critici all'ospedale al Shifa, ma oggi non abbiamo potuto farlo".

Lieberman: "Facciamo di Gaza una nuova Hiroshima"
"Gaza come Hiroshima...". Se questa allusione nucleare fosse stata pronunciata dal presidente iraniano Ahmedinejad o dal capo dell'Ufficio politico di Hamas, Mesha'al, le redazioni giornalistiche sarebbero andate in fibrillazione e i nostri politici-cortigiani avrebbero gridato "al terrorista!". Ma le ha pronunciate un israeliano, e, per quanto sia un terrorista, come i suoi colleghi criminali di guerra Livni-Barak e Olmert, nessuno trova niente da eccepire.

Israeliani sparano a donna e uomini con bandiera bianca
Nella Striscia di Gaza nemmeno la bandiera bianca è bastata per mettere al riparo una famiglia palestinese dai proiettili israeliani. La denuncia è venuta da ‘B’tselem’, gruppo pacifista dello Stato ebraico, secondo il quale ieri, durante un attacco al villaggio di Khuza, nel settore centrale dell’enclave, soldati di Tsahal hanno deliberatamente sparato contro una donna e tre uomini che, mostrando appunto una bandiera bianca, stavano tentando di abbandonare la loro casa.

Arrestati 700 manifestanti israeliani contrari alla guerra
Circa 700 israeliani sono stati arrestati per aver manifestato contro le operazioni intraprese dal governo israeliano nella Striscia di Gaza, ha reso noto Neve Gordon, docente presso il dipartimento di studi sulla politica e il governo dell'università Ben Gurion del Negev, in Israele. "Questo è apertamente un atto di intimidazione da parte dello stato nei confronti di quanti non appoggiano questa guerra", ha aggiunto Neve Gordon, durante un'intervista condotta da Amy Goodman di Democracy Now!

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Medici segnalano l'uso di "un nuovo tipo di arma" a Gaza

In questi ultimi giorni le televisioni arabe che trasmettono da Gaza hanno mostrato dei feriti di tipo nuovo – adulti e bambini le cui gambe erano ridotte a resti carbonizzati e insanguinati. Domenica 11 gennaio ne hanno dato testimonianza due medici norvegesi, unici occidentali presenti nell'ospedale della città.

I dottori Mads Gilbert ed Erik Fosse, che operano nella regione da una ventina d'anni con l'organizzazione non governativa (ONG) norvegese Norwac, hanno potuto lasciare il territorio il giorno prima, con quindici feriti gravi, attraverso il confine con l'Egitto. Non senza ostacoli fino all'ultimo: “Tre giorni fa il nostro convoglio, peraltro guidato dal Comitato internazionale della Croce Rossa, ha dovuto fare dietro front prima di arrivare a Khan Younis, dove dei carri armati ci hanno sparato addosso per fermarci”, hanno detto ai giornalisti presenti ad Al-Arish.

Due giorni dopo il convoglio è passato, ma i medici e l'ambasciatore norvegese venuto ad accoglierli sono rimasti bloccati tutta la notte “per motivi burocratici” all'interno del terminal egiziano di Rafah, aperto esclusivamente per le missioni sanitarie. Quella notte i vetri di alcune finestre e un soffitto del terminal sono stati distrutti dall'onda d'urto di una delle bombe sganciate nelle vicinanze.

“A 2 metri il corpo è troncato in due; a 8 metri le gambe sono tagliate, bruciate”
“All'ospedale Al-Shifa di Gaza non abbiamo visto ustioni da fosforo né lesioni da bombe a grappolo. Ma abbiamo visto delle vittime di ciò che abbiamo tutti i motivi di pensare sia il nuovo tipo d'arma sperimentato dall'esercito americano e noto con l'acronimo DIME – cioè Dense Inert Metal Explosive”, hanno dichiarato i medici.

Si tratta di piccole sfere di carbonio contenenti una lega di tungsteno, cobalto, nichel o ferro, con un enorme potere esplosivo che si dissipa però nel raggio di 10 metri. “A 2 metri il corpo è troncato in due; a 8 metri le gambe sono tagliate e bruciate come da migliaia di punture d'ago. Non abbiamo visto i corpi sezionati, ma abbiamo visto molti amputati. C'erano stati casi simili nel sud del Libano nel 2006 e abbiamo visto la stessa cosa a Gaza sempre nel 2006, durante l'operazione israeliana “Pioggia d'estate”. Degli esperimenti sui topi di laboratorio hanno mostrato che queste particelle che restano nel corpo sono cancerogene”, hanno spiegato.

