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Pillole di Israele da Gaza PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Marco M   
Sabato 10 Gennaio 2009 00:00
 Una breve raccolta di agenzie e "brevi", nascoste nei mezzi di informazione mainstream, delle ultime bestialità dell'esercito invasore di Israele nel lager di Gaza. Perchè, come ha scritto Marco Travaglio, "Israele non sta attaccando i civili palestinesi"
 
Onu accusa Israele: civili radunati in casa e sterminati
Le Nazioni Unite hanno accusato Israele di un gravissimo e deliberato massacro di civili nella Striscia di Gaza, sulla base delle denunce ricevute da "numerosi" testimoni oculari: stando dunque agli elementi in possesso dell'Ocha, l'Ufficio dell'Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari, il 4 gennaio scorso soldati dello Stato ebraico avrebbero costretto circa 110 palestinesi, "la metà dei quali erano bambini", a radunarsi in una casa monofamiliare a Zeitoun, un quartiere del capoluogo dell'enclave, ordinando loro di rimanere all'interno; ma 24 ore dopo la stessa abitazione sarebbe stata ripetutamente bombardata.
L'ufficio dell'Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) l'ha definito "uno degli episodi... piu' gravi dall'inizio dell'operazione "Piombo fuso" dell'esercito israeliano a Gaza il 27 dicembre. "Coloro che sono sopravvissuti ed erano in grado hanno camminato per due chilometri fino a via Salah Ed Din prima di essere trasportati in un ospedale su veicoli civili", aggiunge l'Ocha. "Tre bambini, il più giovane dei quali aveva appena cinque anni, sono morti al loro arrivo all'ospedale", afferma l'Ocha in un rapporto sulla situazione nel territorio palestinese.
 
Croce Rossa: "A Beit Lahiya cadaveri per le strade"
"Cadaveri, a decine e decine, giacciono sulle strade e i feriti muoiono davanti gli occhi dei soldati israeliani che a distanza di pochi metri non fanno niente per soccorrerli": è solo una delle frasi del drammatico racconto di Ayad Nasr, portavoce della croce rossa internazionale riuscito ad entrare a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza, dove infuriano da giorni i combattimenti tra le forze speciali israeliane e i miliziani palestinesi. In collegamento telefonico con la tv satellitare araba Al Jazeera, il rappresentante dell'organizzazione umanitaria ha lanciato "un pressante e urgente appello alle autorità israeliane per permettere alle nostre auto ambulanze di entrare nelle zone di Abraj Al Awda e Abraj Sheikh Zaid per raccogliere i feriti che molti di loro sono morti perchè nessuno ha prestato loro soccorso".

Israele colpisce convoglio Onu con aiuti, morto l'autista
L'aviazione israeliana ha colpito un mezzo delle Nazioni Unite impegnato nella consegna di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza: l'autista del mezzo è rimasto ucciso, secondo quanto confermato da fonti dell'Onu. Il portavoce dell'organizzazione internazionale, Adnan Abu Hasna ha detto che l'incidente ha avuto luogo durante la pausa di tre ore dei bombardamenti, dichiarata da Israele per consentire la consegna degli aiuti. Il mezzo colpito portava le insegne e la bandiera dell'Onu quando è stato colpito nel nord di Gaza.

Croce Rossa: Israele ha violato il diritto umanitario internazionale
La Croce Rossa internazionale (Cicr) ha oggi accusato le forze israeliane a di avere ritardato l'accesso ai feriti in un quartiere di Gaza, tra cui quattro bambini che per quattro giorni sono rimasti in casa senza cibo e acqua accanto al cadavere della madre. Il Cicr sostiene che le forze dello stato ebraico rallentano i soccorsi e impediscono alle ambulanze di evacuare i feriti dalle zone colpite. "Quanto è accaduto è semplicemente scioccante", ha detto il responsabile del Cicr in Israele, Pierre Wettach. Le aumbulanze, ha aggiunto, sono state autorizzate a intervenire solo mercoledi, ossia quattro giorni dopo l'inizio dell'offensiva terrestre. "I militari israeliani dovevano sapere bene qual era la situazione ma non hanno fatto niente per soccorrere i feriti", ha proseguito Wettach. In un duro comunicato diffuso oggi a Ginevra, il Cicr sostiene che "in questa circostanza gli israeliani non hanno fatto fronte ai loro obblighi in base al diritto umanitario internazionale".

La Cri: soccorsi ostacolati dai soldati israeliani
Durissime accuse della Croce Rossa Internazionale contro Israele. I soccorsi all'interno della striscia di Gaza, si legge in un comunicato dell'ICRC, sarebbero stati deliberatamente ostacolati dai soldati israeliani e viene riferito di episodi particolarmente agghiaccianti avvenuti nel quartiere di Zeitun, a Gaza City: quattro bambini, troppo deboli per rimanere in piedi, che giacevano abbracciati al cadavere della loro madre, un uomo ancora vivo sdraiato lungo la strada, nelle case e per le vie decine di cadaveri abbandonati. I soccorritori della Croce Rossa sono riusciti ad evacuare 18 feriti ed altre 12 persone in condizioni fisiche estremamente fragili, malgrado "i soldati israeliani che si trovavano ad una postazione militare a soli 80 metri di distanza" abbiano intimato loro di andarsene.

