| La prossima guerra dei neocon USA |
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| Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Scritto da Marco M | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 07 Agosto 2006 20:15 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
I neocon dell'amministrazione Bush stanno segretamente lavorando per allargare la guerra in Medio Oriente a Siria ed Iran e, per cercare il pretesto, la National Security Agency sta fornendo supporto di intelligence ad Israele per scoprire se questi due paesi stanno fornendo a Hezbollah i razzi coi quali risponde alle offensive israeliane. Lo svela un funzionario di sicurezza nazionale con conoscenza diretta delle operazioni a Salon. Il presidente Bush ha approvato il programma segreto.La fonte anonima afferma che gli autori di questo piano sono i neocon dello staff del vice presidente Dick Cheney e di Elliott Abrams, il direttore neocon per il Medio Oriente del Consiglio di sicurezza nazionale, che sperano così di trovare un potenziale pretesto per il bombardamento israeliano di entrambi i paesi. I neocon sono entusiasti della possibilità di usare l'intelligence del NSA come leva per allargare il conflitto fra Israele e Hezbollah e Israele e Hamas in una guerra a quattro fronti (Libano, Palestina, Siria ed Iran). Di questo progetto Condoleeza Rice è pienamente informata, anche se i falchi di Cheney stanno cercando di tenerla ai margini per il suo ruolo di facciata che è quello di cercare trattative diplomatiche con l'Iran per impedire lo sviluppo di armamento nucleare. Quello che la Rice sta facendo in questi giorni, ponendo il veto sulla proposta di "cessate il fuoco" alle Nazioni Unite, è cercare di portare alla resa Hezbollah e concedere il Libano ad Israele. Ma il piano d'azione del gruppo neocon va ben oltre: non vuole che Hezbollah si arrenda, anzi cerca un pretesto per appoggiare Israele "in una guerra di pulizia" contro la Siria e l'Iran, spiega il funzionario di sicurezza nazionale. D'altronde per provare a capire questo programma basta leggere "Taglio Netto", documento che i responsabili della sicurezza nazionale hanno cominciato a fare circolare tra di loro nel 1996 contro il processo di pace in Medio Oriente. Chiamato "Taglio Netto: Una nuova strategia per la sicurezza del regno", è opera di un gruppo di neocon di cui fanno parte molti degli uomini dell'amministrazione Bush: Richard Perle (fondatore del PNAC), Douglas Feith, David Wurmser. "Taglio Netto" fu scritto su richiesta del Primo Ministro Benjamin Netanyahu del partito di Likud ed ha inteso fornire "un nuovo insieme di idee" per gettare via le politiche del Primo Ministro israeliano assassinato Yitzhak Rabin. Anziché trattative di pace, i neocon hanno sostenuto l'annullamento degli accordi di pace di Oslo. Inoltre hanno avanzato un piano d'azione selvaggio per "ridefinire l'Iraq". Allora il re Hussein del Giordano diventerebbe il capo; il re sunnita guadagnerebbe in qualche modo "il controllo" dell'Iraq sciita ed attraverso loro "sottrarrebbe il sud del Libano ad Hezbollah, Iran e Siria". Netanyahu, inizialmente, ha tentato di seguire il "Taglio Netto", ma sotto pressione persistente di Clinton ha ripreso le trattative con i Palestinesi. Negli accordi del 1998, conclusi con la partecipazione personale del presidente Clinton e di un morente re Hussein, i Palestinesi acconsentirono a riconoscere la legittimità di Israele e Netanyahu acconsentì a ritirarsi da una parte dei territori occupati. Ulteriori trattative, condotte dal suo successore Ehud Barak, che quasi hanno chiuso il conflitto, si sono conclusi in un drammatico fallimento ma ponevano una base per nuovi accordi. Ma poi, alla sua prima riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, il presidente George W. Bush ha completamente cambiato rotta, ordinando al suo primo segretario di Stato, Colin Powell, di rigettare tutto lo sforzo fatto per avviare il processo di pace Israeliano-Palestinese. Quando Powell avvertì che "le conseguenze potrebbero essere tremende, particolarmente per i Palestinesi", Bush sbottò: "A volte una dimostrazione di forza unilaterale può realmente chiarire le cose". Stava così dando un "Taglio Netto" con le politiche di ricerca di pace in Medio Oriente del suo predecessore immediato Clinton, facendo così ciò per cui era stato fatto eleggere dai neocon americani: attuare il PNAC (Project for a New American Century). Nella crisi attuale in Medio Oriente, ancora una volta, si sono fatti sentire gli uomini delle vecchie amministrazioni americane, restando inascoltati. Charles Freeman, l'ambasciatore del Bush più anziano in Arabia Saudita: "L'ironia ora è che il candidato più probabile ad appoggiare Hezbollah non è più l'Iran ma la tirannia araba Shiita del governo che abbiamo installato a Bagdad". Richard Haass, il consigliere per il Medio Oriente del National Secutiry Council ed ora presidente del Consiglio sui rapporti esteri, ha apertamente criticato la politica americana in Medio Oriente al Washington Post lo scorso 30 luglio: "Le frecce indicano tutte nel verso errato. Il pericolo più grande a breve scadenza è la frustrazione e l'alienazione del mondo arabo nei confronti degli Stati Uniti. Non solo del mondo arabo, ma anche di Europa e resto del mondo. La gente osserva quello che sta accadendo e questo farà salire ancora l'antiamericanismo". Quando gli è stato chiesto dell'ottimismo del presidente Bush (che ha definito l'attuale situazione "un'occasione"), ha risposto: "Un'occasione? Oddio, risparmiami. Non trattengo le risate. E' la cosa più divertente che abbia sentito da molto tempo. Se questa è un'occasione, che cosa è l'Iraq? La chance della vita?" Ma la macchina propagandistica dei neocon di Bush si è messa in moto. Oltre un mese fa, Richard Perle, il 25 giugno sul Washington Post, ha riportato tutti alla Guerra Fredda, accusando coloro che propongono la diplomazia di essere come Neville Chamberlain, il ministro britannico che ha provato a dialogare con Hitler. "Condoleezza Rice," ha scritto Perle, "deve esclusivamente calmare i nostri alleati quando chiedono soluzioni diplomatiche." Il portavoce della Casa Bianca Gingrich ha detto ad Insight: "Siamo nelle fasi iniziali della Terza Guerra Mondiale". La Rice è diventata ciò che Powell era nella prima amministrazione Bush. La decisione di Bush di cancellare il processo di pace ha portato alla vittoria di Hamas nelle elezioni palestinesi. Questo fallimento è stato seguito dal rifiuto di dialogare con Hamas, portandola dalla parte della Siria. Adesso, i neocon americani vedono nell'ultima guerra di Israele la grande occasione per realizzare le mitomanie del "Taglio Netto". L'amministrazione Bush sta dunque cercando di provocare i vicini di Israele per avere il pretesto per far scattare il piano. Un piano deliberato, calcolato e metodico.
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