Un medico palestinese intervistato domenica da Al-Jazeera ha parlato della sua impotenza in questi casi: “Non hanno alcuna traccia di metallo in corpo, ma strane emorragie interne. Una sostanza brucia i loro vasi sanguigni e provoca la morte, non possiamo fare nulla”. Secondo la prima équipe di medici arabi autorizzata a entrare nel territorio, giunta venerdì da sud all'ospedale di Khan Younis, quest'ultimo ha accolto “decine” di casi di questo tipo.

I medici norvegesi, da parte loro, si sono trovati costretti – hanno detto – a testimoniare ciò che hanno visto, in assenza a Gaza di ogni altro rappresentante del “mondo occidentale”, medico o giornalista che fosse: “Può essere che questa guerra sia il laboratorio dei fabbricanti di morte? Può essere che nel XXI secolo si possano imprigionare 1,5 milioni di persone e far loro tutto ciò che si vuole chiamandoli terroristi?”

Giunti a quattro giorni dall'inizio della guerra all'ospedale Al-Shifa, che hanno conosciuto prima e dopo l'assedio, hanno trovato un edificio e delle attrezzature “allo stremo”, un personale spossato, moribondi ovunque. Il materiale che avevano preparato è rimasto bloccato al valico di Erez.

“Con un pronto soccorso in cui arrivano cinquanta feriti alla volta sarebbe in difficoltà anche il migliore ospedale di Oslo”, raccontano. “Qui le bombe potevano uccidere dieci persone al minuto. I vetri delle finestre dell'ospedale sono andati a pezzi con l'esplosione che ha distrutto la vicina moschea. Durante alcuni allarmi il personale ha dovuto rifugiarsi nei corridoi. Il loro coraggio è incredibile. Possono dormire da due a tre ore al giorno. La maggior parte ha subito perdite tra i propri cari, alla radio interna ascoltano la litania dei nuovi luoghi attaccati e a volte capita che i loro familiari si trovino proprio lì, ma devono continuare a lavorare... La mattina della nostra partenza, al pronto soccorso, ho chiesto come era andata la notte. Un'infermiera ha sorriso. Poi è scoppiata a piangere”.

A questo punto del racconto la voce del dottor Gilbert vacilla. “Vede”, si riprende sorridendo tranquillo, “Anch'io...”

--

 

Il cimitero è pieno!

“I soldati stanno facendo un lavoro eccezionale, con numerosi successi nell’infliggere danni ad Hamas … Ma c’è ancora lavoro da fare” (Dichiarazione del comandante delle forze armate israeliane Gabi Ashkenazi davanti alla Knesset, The Guardian, 13 gennaio).


“Quello che ho visto oggi è stato scioccante. E’ inaccettabile vedere così tante persone ferite. Le loro vite dovrebbero essere risparmiate e la sicurezza di coloro i quali se ne prendono cura garantita” (Dichiarazione di Jakob Kellenberger, Presidente della Croce Rossa Internazionale, durante una visita nella Striscia di Gaza il 13 gennaio, OCHA Field Update, 14 gennaio).

“Non possiamo andare in ospedale (a causa dei bombardamenti, n.d.r.) … Non possiamo muoverci” (Telefonata di Mauro Dalla Torre, chirurgo della Croce Rossa Internazionale, in diretta al notiziario di rainews24 delle ore 15:00).

“Il cimitero è pieno. Per favore, non seppellite qui perché non c’è posto (da un avviso appeso al cancello di un cimitero a Gaza, La Repubblica, 14 gennaio).

Nel ventesimo giorno dell’operazione “Piombo Fuso”, una giornata di bombardamenti intensissimi, cresce ancora il tributo di sangue che i civili inermi di Gaza sono chiamati a rendere dai valorosi soldati dell’esercito israeliano: 1.080 sono i Palestinesi uccisi e oltre 4.900 i feriti.

Bombardati dall’esercito israeliano, come d’uso, edifici civili, moschee, ospedali: secondo un funzionario del ministero della salute del governo di Hamas, nella sola giornata di oggi sono andati distrutti 15 tra ambulatori e ospedali.

Colpita anche la sede dell’UNRWA a Gaza, bersaglio di alcune delle micidiali granate al fosforo sparate in gran quantità dagli Israeliani: le macerie, nel momento in cui scrivo, bruciano ancora. Secondo Olmert (e quando mai…) da lì sparavano i miliziani di Hamas, ma gli ha risposto seccamente John Ging, presente nell’edificio al momento del raid: “commenti senza senso”.