La Croce Rossa Internazionale ha accusato l'esercito d'occupazione d'aver impedito alle ambulanze d'intervenire per quattro giorni, così alcuni muoiono dissanguati, altri di spavento, specialmente bambini. Nel quartiere di Hayy Zaytûn sono stati trovati dei bambini accanto ai loro parenti morti, sfiniti dalla fame e dalla sete. «L'esercito israeliano sapeva che c'era della gente da evacuare, ma non ci ha aiutati in alcun modo», dice una rappresentante della CRI. L'infermiere palestinese intervistato racconta che sono entrati in una casa dove c'erano 18 cadaveri restati lì per giorni, tra cui sette donne e sei bambini.

Al Jazeera, in corso massiccio lancio bombe al fosforo
"Su Gaza City è in corso un massiccio lancio di bombe al fosforo bianco da parte dell'esercito di Israele", lo ha affermato uno degli inviati della tv satellitare araba che nel frattempo mostrava in diretta le immagini delle dense colonne di fumo provocate da queste bombe.

ONU, l’esercito israeliano ha ammesso che nessuno sparava dalla scuola bombardata
E’ una notizia importantissima ma bisogna cercarla tra le brevi dove la stanno imboscando i media mainstream. L’esercito israeliano ha dovuto ammettere che nella scuola dell’ONU di Jabaylia, dove hanno commesso una strage orribile martedì scorso, uccidendo almeno 40 persone delle quali oltre la metà bambini, nessuno stava sparando contro di loro. Non solo, per giustificare il massacro, hanno diffuso delle immagini che risalgono al 2007. Lo afferma il quotidiano Haaretz da dichiarazioni di Chris Gunness, portavoce dell’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, UNRWA.

I mostri
Un medico palestinese, ferito, intervistato in diretta, al tg della sera, che con una dignità ed una compostezza incredibile ha preso il microfono raccontando quel che è successo alla sua famiglia: alle 14.00 (nelle "tre ore di tregua"!), c'era un carroarmato a circa 200 metri dalla casa, che sapendo esservi una famiglia ha sparato quattro colpi distruggendola: la moglie ucraina e suo figlio Yûsuf sono stati ammazzati, ma sono ancora là in casa cadaveri ("a brandelli") perché nessuno riesce ad arrivarvi, mentre altri componenti della famiglia sono feriti. E ha concluso con l'unica cosa che si può pensare di questo cosiddetto "Stato d'Israele": «Sono senza coscienza, dei mostri, mostri». Poi, col microfono in mano, ha parlato 'dentro la telecamera', dicendo, dopo "al-hamdu li-Llàh Rabbi al-'Âlamîn, al-hamdu li-Llàh Rabbi al-'Âlamîn [E la lode spetta a Dio, Signore dei Mondi]: «Voglio parlare al mondo: cos'ha fatto la mia moglie ucraina? cos'ha fatto mio figlio, che aveva quattro mesi? Cos'ha fatto il popolo palestinese al mondo perché il mondo se ne stia immobile? Silenzio, silenzio, silenzio... Cosa vuole da noi? Siamo occupati... Cos'abbiamo fatto al mondo perché ci tratti in questo modo? Non lo sappiamo, non lo sappiamo... Perché questo silenzio... Perché?».
 
 
 
 

Questa vignetta è dedicata alle vittime innocenti delle orde di Tsahal delle ultime 24 ore: i genitori e i 5 bambini della famiglia Abu Aisha uccisi nel campo profughi di Shati, i 7 membri della famiglia Salmuni uccisi nel quartiere di Zeitun, la donna incinta e i suoi 4 figli uccisi da una cannonata che ha devastato la loro casa.

Alle decine e decine di bambini massacrati, storpiati, devastati dai missili e dalle cannonate dell’esercito israeliano mentre erano in strada, o andavano a buttare la spazzatura oppure dormivano tranquillamente nei loro letti, come le cinque ragazzine della famiglia Ba’lousha nel campo profughi di Jabalya.

Ai 15 Palestinesi (di cui 4 bambini) massacrati il 3 gennaio mentre pregavano nella moschea di Jabalya, uccisi da un missile israeliano che ha provocato anche 27 feriti.

Alla popolazione della Striscia di Gaza, senza luce né acqua corrente, senza medicine né possibilità di cure adeguate, senza più aiuti umanitari e senza quasi più cibo da mangiare.

In questi anni abbiamo assistito a crimini ed atrocità senza paragoni commessi da Israele, bambini e adolescenti uccisi mentre andavano a scuola, o addirittura seduti al loro banco, oppure mentre giocavano per strada, interi gruppi familiari massacrati da bombardamenti indiscriminati nelle loro case o su una spiaggia, oppure uccisi nel sonno da una bomba della Iaf, oppure ancora devastati nel corso di una delle tante esecuzioni “mirate”, donne e bambini uccisi perché si erano avvicinati troppo alla barriera “difensiva”, militanti palestinesi uccisi nel corso di operazioni di arresto che – come certificato da varie organizzazioni di tutela dei diritti umani – troppo spesso si sono trasformate in liquidazioni sommarie.

E ogni volta, e sempre più, si rimane sbalorditi e sgomenti di fronte alla disumanità, alla bestiale ferocia, allo sprezzo del valore della vita di tanti innocenti.
 
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Qui una raccolta di immagini dell'opera genocida di Israele. Attenzione: IMMAGINI FORTI.