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Operazione:Pretofilia, la scure del Governo PDF Stampa E-mail
Scritto da punto-informatico   
martedì 03 luglio 2007
 La satira condotta a mezzo videogame non sembra avere vita facile in Italia: dopo le denunce piovute sul videogioco Operazione:Pretofilia da alcuni parlamentari UDC, alla Camera il Governo ha confermato di ritenere quel videogame e la pagina che lo ospita materiali da rimuovere dalla rete Internet.

Lo si può leggere nel resoconto dell'ultimo dibattito alla Camera, dove il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Paolo Naccarato nel rispondere ad una interpellanza UDC spiega:

"In relazione al sito che ha pubblicato il gioco in questione, quest'ultimo è già da alcuni giorni all'attenzione del servizio postale e delle comunicazioni del Ministero dell'interno ed, in proposito, è stata informata l'autorità giudiziaria di Catania, poiché la prima segnalazione del predetto sito è stata raccolta dal servizio di polizia postale di tale città. Nel contempo, si sta cercando di rimuovere la pagina web del server dove la stessa è ospitata...
server che, dai primi accertamenti, risulta collocato negli Stati Uniti d'America".
 
Nel parlare del gioco, analogamente a quanto avevano scritto gli esponenti UDC nell'interpellanza, Naccarato cita la normativa sulla pedopornografia a cui in questo caso bisognerebbe far riferimento in quanto nel gioco vi sarebbero simulati atti sessuali tra adulti (i preti presi di mira dagli autori del videogame) e bambini. Si tratta peraltro di una rappresentazione a dir poco stilizzata di tali atti, di dimensioni ridottissime e di scarsissima intelligibilità, all'interno di un contesto studiato per condannare simili eventi. Comprensibile dunque che prendere di mira questo specifico aspetto del videogame possa essere visto da qualcuno come un discutibile espediente per rimuovere un contenuto politicamente controverso, negando al contempo di aver leso la libertà di espressione.

Lo denunciano gli stessi autori del game, quelli di Molleindustria, che in una nota sconsolata annunciano di aver sospeso la pubblicazione del gioco. "Siamo convinti - scrivono - che perseguire un videogioco satirico con l'accusa di pedopornografia sia, oltre che un attacco alla libertà di espressione, anche un danno alla sacrosanta lotta agli abusi sui minori. La stessa legge che si propone di punire gli stupratori e i produttori di materiale pedopornografico viene usata per togliere dalla circolazione un'opera che paradossalmente vuole proprio essere una condanna di questi comportamenti".

E spiegano: "Dal momento che l'intento del governo è quello di agire sul nostro service provider abbiamo pensato che la soluzione migliore fosse quella di rimuovere i contenuti incriminati nella speranza che la macchina poliziesca si possa ancora arrestare".

Inutile dire che il gioco rimane disponibile online, sia come file sulle reti di sharing che come gioco giocabile direttamente online su siti e portali dedicati.
 
 

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