Ci si interroga se esista una linea rossa, un limite umanitario e morale che nemmeno Israele è disposto a varcare, ma di fronte a tali devastazioni e a crimini di tale portata c’è da dubitarne fortemente.

L’unica cosa sicura e dimostrata dagli eventi di questi giorni è che la comunità internazionale non interverrà in alcun modo su Israele per evitare che la oltrepassi.

 

Commenti
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Ulisse9     |79.14.178.xxx |2009-01-16 09:41:52
La comunità internazionale è filosionista, e ha già assolto Israele, con la
teoria del diritto all'autodifesa.
La colpa è di Hamas.
La colpa è dei
palestinesi che si ostinano ad esistere.
Quando anche l'ultimo palestinese se
ne sarà andato o sarà stato eliminato, allora la pace regnerà in Palestina ed
Israele. E tutti vissero felici e contenti...
admin     |SAdministrator |2009-01-17 03:44:37
Tra l'altro anche quando la "comunità internazionale" almeno
formalmente condanna Israele (come da risoluzioni ONU da decenni), ai media non
frega nulla e figurarsi ad Israele, e nulla accade. Anzi Israele può anche
permettersi di bombardare le sedi ONU già che c'è...

Marco M
gaspare110  - GLI ANGELI DI GAZA     |93.149.2.xxx |2009-01-17 10:33:37
Salve,
vorrei proporre una lettura “particolare” in questi giorni scossi dai
tragici eventi di gaza: una poesia dedicata ai bambini di Gaza, precisando
che:

1- questa non è una vera e propria poesia bensì un
“appello-denuncia” che s’inserisce in un contesto d’attualità ben
preciso: i tragici eventi di Gaza di questi giorni: un omaggio “a tutti” i
bambini che vivono sulla loro pelle l’“orrore” della guerra (qualsiasi
essa sia), con l’auspicio (la speranza) che il linguaggio delle parole si
faccia -almeno per una volta- più forte ed assordante di quello delle armi…

2- il riferimento alle vittime civili della guerra condotta da Israele (bambini
ma anche donne ed uomini inermi) non vuole discriminare le vittime delle guerre
in base alla religione, nazionalità o colore della pelle: ogni vita ha un
valore inestimabile, in qualsiasi parte del mondo sia persa!

Denunciare
("in primis" ed in queste ore) il massacro di civili palestinesi è
però doveroso, naturale, umano e non tacciabile di parzialità o, tantomeno,
simpatie “pro-Hamas”: sta semplicemente “nei fatti” , nel trite elenco
di vittime (continuamente aggiornato) che, allo stato attuale, conta 6 vittime
israeliane e più di 1000 palestinesi nelle ultime settimane, di cui più di 300
bambini!!!
Quella a cui stiamo assistendo è una guerra “anomala ed
impari”, che vede contrapposti:
- uno Stato (Israele) che dispone di uno dei
più forti eserciti del mondo (il più forte del Medioriente), di armi nucleari
e che da più di 60 anni viola apertamente il diritto internazionale con
l’avallo degli Stati Uniti (più risoluzioni delle Nazioni Unite che
dispongono il ritiro dai territori occupati sono smentite dalla continua
costruzione di nuovi insediamenti israeliani in territorio palestinese)
- ed un
Popolo senza Stato (ed alcuna Autorità riconosciuta che possa mantenere un
ordine), senza diritti e costretto a vivere in una condizione di prigionia ed
abbandono in un territorio risicato.
La situazione attuale -questa è la mia
denuncia- è causa “sia di Hamas che di Israele”, che sembra far di tutto
per allontanare ogni prospettiva di pace.
Fino a quando questa “anomalia”
non sarà superata, sarà molto difficile che ci sarà spazio per i moderati
palestinesi (che pur sono tanti) di far sentire la loro voce, nella testa e nel
cuore del loro Popolo…
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GLI
ANGELI DI GAZA:

Piccole stelle
esplodono con un sorriso in viso
negli occhi
pien di vita dei bambini
di una piccola stretta terra,
imbrattando le strade
della loro ingenuità,
attingendo dalla tavolozza colorata dei loro pensieri
un
arcobaleno di sogni…

( PROSEGUE SU…: http://spaziolibero.blogattivo.com)
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