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La sciarpa terrorista PDF Stampa E-mail
Politica e Ordine Mondiale - Politica e Ordine Mondiale
Scritto da Enrico Sabatino   
Domenica 01 Giugno 2008 00:06
Immagine dello spotIl livello di puro delirio raggiunto dall’establishment neocon negli USA ha toccato l’ennesimo suo apice in questi ultimi giorni a causa di uno spot pubblicitario della Dunkin’ Donuts, la catena regina delle ciambelle.

In questo spot televisivo Rachel Ray, una star della cucina negli USA con il suo programma “Un piatto in 30 minuti”, appariva con il classico bicchierone di carta da fast-food in mano e al collo invece una kaffiyeh bianca e nera, la tradizionale sciarpa palestinese resa popolare in tutto il mondo da Arafat.

Immediatamente si è scatenata la bagarre dei neocon che hanno identificato nella kaffiyeh il simbolo della jihad islamica contro gli Stati Uniti e, tuonando uniti come un sol uomo, hanno affermato che lo spot con la kaffiyeh era “propaganda per il terrorismo”.
La Dunkin’ Donuts si è inutilmente difesa replicando...
che la sciarpa era stata disegnata da una stilista appositamente per lo spot e dopo due settimane si è arresa scusandosi per la violazione della “political correctness” e ha quindi ritirato lo spot.

La protagonista dello spot si era anche dichiarata apolitica ma la furia neocon, attraverso l'editorialista di Fox News Michelle Malkin, si era abbattuta su di lei “La kaffiyeh celebra i terroristi che nei video tagliano le teste degli ostaggi, è inaccettabile che venga indossata dalle icone liberal. L'ignoranza non giustifica questa provocazione, via la kaffiyeh”.
Aggiungendo la chicca finale “Mai più spot filo musulmani”.

I liberal hanno cercato di reagire in qualche modo a questi deliranti attacchi, cercando di spiegare che la sciarpa non può essere ridotta a simbolo dello estremismo islamico, in quanto ora è indossata da tutti in Medio Oriente, dai giovani e dai vecchi, a scuola e sul lavoro. E che filmarla per uno spot pubblicitario non è certo apologia di reato.
Niente da fare, la delirante ottusità neocon ha prevalso in un Paese in cui l’intolleranza religiosa sembra dilagare sempre più, scatenando poi ovvie reazioni a catena nel resto del mondo

E infatti dalle scuse di Dunkin’ Donuts si passa alle scuse che Bush dieci giorni fa è stato costretto a fare al governo iracheno dopo che un soldato USA aveva avuto la “bella” idea di usare una copia del Corano come bersaglio per il tiro a segno, provocando una protesta ufficiale nei confronti di Washington e il rimpatrio del soldato.

Ecco, ora quel soldato potrà allenare la sua mira sparando alle ciambelle di Dunkin’ Donuts.
 
Enrico Sabatino